Le parole della filosofia
Ogni capitolo della collana apre una parola e la tiene aperta il tempo di vedere che cosa contiene, poi la richiude in una riga nella mappa di fine capitolo. Qui ci sono tutte: 1.275 termini, ciascuno nel punto in cui serviva capirlo.
A
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a priori / a posteriori
Indipendente dall'esperienza oppure ricavato da essa. I segni dell'a priori sono necessità e universalità, che nessuna osservazione può dare.
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a priori materiale
Contenuti dotati di necessità propria, colti in un caso singolo. Contro Kant, che aveva identificato ciò che ha un contenuto con ciò che è contingente.
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abduzione 2 volte
L'inferenza che risale da un fatto sorprendente all'ipotesi che lo renderebbe naturale. Per Peirce è l'unica che introduca idee nuove, e non giustifica: propone.
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abilitazione
Il titolo che apriva la carriera universitaria tedesca, negato a Stein perché donna; il divieto fu rimosso per decreto nel 1920, quando lei aveva smesso di provarci.
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abito di idee
L'immagine con cui Husserl descrive il mondo matematizzato: un ritaglio steso sopra il mondo della vita, che viene scambiato per l'essere vero.
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abitualità
Il sedimento durevole di una presa di posizione: chi ha deciso una volta resta colui che lo ritiene, e la convinzione ricompare disponibile senza essere riconquistata.
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abitudine 3 volte
Il corso consueto delle cose, che noi trasformiamo in aspettativa e chiamiamo conoscenza. Non sta nelle cose: sta in chi guarda.
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Accademia dei Pugni
Il circolo milanese fondato nel 1761 dai fratelli Verri, così chiamato per la violenza delle discussioni. Da esso nascono Il Caffè e Dei delitti e delle pene.
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accettare / credere
La distinzione centrale del libro: accettare una teoria significa usarla e svilupparla; crederla significa impegnarsi sulla sua verità, anche là dove nulla lo richiede.
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accoppiamento
L'associazione passiva per cui due corpi simili si appaiano nel campo e trasferiscono l'uno sull'altro il proprio senso. Non è un giudizio e avviene prima di ogni consapevolezza.
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accordo pratico
La possibilità di convenire sulle conclusioni pur divergendo sulle giustificazioni. Non è scetticismo né compromesso: ciascuno sostiene l'intera lista con le proprie ragioni.
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adattamento 2 volte
In biologia indica sia il processo sia il tratto che ne risulta. La parola è transitiva e suggerisce un agente che non c'è.
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adeguatezza causale
Il requisito per cui l'interpretazione deve essere confermata dal fatto che quel motivo produca effettivamente quell'effetto, con il confronto e la statistica.
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adeguatezza di senso
Il requisito per cui un'interpretazione deve rendere comprensibile l'azione a partire dai motivi dell'agente. Da sola non basta: le interpretazioni plausibili sono molte.
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adeguatezza empirica
La proprietà di una teoria di dire il vero su tutto ciò che è osservabile — passato, presente e futuro, osservato o no.
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adiáphora
Gli indifferenti: tutto ciò che non è virtù né vizio. Si distinguono in preferibili e da respingere, ma nessuno entra nel calcolo della felicità.
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afasia ἀφασία
Il non aver nulla da affermare. In Pirrone precede l'ataraxía ed è la condizione che la rende possibile.
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affectio iustitiae
L'inclinazione al valore che una cosa ha in sé, distinta dall'inclinazione al proprio bene. Senza di essa la volontà sarebbe un appetito, e un appetito è necessitato.
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affermazione del conseguente
La forma deduttivamente scorretta a cui l'abduzione somiglia: da «se A allora C» e «C» non segue «A». È una fallacia, ed è come la scienza scopre l'invisibile.
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affezione
La proprietà misurabile di un corpo, contrapposta all'essenza. Galileo dichiara di occuparsi solo delle prime, e sulle seconde di non saperne più di chiunque altro.
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agire comunicativo
L'azione orientata a intendersi, che coordina i piani sulla base di un accordo, distinta dall'agire strategico orientato al successo.
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agnostico
Parola coniata da Huxley nel 1869 per la posizione di chi ritiene che su certe questioni non si possa sapere, distinta tanto dalla fede quanto dall'ateismo dogmatico.
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al di sopra della mischia
Il titolo degli articoli di Romain Rolland: il rifiuto di scegliere fra le propagande e l'accusa agli intellettuali di aver tradito ciò che è comune.
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albero di Porfirio
La classificazione ad albero che scende dal genere sommo all'individuo per differenze successive. È la forma di ogni tassonomia posteriore.
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alétheia ἀλήθεια 2 volte
Verità, alla lettera «non-nascondimento» (a- privativo + léthe, oblio). Conoscere è togliere un velo: da qui le porte che si spalancano nel proemio.
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algorismo
Dal nome di al-Khwārizmī, le cui tavole Adelardo traduce. Con esse arrivano in Europa le procedure di calcolo posizionale.
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algoritmo 2 volte
Dal nome di al-Khwārizmī. Procedura finita, definita passo per passo, applicabile senza capirla: il risultato non dipende da chi la esegue.
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alienazione 2 volte
Quattro facce: dal prodotto, dall'attività, dalla natura di specie, dagli altri uomini. Ha una causa storica, e perciò una fine possibile.
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alle cose stesse
Il programma enunciato nel 1901: ogni concetto filosofico deve poter essere ricondotto a un'esperienza in cui ciò di cui parla si dia effettivamente.
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allegoria
Leggere sotto la lettera un secondo senso. Filone la applica alla Bibbia per salvarne i passi imbarazzanti; Origene la sistema in livelli, e il Medioevo la porterà a quattro.
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altro generalizzato
In Mead, l'insieme organizzato delle aspettative di un gruppo, assumendo il quale un individuo diventa un sé. Il pensiero risulta una conversazione interiorizzata.
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amalriciani
I seguaci di Amalrico di Bène, che dalla tesi dell'identità di Dio e delle cose ricavavano l'inutilità dei sacramenti e l'impeccabilità di chi vive nello Spirito.
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ambivalenza
Il conflitto strutturale fra norme: chi deve pubblicare per primo ha interesse a non condividere i dati, chi deve dubitare non può fidarsi del lavoro altrui.
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amico/nemico
Il criterio proprio del politico, analogo al bene/male per la morale. Riguarda l'hostis pubblico e non l'inimicus privato, e non presuppone odio.
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amore di sé / amor proprio
Il primo è l'istinto naturale di conservazione, sano; il secondo è comparativo, nasce dalla vita sociale, e misura sé stessi con lo sguardo altrui. Insaziabile.
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analiticità
La proprietà di essere vero in virtù dei soli significati. Quine mostra che ogni tentativo di definirla rimanda a nozioni della stessa famiglia, nessuna più chiara delle altre.
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analitico / sintetico 2 volte
Il predicato è contenuto nel soggetto oppure vi aggiunge qualcosa. Il primo chiarisce, il secondo estende la conoscenza.
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analogia 2 volte
Il regime dei nomi che si dicono di più cose in significati diversi ma ordinati fra loro. Terza via fra univocità ed equivocità.
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anámnesis
Il ricordare. Apprendere è recuperare ciò che l'anima ha conosciuto prima di entrare nel corpo. Serve a spiegare come si scoprano verità che nessuno ha mai osservato.
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anarchia
Il greco an-archía significa assenza di arché, e la parola porta con sé l'ambiguità del termine che nega: arché è insieme il comando e il principio, l'autorità e il fondamento. Il volume pri...
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anarchia epistemologica
La tesi che non esista un'autorità metodologica né un principio unico da cui la buona scienza discenda. Feyerabend preferì poi definirsi dadaista.
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angoscia 3 volte
Angest: non la paura, che ha un oggetto, ma la vertigine di chi si affaccia sulla propria libertà e vede che può.
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anima annientata
L'anima che ha lasciato andare la propria volontà e non vuole più nulla per sé: non prega per ottenere, non pratica virtù per essere virtuosa.
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anima del mondo
Il principio vitale del cosmo secondo il Timeo. Identificarla con lo Spirito Santo costò a più maestri una condanna.
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animale simbolico
La definizione dell'uomo che Cassirer sostituisce ad animale razionale: la ragione è una forma fra le altre e arriva tardi.
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annientamento del mondo
L'esperimento mentale in cui il flusso dell'esperienza cessa di accordarsi: il mondo verrebbe meno, la coscienza no. Da qui la tesi dell'essere assoluto della coscienza.
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anomalia
Il caso che il paradigma dovrebbe risolvere e non risolve. Da sola non provoca nulla: serve che se ne accumulino su punti sensibili.
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anomalo
In Husserl, la soggettività che non partecipa al confronto di prospettive da cui si costituisce il mondo comune: animali, bambini piccoli, malati. Termine tecnico con un costo che l'autore n...
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anomia 2 volte
Assenza di norma: la condizione di chi non sa più che cosa sia lecito attendersi. Il desiderio umano non ha limite interno, e quando la misura sociale si allenta diventa per definizione insa...
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antisemitismo storico-ontologico
La lettura prevalente dei passaggi dei quaderni: gli ebrei come agenti di un processo epocale, e non come categoria biologica — il che è filosoficamente più grave.
