La crepa

macchinazione

Il termine tedesco è Machenschaft, e viene da machen, fare. Heidegger lo usa a partire dalla fine degli anni Trenta e ne fa il nome di ciò che, secondo lui, governa l'epoca. Non significa complotto, benché la parola in tedesco corrent...

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 17. I quaderni neri

Il termine tedesco è Machenschaft, e viene da machen, fare. Heidegger lo usa a partire dalla fine degli anni Trenta e ne fa il nome di ciò che, secondo lui, governa l'epoca. Non significa complotto, benché la parola in tedesco corrente abbia anche quel senso. Designa una condizione in cui tutto ciò che è viene inteso come qualcosa di producibile: una foresta come riserva di legname, un fiume come potenziale idroelettrico, una popolazione come forza lavoro, un sapere come applicazione. Nessuno l'ha decisa e non è l'errore di qualcuno: si tratta del modo in cui l'essere si dà in quest'epoca, e chi vi si trova dentro non ha modo di uscirne per scelta. Da questa nozione discendono le pagine più note del secondo Heidegger, quelle sulla tecnica che il capitolo sedicesimo ha raccontato. E da questa nozione discende anche il punto in cui il presente capitolo è nato: nei quaderni la macchinazione ha degli agenti storici, e fra questi vengono nominati insieme l'americanismo, il bolscevismo e l'ebraismo mondiale, descritto come particolarmente adatto al calcolo e allo sradicamento. È qui che le due discussioni si toccano. Chi sostiene che l'opera vada tenuta separata dalle opinioni deve spiegare perché quelle opinioni compaiano dentro il dispositivo teorico e non accanto a esso; e chi sostiene che il dispositivo sia irrimediabilmente compromesso deve spiegare perché la stessa nozione, applicata all'agricoltura industriale e all'informatica, continui a produrre analisi che molti trovano acute.