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antiumanismo teorico 2 volte
La posizione che dalla lettera discende per linea diretta: l'uomo come effetto di strutture linguistiche, sociali e inconsce, e non come loro autore.
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Antropocene
Il nome proposto per un'epoca geologica caratterizzata dall'impatto umano. Ampiamente usato dalle scienze umane e non ratificato dagli organismi stratigrafici.
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anything goes
La formula che chiude l'argomento storico: se si pretende una regola valida sempre, resta solo quella vuota. È una reductio, non una raccomandazione.
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apátheia ἀπάθεια
Assenza delle passioni distruttive, non insensibilità. Al saggio restano le «buone emozioni»: gioia, cautela, volontà.
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apocatastasi
«Restaurazione»: la tesi che alla fine ogni creatura razionale torni a Dio. È la posizione che farà condannare Origene tre secoli dopo la morte.
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apollineo / dionisiaco
Forma, misura, immagine da un lato; ebbrezza, dissoluzione dei confini, musica dall'altro. Dal loro incontro nasce la tragedia.
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apologia
Il genere letterario della difesa rivolta all'autorità pubblica. Nasce come atto giuridico e diventa il primo luogo in cui i cristiani fanno filosofia.
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aporía ἀπορία
«Senza via d'uscita»: lo stato in cui finiscono i dialoghi socratici. Vale come primo risultato reale, e la delusione di chi ci arriva è mal riposta.
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apparati ideologici di Stato
Scuola, famiglia, chiese, sindacati, informazione: istituzioni in gran parte private che riproducono la disponibilità ad accettare la posizione assegnata.
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appello dei novantatré
Il manifesto dell'ottobre 1914 con cui la cultura tedesca nega le violenze in Belgio e rivendica l'unità fra cultura ed esercito. Molti firmatari non avevano letto il testo.
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appercezione
In Wundt, l'atto attivo con cui un contenuto viene portato al centro del campo di coscienza, distinto dall'associazione, che è passiva.
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appercezione trascendentale
L'«io penso» che deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni: unità formale e condizione della conoscenza, non oggetto conoscibile.
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appetito di società
L'appetitus societatis: il bisogno umano di vivere con i propri simili in un ordine regolato, anteriore al calcolo dell'utile. È il fondamento su cui Grozio poggia la legge naturale.
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applicazione
Ogni comprensione è già applicazione al presente di chi legge, come nel giudice e nel predicatore. Da qui la tesi che si capisca sempre diversamente, non meglio.
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appresentazione 2 volte
Il modo in cui è dato ciò che non è presente ma viene indicato insieme al presente. Con le cose può sempre diventare presente; con l'altro, mai — e questa è la differenza decisiva.
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arbitrarietà morale
La constatazione che nascita, famiglia e talenti naturali non siano meritati, e non possano quindi funzionare da titoli in una società giusta.
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arbitrio
Liberum arbitrium si traduce con «libero arbitrio», e la traduzione è così letterale da non dire più niente. Conviene smontarla. Arbiter, in latino, è il giudice privato: quello che le parti...
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arca originaria
La Terra nel manoscritto del 1934: non un corpo fra i corpi ma il suolo rispetto a cui ha senso muoversi o stare fermi, compreso l'astronomo che ne calcola l'orbita.
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arché ἀρχή 2 volte
Inizio e insieme comando: ciò da cui tutto proviene e che tutto continua a governare. Attenzione: è terminologia di Aristotele, non dei milesii.
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archetipo
In Jung, forma ricorrente dell'inconscio collettivo, comune alla specie, che si manifesta in miti, religioni e deliri. È il punto su cui la rottura con Freud diventa irreparabile.
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archi-scrittura
La struttura generale della traccia — significare per differenza, funzionare in assenza, ripetersi in altri contesti — di cui l'alfabeto e la voce sono due casi.
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arco riflesso
Il modello a tre segmenti — stimolo, elaborazione, risposta — che Dewey sostituisce con un circuito: lo stimolo è ritagliato dentro un'attività già in corso e viene ridefinito dall'esito.
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aretè ἀρετή 2 volte
Eccellenza nel proprio compito, non «virtù» in senso moralistico. I sofisti sostengono di poterla insegnare: prima era considerata una dote di nascita.
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argomento dal disegno
La prova dell'esistenza di Dio dalla struttura finalizzata degli organismi, nella formulazione di Paley. Darwin non la confuta: fornisce un'alternativa che rende la finalità un effetto.
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argomento del non-miracolo
La tesi che solo la verità approssimata delle teorie spieghi il loro successo predittivo. Ha la forma di un'inferenza alla spiegazione migliore.
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argomento diagonale
La dimostrazione che i numeri reali non si possono elencare: dato un elenco qualsiasi, se ne costruisce uno che differisce dal primo nella prima cifra, dal secondo nella seconda, e così via.
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aritmetizzazione
La codifica di simboli, formule e dimostrazioni in numeri, reversibile. È la mossa tecnica che permette a un sistema di parlare di sé stesso.
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aritmetizzazione dell'analisi
Il programma ottocentesco di rifondare il calcolo sui soli numeri interi, senza appelli all'intuizione geometrica né a quantità infinitesime.
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armonia prestabilita
Le monadi non interagiscono; le loro serie di percezioni sono state accordate all'origine. Alternativa sia all'influsso cartesiano sia all'occasionalismo.
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ars 2 volte
Procedura: un insieme di regole che, applicate correttamente, danno lo stesso risultato a chiunque le esegua. È il senso antico della parola, ed è quello di Lullo.
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arte come asocialità
La tesi che l'arte sia sociale proprio perché non serve a nulla: unica traccia disponibile di un rapporto con le cose che non sia dominio.
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arti liberali
Il trivio — grammatica, retorica, dialettica — e il quadrivio. Sono il programma scolastico dell'Occidente fino al Rinascimento.
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arti meccaniche
Le sette arti del lavoro manuale che Ugo di San Vittore include nella classificazione del sapere: è la prima volta in Occidente.
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Articella
Il corpus di testi introduttivi su cui si formava ogni medico europeo, in gran parte di origine araba e greca passata per l'arabo.
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articolo 3 volte
L'unità elementare della Somma: domanda, obiezioni, autorità contraria, risposta, replica a ciascuna obiezione.
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arto fantasma
La persistenza di un arto perduto come settore di possibilità ancora aperto. Né sensazione residua né ricordo: una disposizione che il corpo mantiene verso compiti che non può più svolgere.
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asimmetria 3 volte
Nessun numero finito di casi verifica una legge universale, ma un solo caso contrario la smentisce. È la base logica del falsificazionismo.
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asimmetria della spiegazione
Il fatto che la deduzione funzioni in entrambe le direzioni mentre la spiegazione no: l'ombra non spiega l'altezza dell'asta.
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assenso reale e nozionale
Due modi di aderire alla stessa proposizione: uno concettuale, l'altro afferrato attraverso immaginazione ed esperienza. Le parole sono identiche, gli effetti sulla vita no.
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assenza di pensiero
Non stupidità ma incapacità di pensare dal punto di vista di un altro, e quindi di chiedersi se ciò che si sta facendo sia una cosa che si può fare.
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assioma dell'infinito
L'assunzione che esistano infiniti individui. Serve ai Principia per costruire l'aritmetica, e non è una verità logica: è un'affermazione sul mondo.
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assorbimento pratico
Il rapporto col mondo dell'esperto in azione, che per Dreyfus non passa per concetti. È il punto contestato da McDowell, secondo cui ogni percezione è già concettuale.
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assurdo
Il rapporto fra l'esigenza umana di senso e il silenzio del mondo. Non una proprietà di nessuno dei due, e destinato a sparire se si sopprime uno dei termini.
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astuzia della ragione
Il modo in cui fini universali si realizzano attraverso passioni particolari che li ignorano e si consumano nel realizzarli.
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ataraxía ἀταραξία 2 volte
Assenza di turbamento: alla lettera il mare senza vento. Non insensibilità, ma quiete ottenuta togliendo le cause dell'agitazione.
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ataraxía / apátheia / aponía
Assenza di turbamento, di passioni, di dolore. I fini delle scuole ellenistiche hanno tutti un nome negativo: promettono quiete, non pienezza.
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atomismo
L'ipotesi che Nicola propone come più economica dell'ilemorfismo: parti indivisibili eterne che si compongono e si scompongono.
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atteggiamento blasé
La difesa mentale contro l'eccesso di stimoli della metropoli: percepire come irrilevanti le differenze fra le cose. È un'anestesia protettiva che chi la porta scambia per superiorità.
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atteggiamento naturale 2 volte
Il modo in cui si sta ordinariamente al mondo: una tesi generale, mai formulata, secondo cui il mondo c'è ed esiste indipendentemente dal fatto che lo si guardi. Le scienze lavorano dentro d...
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atteggiamento testuale
La disposizione per cui si esperisce un luogo attraverso i libri che se ne sono letti, e si registra il visto come conferma o deviazione rispetto a essi.
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attenzione
In Olivi, l'atto con cui l'anima si volge all'oggetto. Sostituisce la ricezione passiva di una specie, e rovescia la teoria comune della percezione.
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attestazione
La certezza che si ha di essere l'autore delle proprie azioni: non evidenza né conoscenza empirica, ma una fiducia del tipo che si accorda a una testimonianza, sempre esposta al sospetto.
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atto
La parola ha in questa filosofia due sensi sovrapposti, e l'ambiguità è voluta. Il primo è quello aristotelico e scolastico che il volume terzo ha raccontato: atto si oppone a potenza, e ind...
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atto libero
L'atto che esprime la persona intera — la sua storia, il suo carattere — invece di essere prodotto da un frammento: un'abitudine, una pressione, un impulso. È raro e ammette gradi.
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atto puro
Espressione della teologia scolastica che designava Dio, l'essere in cui nulla resta da attuare. Gentile la applica al pensiero pensante, e il titolo della sua opera maggiore è una dichiaraz...
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atto sociale
Atto che per esistere deve essere compiuto e ricevuto: promettere, comandare, domandare, trasferire. Si compie nel dirlo, e senza destinatario non è avvenuto.
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attributi d'azione
L'unico modo positivo consentito: descrivere gli effetti nel mondo, non qualità del soggetto. Dire «misericordioso» significa descrivere ciò che accade.
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attributo / modo
L'attributo è ciò che esprime l'essenza della sostanza (ne conosciamo due: pensiero ed estensione); i modi sono le cose singole, che esistono in essa.
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attualismo
La dottrina per cui reale è soltanto il pensiero nel suo atto: il pensante, non il pensato. Radicalizza l'idealismo eliminando ogni residuo di dato.
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auctoritas 3 volte
Da augeo, accrescere. Passa dal peso di una persona alla citazione di un autore riconosciuto, portata in una discussione come si porta una prova.
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aufhebung 2 volte
Togliere, conservare e innalzare in un gesto solo. Hegel usa i tre sensi insieme e considera l'ambiguità della lingua tedesca una fortuna.
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Aufklärung / lumières
Il tedesco dice «schiarita», il francese usa il plurale — i lumi come conoscenze acquisite. Chi si proclama luce definisce buio tutto il resto.
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aura 2 volte
L'apparizione unica di una lontananza per quanto vicina: la proprietà di un oggetto che si dà come irraggiungibile e il cui qui e ora è parte di ciò che esso è.
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auto-affezione
La struttura per cui la vita si prova senza distanza da sé: il dolore, lo sforzo, la stanchezza. Non appare in un orizzonte e non ha la forma del visibile.
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autonomia
Dal greco autós, sé stesso, e nómos, legge: darsi la propria legge. In greco il termine esisteva ed era esclusivamente politico: si diceva autonoma la città che si reggeva con leggi proprie...
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autonomia / eteronomia
Obbedire a una legge di cui si è autori, oppure a una che viene da fuori — desiderio, autorità, paura del castigo, anche Dio. Il debito con Rousseau è dichiarato.
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autopoiesi
L'organizzazione circolare per cui un vivente produce i componenti che lo producono e determina il proprio confine. Da qui la tesi che l'ambiente perturbi invece di informare.
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avanguardia 2 volte
Termine militare applicato al partito: una minoranza che sa prima e meglio della maggioranza dove questa debba andare. Risolve un'asimmetria reale e crea un problema di controllo.
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averroismo latino
Etichetta coniata da Ernest Renan nel 1852. Suggerisce una scuola con dottrina e capo; la ricerca del Novecento ha trovato invece maestri che seguono Averroè su alcuni punti e lo contraddico...
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azione
Ciò che avviene direttamente fra le persone, in parole e gesti. Imprevedibile, irreversibile, e sola capace di rivelare chi qualcuno è.
B
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bando
La forma dell'eccezione: non semplice esclusione, ma abbandono che mantiene un rapporto con la legge nella forma della sua sospensione.
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barbarie della riflessione
La decadenza propria dell'età degli uomini: non ferocia ingenua ma cinismo raffinato, che Vico giudica peggiore della barbarie originaria.
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barca di Neurath
L'immagine della conoscenza come nave da ricostruire in mare aperto: si sostituisce una tavola per volta, e non esiste un bacino in cui smontare tutto.
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bayesianesimo
L'interpretazione per cui la probabilità è un grado di credenza, aggiornabile secondo una regola alla luce dei dati.
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beghina
L'origine della parola è discussa, e le ipotesi si contendono il campo da secoli: il nome di un predicatore, un verbo che significa borbottare preghiere, la deformazione del nome di un'eresi...
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beghinaggio
L'isolato di case attorno a un cortile in cui vivevano le beghine. Nelle grandi città del Nord se ne contavano a decine.
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Begriff
In Frege un concetto non è una rappresentazione mentale ma una funzione che, applicata a un oggetto, restituisce il vero o il falso.
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bellum omnium contra omnes
La guerra di ognuno contro ognuno: disposizione conosciuta a combattere finché manca una garanzia, e non combattimento continuo.
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bias di pubblicazione
Il filtro per cui i risultati negativi non vengono pubblicati, rendendo la letteratura un campione selezionato e non una base attendibile.
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biforcazione
Il punto in cui un sistema può assumere più configurazioni e quella che si realizza dipende da fluttuazioni imprevedibili: da lì in poi il sistema ha una storia.
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Bild
Il modello: ciò che rappresenta uno stato di cose condividendone la struttura. Non richiede somiglianza visiva, ma corrispondenza fra parti e fra relazioni.
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biopotere 2 volte
Il potere che si occupa di far vivere e lasciar morire, con due poli: disciplina dei corpi individuali e gestione della popolazione.
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borghesia nazionale
Il ceto che dopo l'indipendenza si sostituisce agli europei nella gestione delle rendite senza diventare produttivo. La previsione più verificata del libro del 1961.
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boria delle nazioni / dei dotti
L'illusione di ogni popolo di essere il più antico, e quella degli studiosi di ritrovare negli antichi le proprie idee raffinate.
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bricoleur 2 volte
Chi costruisce con un repertorio finito ed ereditato, in cui ogni pezzo ha già avuto altri usi, contro l'ingegnere che parte dal progetto e fa fabbricare il pezzo.
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burocrazia 2 volte
Il tipo ideale dell'amministrazione moderna: regole, gerarchia, atti scritti, funzionari specializzati, separazione fra persona e carica, applicazione senza riguardo alla persona. Tecnicamen...
C
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campo
Spazio sociale relativamente autonomo con una posta, una moneta e regole proprie, in cui la competizione riguarda anche che cosa conti come valore.
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campo come paradigma
Non ogni luogo è un campo di sterminio: il campo è lo spazio che si apre quando l'eccezione diventa regola, e ciò che vi accade dipende da una classificazione e non da un reato.
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caos
Il greco cháos viene da una radice che significa aprirsi, spalancarsi, ed è il primo essere che compare nella Teogonia di Esiodo: non il disordine, ma la voragine, lo spazio vuoto che si spa...
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capacità 2 volte
Ciò che una persona è effettivamente in grado di fare e di essere, distinto sia dalle risorse che possiede sia dalla soddisfazione che dichiara.
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capire / spiegare
La distinzione di Jaspers fra il ricostruire il senso di ciò che una persona fa e il cercarne le cause. La psichiatria ha bisogno di entrambi e li confonde.
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capitale culturale
Il patrimonio di competenze, riferimenti e disinvoltura ereditato in famiglia, che a differenza del denaro non sembra un'eredità ma una qualità della persona.
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capitolo generale
L'assemblea che governa un ordine, elegge i superiori e assegna i frati. I suoi atti sono conservati e permettono di datare le opere dai trasferimenti.
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carattere autoritario
La struttura di personalità, studiata con strumenti psicoanalitici ed empirici, che dispone all'obbedienza verso l'alto e all'aggressività verso il basso.
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carattere recessivo
La ragione per cui il programma era tecnicamente inutile: la gran parte dei portatori non manifesta la condizione, e colpire i soli affetti non ne riduce la frequenza in tempi umani.
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carisma
Qualità straordinaria attribuita a una persona, per cui la si segue. Definizione priva di valutazione: esiste finché i seguaci ci credono, ed è la sola forza rivoluzionaria interna alla stor...
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carne 2 volte
Il tessuto comune di vedente e visibile, da intendersi nel senso in cui i primi greci parlavano di elementi: non sostanza, non materia, non spirito.
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carta
Introdotta dalla Cina nell'VIII secolo e prodotta localmente. Costa una frazione della pergamena, e rende possibile una circolazione libraria che l'Occidente non ha.
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Casa della sapienza
Biblioteca e ufficio di traduzione di corte, di modello persiano. Il movimento di traduzione fu molto più ampio e decentrato di questa istituzione.
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catarsi
La purificazione che la tragedia opera suscitando pietà e terrore. Il testo non spiega come funzioni, ed è per questo che duemila anni di interpreti se ne sono occupati.
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causa
Il latino causa traduce il greco aitía, che in origine è un termine giudiziario: significa imputazione, l'accusa che si rivolge a qualcuno. Chiedere la aitía di un evento è chiedere di che c...
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causa comune
La terza variabile che produce due effetti correlati fra loro. Permette di dedurre l'uno dall'altro e non di spiegarlo: è il caso del barometro.
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causa finale
Il «per che cosa». La tendenza interna di ciascuna cosa a compiere ciò che è, senza intenzione né progetto esterno.
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causa sine qua non
Ciò senza cui l'effetto non si dà, ma che non lo produce. Per Enrico è il ruolo dell'intelletto rispetto alla volontà.
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cause seconde
Le cause naturali istituite da Dio e operanti da sé. Ammetterle è la condizione di ogni indagine sulla natura.
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certezza
Ciò che trattiene non è l'atrocità momentanea della pena ma la sua estensione nel tempo e l'impossibilità di scamparla. Una legge crudele produce impunità.
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cesarismo
La previsione politica del modello: la sostituzione della politica di partito con il potere di uomini forti sostenuti dalle masse, sul modello della fine di Roma.
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cesura epistemologica
La rottura, presa da Bachelard, per cui una disciplina diventa scientifica abbandonando le proprie nozioni precedenti invece di perfezionarle. Applicata da Althusser all'opera di Marx.
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Chartularium
La raccolta ottocentesca dei documenti dell'università di Parigi: la base di quasi tutto ciò che sappiamo, e la ragione per cui conosciamo le norme meglio della pratica.
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chiacchiera
Un parlare in cui ciò che conta è che se ne parli, e in cui nessuno ha visto ciò di cui discute — circostanza che agevola la discussione invece di impedirla.
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chiasma
La struttura incrociata per cui chi tocca è toccabile e chi vede è visibile, e i ruoli possono scambiarsi senza mai coincidere.
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cifra
Ciò in cui la trascendenza si dà senza mai comparire come oggetto: sempre ambigua, e mortificata da chiunque pretenda di tradurla definitivamente.
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cinestesi
Il sistema delle sensazioni del proprio movimento, correlate alle variazioni dell'apparizione. È il fondamento della costituzione delle cose spaziali, e si possiede come un «posso».
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cinici
Da kynikós, «canino». Antistene e Diogene portano all'estremo la tesi socratica che solo la virtù conti e tutto il resto sia indifferente.
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cintura protettiva
L'insieme delle ipotesi ausiliarie in cui si assorbono le smentite, lasciando intatto il nucleo.
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circolo vizioso
Il principio che nessuna totalità possa contenere membri definibili soltanto per mezzo di essa. È la diagnosi russelliana del paradosso.
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circostanza
Dal latino circum-stantia, ciò che sta attorno: il materiale non scelto entro cui si deve decidere. Non una causa che determina, e non un ostacolo da superare.
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città ignoranti
Quelle che perseguono una falsa felicità: della necessità, della ricchezza, del piacere, dell'onore, del potere, della libertà.
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città virtuosa
La città retta da chi ha raggiunto la congiunzione con l'intelletto agente, organizzata per gradi come un organismo.
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classificazione naturale
In Duhem, il sospetto che l'ordine imposto dalle teorie rifletta un ordine reale, suggerito dalle previsioni riuscite di fenomeni non cercati. La dichiara un atto di fede.
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clausola sui territori non autonomi
La frase, ottenuta da delegazioni non europee, che estende la dichiarazione alle colonie degli Stati firmatari.
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clinamen / parénklisis
La deviazione minima e indeterminata degli atomi nella caduta. Non compare negli scritti superstiti di Epicuro: la conosciamo da Lucrezio e Cicerone, e la sua funzione — salvare la scelta, o...
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coazione a ripetere
La tendenza a rimettere in scena situazioni penose, osservata nel gioco infantile, nei sogni traumatici, nelle vite che ripetono lo stesso fallimento e nel rapporto con il terapeuta.
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cogito
Nelle Meditazioni la formula è «io sono, io esisto», vera ogni volta che viene pronunciata. Cartesio negò sempre che fosse un sillogismo abbreviato.
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coincidentia oppositorum
Nell'infinito le distinzioni finite cadono: un cerchio di raggio infinito coincide con la retta, massima e minima curvatura sono la stessa cosa.
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colligazione
In Whewell, l'atto con cui la mente sovrappone ai fatti un concetto che li ordina. Keplero non ricavò l'ellisse dai dati di Tycho: gliela impose dopo molti tentativi.
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colonialità 2 volte
La struttura che il colonialismo ha prodotto e a cui è sopravvissuto, articolata in colonialità del potere, del sapere e dell'essere.
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colonizzazione del mondo della vita
L'ingresso del denaro e del potere amministrativo in ambiti che si riproducono solo comunicativamente, dove sostituiscono l'accordo con la prestazione e la procedura.
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combinatoria
L'esplorazione sistematica di tutte le combinazioni possibili in uno spazio dato. Da Lullo passa a Leibniz e da lì alla logica simbolica.
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commentario 2 volte
La forma normale della filosofia per mille anni: si pensa dentro un testo autorevole, decidendo che cosa significhi, non scrivendo un'opera contro di esso.
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commentatore
Nel latino delle università, dal Duecento in poi, tre parole usate senza specificazione indicano tre persone. Il Filosofo è Aristotele. Il Commentatore è Averroè. E il Maestro è Pietro Lomba...
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compassione
Il fenomeno su cui Schopenhauer fonda la morale: il male altrui che fa male, inspiegabile se gli individui fossero davvero separati.
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comprendere
In Droysen, il procedimento proprio della storia, distinto dallo spiegare delle scienze naturali. Ha regole: critica delle fonti, ricostruzione del contesto morale, interpretazione delle vol...
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comprensione
Il percorso che dall'espressione risale al senso che vi si è espresso. Non è immedesimazione psicologica: è ricostruzione del contesto entro cui quell'espressione significava qualcosa.
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comunità dei ricercatori
Il soggetto della conoscenza secondo Peirce: non l'individuo davanti al mondo ma un collettivo esteso nel tempo, che si scambia risultati e li corregge.
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conatus 2 volte
Lo sforzo con cui ogni cosa persevera nel proprio essere, e che ne costituisce l'essenza attuale. Ne discende che il valore è traccia del desiderio, non proprietà delle cose.
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concetto
Il tedesco Begriff traduce il latino conceptus, da concipere, prendere insieme. Per tutta la tradizione che i volumi precedenti hanno raccontato, un concetto è una rappresentazione mentale:...
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concetto biologico di specie
La definizione di Mayr basata sull'isolamento riproduttivo. Non si applica agli organismi asessuati, ai fossili e ai casi di ibridazione fertile.
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concetto di funzione
Il concetto scientifico moderno inteso come regola che genera una serie di casi, in opposizione al concetto di sostanza, ottenuto per astrazione dei tratti comuni.
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concezione semantica
La proposta di intendere una teoria non come un insieme di enunciati ma come una famiglia di modelli matematici.
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concilio
L'assemblea che decide per via deliberativa che cosa sia lecito credere. La sua stessa esistenza cambia il modo in cui la verità si stabilisce.
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conclusione
L'altro modo di derivare: dal principio «non nuocere» si ricava «non uccidere» per inferenza. Riguarda una minoranza delle norme.
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condensazione e spostamento
Le due procedure principali del lavoro onirico: una figura porta i tratti di più persone; l'intensità emotiva si trasferisce su un dettaglio marginale.
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condilectus
Il «con-amato» di Riccardo di San Vittore: l'amore perfetto non può restare in due, e da questa esigenza si tenta di dedurre la Trinità.
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confessione
La procedura occidentale per produrre verità su un soggetto facendolo parlare di sé a chi interpreta. Si estende dal sacramento alla clinica, al processo, all'intervista.
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configurazione delle qualità
La rappresentazione geometrica di Oresme: intensità in ordinata, estensione in ascissa, quantità totale come area.
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congedo dalle Virtù
La proposizione più scandalosa del libro e la prima dell'elenco condannato. Nel testo significa che le virtù non comandano più a fatica, non che si abbandonino.
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congiunzione costante
Ciò che effettivamente osserviamo al posto della causalità: contiguità, successione, ripetizione regolare.
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connessione necessaria
L'idea che manca all'appello: non si osserva mai fra gli oggetti. La sua impressione è interna — la transizione abituale della mente.
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conoscenza astrattiva
Quella che prescinde dall'esistenza o non esistenza dell'oggetto. Non fonda alcun giudizio su ciò che c'è.
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conoscenza intuitiva
Quella per cui si sa con evidenza se una cosa esiste e se una proposizione contingente su di essa è vera. Fondamento di ogni sapere contingente evidente.
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conoscenza probabile
Ciò che l'esperienza fornisce quando non fornisce dimostrazione: un'aspettativa graduabile, non una certezza.
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conseguenza
La relazione per cui, date certe proposizioni, un'altra segue. Si distingue in assoluta e valida allo stato attuale delle cose.
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consenso
L'atto con cui si accetta di fare ciò che si crede offenda Dio: per Abelardo è l'unico luogo del peccato.
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consenso tacito
Chi gode dei benefici di uno Stato vi acconsente implicitamente. È il punto più contestato della teoria.
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consilienza
Criterio di Whewell: una teoria è credibile quando spiega, senza essere stata costruita per questo, fenomeni di genere diverso da quelli per cui era nata.
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constatazione
In Schlick, l'enunciato che riferisce l'esperienza immediata di chi parla. È incorreggibile e istantaneo, e proprio per questo non si conserva né si controlla.
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consuetudine
L'abitudine come sorgente occulta di quasi tutte le nostre certezze: ciò che crediamo naturale è in genere ciò che si usa dove siamo nati.
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contaminazione
L'obiezione principale al metodo: un soggetto addestrato ha imparato un vocabolario, e non è stabilito che quel vocabolario riveli distinzioni invece di introdurle.
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contenuto manifesto / pensieri latenti
La storia che si ricorda al risveglio e il materiale da cui è stata costruita. Fra i due opera il lavoro onirico, che ha procedure regolari.
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contingenza sincronica
L'opposto sarebbe potuto darsi nello stesso istante. Il possibile diventa una struttura simultanea al reale, non una successione nel tempo.
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continuo infinito
In Rickert, il carattere della realtà: infinita in estensione e in intensità, dunque inesauribile da qualsiasi descrizione. Ne segue che conoscere è sempre selezionare.
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contraddizioni deliberate
Maimonide dichiara nell'introduzione di averne inserite apposta, perché soltanto il lettore adatto le noti e ricostruisca la posizione vera.
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contrazione
Il passaggio dalla natura comune all'individuo, operato da un'entità positiva che non aggiunge contenuto quiditativo.
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controfinalità
Il rovesciamento per cui il risultato collettivo di azioni individualmente razionali contraddice lo scopo di ciascuna, senza che nessuno l'abbia voluto.
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controinduzione
La mossa di introdurre ipotesi che contraddicono teorie ben confermate o fatti stabiliti. Serve perché alcuni fatti si rivelano solo in presenza di alternative.
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contumacia
Il rifiuto di rispondere in giudizio. Consente di procedere in assenza dell'imputato: il silenzio di Margherita fu una scelta e le fu fatale.
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convenzionalismo
La posizione per cui, quando due descrizioni prevedono le stesse osservazioni, la scelta fra loro non è una scoperta ma un accordo, fatto secondo comodità.
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convenzione
Il latino conventio viene da convenire, venire insieme: è l'accordo, il patto. La parola porta con sé, fin dall'origine, l'idea che qualcosa valga perché si è deciso che valga, e non perché...
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copula mundi
«Nodo e vincolo del mondo»: l'anima razionale in Ficino, unico grado dell'essere che partecipi di tutti gli altri e ne garantisca la continuità.
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Corpus Hermeticum
Raccolta di scritti attribuiti a Ermete Trismegisto, creduti antichissimi e tradotti da Ficino prima di Platone. Casaubon dimostrerà nel 1614 che sono del II-III sec. d.C.
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correttorio
Elenco di articoli estratti dall'opera di un autore, ciascuno con la ragione del rifiuto. Forma inventata qui e destinata a lunga vita in ogni polemica dottrinale moderna.
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corroborazione
Il resistere di una teoria alle prove finora superate. Popper insiste che non significhi né vera né probabile.
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corruttorio
La ribattezzatura domenicana del correttorio: non correzione ma guastamento. Le cinque repliche si distinguono ancora dalla loro prima parola.
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corso / ricorso
Non ripetizione identica ma ritorno di forme: una nazione decaduta ricomincia il percorso portandosi dietro ciò che era stato. Spirale, non cerchio.
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coscientizzazione
Il processo per cui imparare a leggere e imparare a nominare la propria situazione avvengono insieme, a partire da parole raccolte nella comunità.
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coscienza
Il latino conscientia è il calco del greco syneídēsis, e la struttura di entrambe le parole è la stessa: con più sapere, sapere insieme. In origine indica il sapere condiviso con altri — l'e...
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coscienza / scienza
Avere coscienza di qualcosa è esserne certi; averne scienza è conoscerne la causa. Il cogito dà la prima e non la seconda.
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coscienza attribuita
Non ciò che i membri di una classe pensano di fatto, ma ciò che penserebbero se cogliessero la totalità della loro situazione. È la giustificazione filosofica del partito d'avanguardia.
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coscienza erronea
Chi agisce credendo in buona fede di fare il bene non pecca formalmente, anche se l'atto è oggettivamente sbagliato.
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coscienza portata dall'esterno
La tesi che la teoria socialista debba essere elaborata da intellettuali e introdotta nel movimento operaio. Nel 1902 era la posizione ortodossa, non una specificità bolscevica.
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coscienza sindacale
Il livello di consapevolezza che secondo Lenin gli operai raggiungono da sé: lo sfruttamento e la contrattazione, non la comprensione del sistema nel suo insieme.
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cose consumabili
Beni il cui uso coincide con la distruzione. Sono il punto su cui l'intera costruzione giuridica si rompe.
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cosificazione
La definizione césairiana della colonizzazione: un rapporto che trasforma una persona in una cosa e abbrutisce anche chi lo esercita.
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cosmo, e la sua fine
Se hai letto il volume primo, ricorderai che kósmos significa ordine, e insieme ornamento — da cui «cosmetica» — e che indica l'universo in quanto tutto ordinato e per questo bello. Quella p...
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costituzione
La composizione del senso di un oggetto attraverso una serie di apparizioni che si accordano. Non significa produrre: la coscienza non fabbrica il tavolo.
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credenza
Non uno stato mentale privato ma un'abitudine di azione: si riconosce da come dispone a comportarsi chi la possiede. Il dubbio è l'irritazione che la interrompe.
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crisi del linguaggio
Il tema che attraversa la cultura di lingua tedesca fra il 1900 e il 1920: le parole astratte non coprono più nulla, e la filosofia risulta un effetto della grammatica.
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crisi della replicazione
La constatazione che una quota consistente dei risultati pubblicati non si riproduce ripetendo gli esperimenti secondo i protocolli originali.
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crisi dello storicismo
L'espressione di Troeltsch (1922): la conoscenza storica ha dissolto ogni norma mostrandone la genesi, e una civiltà non vive senza norme.
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cultura
Nel dibattito del 1914 due parole tedesche si fronteggiano, e la loro opposizione spiega più di molti manifesti. Kultur indica ciò che un popolo produce di spirituale: la lingua, la musica,...
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cultura e civiltà
Due fasi dello stesso ciclo: la prima creativa — religione, arte, forma; la seconda esaurita — megalopoli, denaro, tecnica, scetticismo, arte come spettacolo.
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cuore 2 volte
Non il sentimento: la facoltà che coglie senza dimostrare i primi princìpi — spazio, tempo, movimento, numero — su cui ogni dimostrazione si appoggia.
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cura
La struttura unitaria dell'Esserci: essere-avanti-a-sé, essendo-già-in un mondo, presso gli enti che si incontrano. Non premura né preoccupazione.
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cura dell'anima
Termine platonico che designa la vita condotta a partire dallo scuotimento del senso ricevuto: cercare un senso invece di riceverlo.
D
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darwinismo sociale 2 volte
Etichetta quasi sempre apposta da fuori, diffusa soprattutto dopo il 1944. Indica il ricavare da come le cose sono andate come devono andare — mossa presente sia a destra sia a sinistra.
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decadenza
È la parola d'ordine di quarant'anni di cultura europea, e ha almeno tre usi che vale la pena separare. C'è la decadenza estetica: un movimento letterario di fine Ottocento, francese e poi e...
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decisione 2 volte
L'assunzione della propria condizione di dover rispondere senza avere le carte in regola. Non è una scelta fra opzioni: è il modo in cui si sceglie.
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decolonizzazione concettuale
L'esame delle questioni filosofiche nelle lingue non europee, per verificare quali problemi dipendano da particolarità grammaticali.
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decostruzione
Non un metodo né un'operazione compiuta su un testo: la messa in evidenza, dall'interno, del modo in cui un testo dipende da ciò che dichiara secondario.
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decretum horribile
L'espressione di Calvino per la doppia predestinazione: horribile significa «che fa tremare», non «orrendo».
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definizione mascherata
Un principio che nessuna osservazione può smentire, perché ogni deviazione si attribuisce a una causa non identificata: ha smesso di dire come vanno le cose e stabilisce come si usano le par...
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deiezione
Il tedesco dice Verfallen, che significa cadere, decadere, scadere. L'italiano rende con deiezione, che è brutto e ha il vantaggio di non voler dire nulla nell'uso comune — il che, in questo...
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deismo
Fede in un Dio creatore accessibile alla ragione, senza rivelazione né chiesa. Posizione di Voltaire, che considerava l'ateismo pericoloso quanto il fanatismo.
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delitti di logica
I crimini argomentati, commessi in nome di un fine storico che giustifica i mezzi. Distinti da quelli di passione perché hanno una dimostrazione.
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demarcazione 2 volte
Il problema di tracciare un confine fra scienza e non scienza. Presuppone che il confine esista: per venticinque secoli quel terreno non ne aveva.
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Demiurgo
«L'operaio pubblico»: l'artigiano divino del Timeo che plasma una materia disordinata guardando un modello eterno. Ordina ciò che c'è, non crea dal nulla.
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deposizioni di canonizzazione
Testimonianze giurate raccolte decenni dopo da persone interessate all'esito. Fonte di quasi tutti gli aneddoti su Tommaso: vere nei fatti grossi, orientate nel resto.
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designatore rigido
Espressione che designa lo stesso oggetto in ogni situazione controfattuale in cui quell'oggetto esiste. I nomi propri lo sono, le descrizioni no.
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desolazione
La condizione di chi non ha nessuno con cui verificare la propria esperienza. Diversa dalla solitudine, in cui si può ancora pensare, ed è il terreno su cui la deduzione ideologica diventa l...
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desublimazione repressiva 2 volte
La liberalizzazione dei costumi che, offrendo soddisfazione immediata e integrata nel consumo, assorbe l'energia da cui nascevano il desiderio e l'immaginazione di un'altra vita.
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determinazione 2 volte
Il passaggio dalla legge naturale alla legge positiva per scelta fra opzioni non dettate dalla natura. Fonda insieme l'universalità della morale e la varietà legittima degli ordinamenti.
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Deus sive natura
«Dio ossia la natura»: i due nomi indicano la stessa unica sostanza. Cade la separazione fra creatore e creato, e con essa creazione nel tempo e provvidenza.
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diadochos
Il «successore»: il titolo del capo della scuola platonica di Atene, che si trasmette per designazione. Damascio è l'ultimo.
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diagnosi
Il greco diágnōsis viene da diagignṓskein, che significa discernere, distinguere una cosa dall'altra — la stessa radice di gnôsis, conoscenza, con un prefisso che indica separazione. La paro...
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diagnosi differenziale
L'elenco ordinato delle ipotesi compatibili con i sintomi. La formula è ridondante: diágnōsis significa già distinguere.
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dialettica 3 volte
Nel senso antico di Aristotele: l'arte di argomentare a partire dalle posizioni dell'interlocutore. Ne attribuisce a Zenone l'invenzione.
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dialettica dei distinti
La struttura del sistema crociano: le quattro attività non si superano come opposti ma restano autonome e si richiamano in circolo. È la principale correzione che Croce apporta a Hegel.
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dialettica dell'illuminismo
La tesi doppia per cui il mito è già una forma di spiegazione razionale e l'illuminismo, eseguendo il proprio programma, ricade in una nuova mitologia.
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dialettica negativa
L'uso dei concetti che non si conclude in sintesi e non pretende di afferrare l'oggetto, ma li dispone in costellazione per indicare ciò che escludono.
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dialettici e antidialettici
I due partiti in cui la controversia divide le scuole: chi ritiene lecito applicare la logica alla dottrina e chi lo nega.
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dicotomia
Il paradosso della divisione a metà: per percorrere un tratto occorre prima percorrerne la metà, e così senza fine. Nega la possibilità di iniziare il moto.
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différance
Neologismo che tiene insieme l'essere diverso e il rinviare, e la cui «a» si vede ma non si sente. Nomina il movimento che produce le differenze, e non è una cosa né un principio.
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differenza ontologica
La distinzione fra l'essere e gli enti. La tradizione ha discusso di che cosa esista e ha dato per scontato che cosa significhi esistere.
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dignità 2 volte
Le nove perfezioni divine da cui l'Arte parte, scelte perché condivise dalle tre religioni del Libro. A ciascuna corrisponde una lettera.
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dignitas hominis
Titolo postumo dell'orazione di Pico. La dignità sta nel non avere un posto assegnato.
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digressione 2 volte
L'interruzione dichiarata della parafrasi per inserire un trattato proprio. È il luogo tecnico in cui, dentro un commento, si dice qualcosa di nuovo.
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dio mortale
La definizione hobbesiana del Leviatano: potere supremo in terra, e però prodotto artificiale e perituro degli uomini.
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dipendenza
La tesi che sviluppo e sottosviluppo siano due posizioni prodotte dallo stesso processo, e non due tappe della stessa strada.
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dire / mostrare
La distinzione centrale del libro: ciò che una proposizione dice riguarda i fatti; ciò che essa mostra — la propria forma logica — non si lascia dire.
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diritto ad avere diritti
L'appartenenza a una comunità politica in cui si è giudicati per le proprie azioni e opinioni. È l'unico diritto che non si può perdere senza perderli tutti, e nessuna dichiarazione lo garan...
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diritto soggettivo
Il diritto come potere che appartiene a un soggetto e di cui questi può disporre. È la struttura su cui l'età moderna costruirà la politica.
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disciplina 2 volte
L'insieme di tecniche — distribuzione nello spazio, controllo del gesto, esercizio graduato, composizione delle forze — che producono corpi docili, cioè più capaci e più obbedienti nella ste...
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disincanto 2 volte
Entzauberung: non un aumento di conoscenze, ma la convinzione che non esistano poteri imprevedibili e che tutto sia in principio dominabile con il calcolo.
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disintossicazione
La tesi che l'uso della violenza liberi il colonizzato dal complesso di inferiorità. È l'affermazione più contestata di Fanon, e il suo stesso materiale clinico la contraddice.
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disponibilità
La capacità di essere presenti a qualcuno. Indipendente dalla prossimità fisica, e impedita di solito dall'essere ingombri delle proprie preoccupazioni.
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disputa sul materialismo
La polemica pubblica tedesca degli anni Cinquanta fra Rudolph Wagner e i materialisti. Posta in gioco: il diritto delle scienze naturali di pronunciarsi su anima, libertà e Dio.
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disputatio
La discussione formale: tesi, obiezioni, risposta, repliche. È la struttura che si ritrova stampata negli articoli delle somme.
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dissoì lógoi
I «due discorsi»: su ogni questione esistono argomenti contrapposti, entrambi sostenibili. Base dell'esercizio scolastico sofistico.
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distacco
Abegescheidenheit: lasciare andare le cose, l'immagine di sé e i propri progetti su Dio. Per Eckhart è la virtù più alta, sopra l'amore e l'umiltà.
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distentio animi
«Distensione dell'anima»: la definizione agostiniana del tempo come tensione fra memoria, attenzione e attesa. Sposta il tempo dal mondo fisico alla mente.
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distinzione formale
Più che di ragione e meno che reale: più formalità realmente diverse in una cosa non composta. Applicata agli attributi divini e alle facoltà dell'anima.
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distinzione intenzionale
Lo strato che Enrico di Gand colloca fra la distinzione reale e quella puramente mentale: due «intenzioni» della stessa cosa, fondate nella cosa ma non separabili.
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distinzione reale
In ogni creatura essenza ed essere sono realmente distinti; in Dio coincidono. È il criterio che separa il creatore da tutto il resto.
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distrazione
Il modo in cui si riceve un film, opposto alla contemplazione: in una sala buia, fra altri, senza tempo di fermarsi — e con giudizio critico e godimento che coincidono.
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disuguaglianze di Bell
Le relazioni numeriche che dovrebbero valere se le proprietà fossero predeterminate e nessuna influenza superasse la velocità della luce. Gli esperimenti mostrano che sono violate.
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divertissement
Nel senso etimologico: ciò che ci volge altrove. Non cerchiamo la posta ma l'agitazione che ci impedisce di guardarci dentro.
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dividuo
L'unità su cui il controllo opera: non una persona indivisibile ma un profilo scomponibile in dati, mentre le masse diventano campioni e mercati.
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divieto dell'incesto
Insieme universale come la natura e regola come la cultura: il punto in cui l'una passa nell'altra, e un obbligo di alleanza travestito da proibizione.
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divisione del lavoro linguistico
Il fatto che i criteri per applicare molti termini siano posseduti solo da alcuni esperti, e che gli altri parlanti si riferiscano correttamente appoggiandosi a loro.
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docta ignorantia
Sapere tecnicamente perché e quanto non si può sapere. Diverso dall'ignoranza socratica, che è un atteggiamento riducibile con la ricerca: questa è un risultato dimostrato.
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doctor universalis
Il titolo dato ad Alberto già in vita, per l'ampiezza delle materie: dalla logica alla mineralogia, dalla zoologia alla teologia.
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dogma
Il greco dógma viene da dokéin, sembrare, e significava in origine ciò che pare bene: l'opinione, e poi la decisione presa da un'assemblea o da un magistrato. Nell'uso ellenistico indicava l...
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dominatore
L'argomento di Diodoro Crono: tre premesse plausibili sono incompatibili, e scartando la terza si conclude che è possibile soltanto ciò che è o sarà vero.
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dominio 3 volte
Potere pieno su una cosa, e per estensione di governo. La controversia lo scompone in facoltà distinte che possono stare in mani diverse.
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dominio della natura interna
La repressione dell'impulso richiesta per diventare un soggetto calcolante: si paga la signoria sulle cose con la mutilazione di sé.
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donazione
Il puro fatto che qualcosa sia dato, ottenuto sospendendo anche l'essere. La parola francese tiene insieme il darsi e il dono: ciò che viene da altrove.
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donna del Terzo Mondo
Il personaggio unico — povera, analfabeta, vittima — prodotto da una letteratura scientifica occidentale che, costituendolo, costituisce sé stessa come soggetto moderno e padrone di sé.
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doppia coscienza 2 volte
La condizione di chi dispone di due sistemi di giudizio, uno dei quali è quello del gruppo dominante, e non riesce a smettere di applicarli entrambi a sé stesso.
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doppia intenzionalità
La proprietà per cui la ritenzione trattiene insieme il contenuto e la propria fase: è ciò che permette al flusso di apparire a sé stesso senza un osservatore esterno.
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doppia predestinazione
La tesi di Gottescalco: se Dio predestina alcuni alla salvezza, predestina gli altri alla dannazione. La confutazione di Eriugena fu condannata quanto la tesi.
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doppia traduzione
Molte opere arrivano due volte, dall'arabo e dal greco. Il confronto fra le versioni produce il primo vero lavoro filologico del Duecento.
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doppia verità 4 volte
La dottrina secondo cui una cosa sarebbe vera in filosofia e falsa in teologia. Averroè sostiene l'opposto: è un'accusa formulata a Parigi un secolo dopo.
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dotta ignoranza
Docta ignorantia è un ossimoro deliberato, e va tenuto distinto da un altro ossimoro che gli somiglia. Non è il «so di non sapere» attribuito a Socrate, che è un atteggiamento — la disponibi...
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dottore sottile
Il soprannome. Le sue distinzioni sono più fini di quelle di chiunque altro, e ciascuna serve a un lavoro preciso.
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doveri senza diritti correlativi
La condizione delle generazioni future: non esistono, non votano, non fanno causa, e tuttavia ciò che facciamo determina che cosa troveranno.
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dòxa δόξα
Opinione, apparenza. Nel poema è il regime in cui vivono i mortali che si fidano dei sensi; occupa la seconda metà dell'opera.
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dóxa
L'opinione. Può essere vera e resta inferiore alla conoscenza, perché chi la ha non sa rendere ragione di ciò che afferma.
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dualismo onda-particella
La proprietà per cui luce e materia manifestano comportamenti ondulatori o corpuscolari a seconda dell'esperimento, senza che una sola descrizione basti.
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dubbio iperbolico
Volutamente esagerato e provvisorio: uno strumento e non una posizione: qui sta la differenza con lo scetticismo di Montaigne, che dubita per fermarsi.
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due nature
La formula di Calcedonia sul Cristo, espressa con quattro avverbi negativi: una tecnica che il Medioevo userà spesso, perché le negazioni si condividono anche quando le spiegazioni divergono...
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due spade
L'immagine, ricavata da un versetto evangelico e formulata da Bernardo, secondo cui entrambe le spade appartengono alla Chiesa, ma la temporale è sguainata da altri per essa.
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duplicità dell'apparire
La tesi di Henry che esistano due modi di manifestarsi: quello del mondo, esteriore e comune, e quello della vita, invisibile per principio.
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durata 3 volte
Il tempo come lo vive una coscienza: eterogeneo, indivisibile, in cui i momenti si compenetrano invece di giustapporsi. L'esempio ricorrente è la melodia, in cui ogni nota è quella che è per...
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durée
L'italiano dice durata, ed è corretto, ma la parola nel nostro uso corrente indica una quantità: la durata di un film, la durata di un contratto — cioè esattamente il tempo misurato che Berg...
E
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eccedenza comportamentale
Le tracce che eccedono ciò che serve a fornire il servizio, trasformate in previsioni vendibili sul comportamento futuro.
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ecceità 2 volte
Astratto costruito sul dimostrativo «questa»: la qualità di essere questo. Termine raro in Scoto — una dozzina di occorrenze, quasi tutte fuori dalla redazione d'autore — e diffuso dalla sua...
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economia del pensiero
In Mach, la funzione della scienza: una legge non spiega ma riassume, risparmiando la fatica di ricordare le osservazioni una per una.
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edizione completa
L'edizione voluta dall'autore senza apparato critico né varianti, secondo la formula «vie, non opere»: i testi hanno circolato in versioni riviste dopo la guerra.
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educazione negativa
Non aggiungere ma proteggere: ritardare il contatto con l'opinione altrui e far imparare dalle cose, non dai discorsi.
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effervescenza collettiva
Lo stato che si produce nelle riunioni rituali, in cui l'individuo avverte un'energia che non è la sua e la attribuisce a una potenza superiore.
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effetto boomerang
Il ritorno in Europa delle tecniche di dominio elaborate nelle colonie: la razza come criterio amministrativo e la burocrazia come governo su popolazioni senza voce.
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egemonia 2 volte
La direzione esercitata per consenso su alleati e indifferenti, distinta dalla coercizione esercitata sui nemici. Lo Stato è egemonia corazzata di coercizione.
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eironeía εἰρωνεία
Dissimulazione: Socrate si presenta come ignorante che vuole imparare dall'esperto. In parte è una posa, in parte no.
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Elementatio theologica
Le 211 proposizioni di Proclo, tradotte da Moerbeke nel 1268. Il testo più rigoroso prodotto dal neoplatonismo, e per settant'anni quasi privo di commentatori latini.
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elitismo storiografico
L'accusa degli storici dei subalterni alle due storiografie disponibili: quella coloniale attribuisce ogni cambiamento agli amministratori, quella nazionalista ai dirigenti.
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emergenza
La comparsa, a un livello di organizzazione, di proprietà che le parti non possiedono. Nella versione debole è un limite di calcolo, nella forte una tesi ontologica.
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emotivismo
La tesi che gli enunciati morali non descrivano fatti ma esprimano l'atteggiamento di chi parla. È la conseguenza del criterio in campo etico.
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emozione
Nei Principi c'è una tesi che ha resistito centotrent'anni di dibattito ed è ancora in discussione. Il senso comune dice: incontro un orso, ho paura, tremo e scappo. James propone di inverti...
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empatia
L'atto in cui il vissuto di un altro mi è dato senza che io lo viva. Non si riduce ad analogia, imitazione o contagio, e ammette errore e correzione.
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empirismo costruttivo
La posizione per cui la scienza mira all'adeguatezza empirica e accettare una teoria non richiede di crederla vera sugli inosservabili.
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empirismo radicale
La posizione dell'ultimo James: nell'esperienza sono dati anche i rapporti fra le cose, non soltanto le cose; e l'universo è plurale e incompiuto.
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enazione 2 volte
La cognizione come far emergere un mondo attraverso l'accoppiamento fra un corpo che agisce e un ambiente, contro l'idea che debba rappresentare un mondo già dato.
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ente infinito
Il concetto più perfetto di Dio raggiungibile per via naturale: il più povero dei concetti più un modo.
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enti morali
In Pufendorf, ciò che la volontà impone alle cose fisiche: proprietà, contratto, carica, valore della moneta. Non hanno peso né estensione e governano la vita degli uomini.
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entropia
Grandezza introdotta da Clausius (1865) che in un sistema isolato non diminuisce. Boltzmann la interpreta come misura del numero di configurazioni microscopiche compatibili con lo stato visi...
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enunciato protocollare
La proposizione che registra un'osservazione e su cui il resto della conoscenza dovrebbe poggiare. Il nome viene dal verbale di laboratorio.
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episteme 2 volte
L'insieme di regole non dichiarate che in un'epoca determina che cosa possa contare come conoscenza. Non è una visione del mondo, né un paradigma disciplinare, né un'ideologia.
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epoché ἐποχή 4 volte
Sospensione, arresto del giudizio. Ripresa alla lettera da Husserl nel Novecento, ma con scopo opposto: provvisoria e conoscitiva, non definitiva e terapeutica.
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equante
L'artificio tolemaico per cui un pianeta si muove uniformemente rispetto a un punto diverso dal centro del suo cerchio. È ciò che Copernico non tollera.
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equinumerosità
Criterio di Cantor: due insiemi hanno la stessa numerosità se esiste un appaiamento uno a uno fra i loro elementi. Applicato all'infinito, rende la parte uguale al tutto.
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equità
Attorno al 2016 si è scoperto qualcosa che vale la pena di conoscere anche per chi non si occupi di queste materie, perché è un risultato dimostrato e non un'opinione. Un'inchiesta giornalis...
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equivocità
L'assenza di ogni significato comune fra i termini applicati a Dio e alle creature. Il Duecento latino cercherà una via intermedia con l'analogia.
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equivoco
In logica un termine si dice univoco quando ha lo stesso significato in tutti i suoi usi, ed equivoco quando ne ha di diversi che non hanno nulla a che fare fra loro: la parola canone nel di...
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eresia 2 volte
In greco «scelta», e nel mondo antico il nome neutro di una scuola filosofica. Il cambiamento di senso segna il passaggio da molte scuole in concorrenza a una verità con delle deviazioni.
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erlebnis 2 volte
Il vissuto: unità di senso in cui la vita si articola — una decisione, un lutto, un'amicizia. Non un atomo psichico, ma qualcosa che contiene già un passato e un'attesa.
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ermeneutica filosofica
Non una tecnica per interpretare correttamente, ma la descrizione di ciò che accade quando qualcuno comprende. Riguarda l'essere dell'interprete, non le sue regole.
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errore di mancata considerazione
La diagnosi che non entra nella lista. È l'errore diagnostico più studiato, e nessun ragionamento successivo lo corregge.
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es 2 volte
In tedesco è il pronome impersonale delle espressioni come «piove»: indica ciò che in noi accade senza che nessuno lo faccia. La resa latina Id ha reso solenne una parola comune.
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esame
La combinazione di osservazione gerarchica e giudizio normalizzante che trasforma ciascuno in un caso descritto, misurato e confrontato con una media.
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esemplarismo
La dottrina per cui ogni creatura esprime un modello eterno nella mente divina, e il suo essere consiste nel rimandarvi.
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esistenza
Il fatto che una cosa sia. Nelle cose create sopraggiunge all'essenza: i traduttori latini resero il termine con «accidente», e la scelta ha attirato obiezioni.
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esistenzialismo positivo
Formula coniata da Nicola Abbagnano nel 1948 e vicina al primo Paci: la finitezza è la condizione di ogni progetto sensato, non una condanna.
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espansione per l'espansione
Il principio che Arendt attribuisce all'imperialismo: non la conquista di territori con uno scopo, ma un movimento senza limite imposto dal capitale in eccesso.
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esperienza 4 volte
Non ciò che un soggetto riceve, ma una transazione fra organismo e ambiente in cui si subisce e si fa insieme. Dewey verso la fine avrebbe preferito la parola cultura.
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esperienza / esperimento 2 volte
La prima capita e non è trasferibile; il secondo è costruito, isola le condizioni ed è ripetibile. La scienza moderna sostituisce la fiducia nelle persone con la fiducia nelle procedure.
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esperienza vissuta
Il titolo del secondo volume e il suo metodo: descrivere dall'interno infanzia, adolescenza, matrimonio, maternità, vecchiaia, invece di spiegare dall'esterno.
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espressione
Segno animato da un'intenzione di significato. Husserl la isola nella vita solitaria dell'anima, dove non c'è nulla da comunicare a nessuno.
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esprit de géométrie / de finesse
Il primo procede da pochi princìpi lontani dall'uso comune con rigore; il secondo tiene insieme moltissimi princìpi evidenti, con un solo sguardo e senza enumerarli.
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essai 2 volte
«Prova», nel senso di tentativo e di assaggio. Nome di un genere e dichiarazione di metodo: il trattato dimostra, il saggio prova senza sapere dove arriverà.
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esse 2 volte
L'atto per cui una cosa è: ciò che di più intimo si trova in essa. Non la proprietà più generica, ma la più intensa.
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esse essentiae
La consistenza che l'essenza ha in quanto corrisponde a un'idea divina, prima e indipendentemente dall'esistere. È il perno dell'esemplarismo di Enrico.
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esse est percipi
Per le cose sensibili l'essere consiste nell'essere percepite. La formula ha una seconda metà, quasi sempre omessa: esse est percipere, per gli spiriti.
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essenza
Ciò che una cosa è, ciò che la definizione cattura. Presa in sé stessa non è né una né molte, né esistente né inesistente.
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essenza ed esistenza
Sono due parole latine per due termini arabi, e il modo in cui sono state tradotte ha condizionato secoli di discussione. L'essenza risponde alla domanda che cos'è: è ciò che una definizione...
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essenza reale / nominale
La costituzione interna da cui dipendono le proprietà ci è ignota; ciò che maneggiamo è l'insieme di idee raccolte sotto un nome, cioè una nostra classificazione.
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essenzialismo strategico
L'uso consapevole di una categoria che si sa falsa perché senza di essa non si ottiene nulla. La sua autrice l'ha poi ritirato, per come veniva usato.
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esserci 2 volte
Dasein: l'ente per il quale il proprio essere è in questione. Il «ci» non è un luogo in cui si sta, ma l'apertura entro cui le cose possono comparire.
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essere-per-la-morte
Il rapporto con la morte come possibilità sempre presente e non come evento futuro. Anticiparla significa tenersi aperti a essa in quanto possibilità.
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esteriorità 2 volte
La condizione di chi sta fuori dal sistema perché il sistema ve lo ha collocato: correzione materiale e storica dell'altro astratto di Lévinas.
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estetizzazione della politica
La risposta fascista al bisogno di partecipazione: dare alle masse un'espressione — parate, adunate, guerra come spettacolo — senza dar loro diritti.
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etere 2 volte
Il quinto elemento, incorruttibile, di cui è fatta la regione sopra la Luna. Il suo moto naturale è circolare, e per questo i cieli non cambiano mai.
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eternità 2 volte
«Possesso tutto insieme e perfetto di una vita illimitata»: non un tempo infinito ma un modo di esistere senza successione.
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eterno ritorno
L'ipotesi che ogni cosa torni identica innumerevoli volte, proposta come peso da reggere più che come teoria da dimostrare.
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etiamsi daremus
«Anche se concedessimo». La formula con cui Grozio ipotizza un diritto naturale valido pure senza Dio. Non è ateismo ma esperimento mentale, e ha precedenti scolastici.
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eticità Sittlichkeit
La libertà diventata costume e istituzione, contrapposta alla moralità come intenzione interiore. Si articola in famiglia, società civile e Stato.
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etnofilosofia
L'attribuzione a un intero popolo di una visione del mondo collettiva e senza autori: per i suoi critici una costruzione degli antropologi coloniali, non una filosofia.
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etnometodi
I procedimenti con cui persone qualsiasi producono e riconoscono momento per momento l'ordine delle proprie circostanze, e che nessuno può esplicitare del tutto.
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eudaimonía 2 volte
Il fine ultimo su cui tutti concordano nel nome e su nulla nel contenuto. Non uno stato d'animo ma un'attività dell'anima secondo virtù, in una vita completa.
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eugenetica
Il programma di migliorare una popolazione intervenendo sulla riproduzione. Coniato nel 1883, diventa politica pubblica dal 1907 e resta tale, in alcuni paesi, fino agli anni Settanta.
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euristica
Il greco heurísko significa trovare, e il participio heúrēka è ciò che secondo la leggenda Archimede gridò uscendo dal bagno. L'euristica è, alla lettera, l'arte di trovare. Per tutta la tra...
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euristica della paura 2 volte
La regola di dare più peso alla previsione peggiore, giustificata dall'asimmetria degli errori quando le conseguenze sono irreversibili.
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euristica positiva
Le indicazioni su come procedere: quali modelli costruire, in quale ordine complicarli, quali problemi affrontare. Per Lakatos è la parte più importante di un programma.
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euthymía εὐθυμία
«Buona disposizione d'animo»: la serenità stabile che nasce dalla misura nei desideri. Tema di gran parte dei frammenti etici.
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evidence
In inglese la stessa parola indica gli indizi raccolti: fra il Trecento e l'età moderna il modello della prova passa da ciò che si vede a ciò che si accumula.
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evidenza 2 volte
Ciò per cui non serve altro che considerarlo. Nel capitolo settimo era evidente moltissimo; qui restano il principio di non contraddizione e le apparenze presenti.
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excessus
Il passaggio finale dell'Itinerario, in cui l'operazione intellettuale si arresta e l'affetto si trasferisce. Non un settimo gradino: un uscire.
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experientia
Ciò che si constata. Nel Trecento rovescia la fisica del proiettile; qui rovescia la letteratura sulle donne.
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experimentum
Nel Medioevo un rimedio provato, un caso osservato: un archivio di ciò che è accaduto, non una situazione costruita per rispondere a una domanda.
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experimentum crucis
L'esperimento che dovrebbe decidere fra due teorie rivali. Duhem nega che possa esistere in fisica, perché non si sa mai che le alternative siano soltanto due.
F
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facere quod in se est
«Fare ciò che è in proprio potere». La formula del patto: Dio non nega la grazia a chi compie la propria parte. Il suo difetto è che non indica la soglia.
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facoltà 2 volte
Da facultas, capacità. Prima indica una materia, poi il corpo delle persone competenti in essa: un'associazione professionale con statuti, decano e monopolio.
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facticità 2 volte
L'insieme di ciò che si è senza averlo scelto: corpo, data, lingua, classe, passato. Non determina, perché da solo non significa: una roccia è ostacolo o parete secondo il progetto.
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fallibilismo
La tesi per cui nessuna credenza attuale è certa e la certezza assoluta non è un requisito della conoscenza. Non è scetticismo, perché l'indagine si autocorregge.
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falsafa 2 volte
La filosofia: trascrizione araba del greco. Il fatto che sia un prestito la colloca fra le «scienze degli antichi», distinte da quelle indigene e religiose.
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falsi bisogni
Bisogni sovrimposti all'individuo da interessi sociali particolari. Nozione centrale del libro del 1964 e sua principale difficoltà teorica.
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falsificabilità
La proprietà di una teoria di escludere qualcosa: esistono osservazioni possibili che la smentirebbero. È il criterio di demarcazione fra scienza e non scienza.
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falsificazione
L'eliminazione delle ipotesi concorrenti costruendo casi in cui produrrebbero effetti non osservati.
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fantasma
L'immagine sensibile prodotta dall'immaginazione, ancora particolare. È la materia su cui opera l'astrazione.
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fare persone
Il processo per cui una classificazione nuova non individua soltanto un gruppo preesistente ma contribuisce a farlo esistere in quella forma.
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farsi carico della realtà
La triade di Ellacuría — conoscerla, portarne il peso, agire su di essa — in cui i tre momenti non si separano.
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Faṣl al-maqāl
Il trattato in cui Averroè, da giurista, qualifica lo studio della filosofia come obbligo di legge per chi ne è capace. Non fu tradotto in latino nel Medioevo.
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fatica del concetto
L'esigenza di percorrere ogni determinazione invece di afferrare il tutto in un'intuizione. La verità, dice Hegel, non arriva come un colpo di pistola.
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fatto
Il latino factum è il participio di facere: è, alla lettera, ciò che è stato fatto. La parola nasce dentro il campo semantico dell'azione, non della constatazione. Questa origine si è conser...
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fatto della ragione
Il riconoscimento della legge morale, che non si deduce e non si dimostra: c'è. Da esso si postula la libertà, che non si può conoscere.
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fatto della scienza
Il punto di partenza della scuola di Marburgo: le scienze esistono e funzionano, e il compito filosofico è ricostruirne a ritroso le condizioni, non giustificarle dall'esterno.
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fatto sociale
Modo di agire, pensare o sentire esterno all'individuo e dotato di potere coercitivo. La coercizione si nota poco perché in generale si ubbidisce spontaneamente, e si nota benissimo quando s...
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fatto sorprendente
Il motore dell'abduzione: l'inferenza non si attiva davanti a ciò che ci si aspetta, ma davanti a ciò che non torna.
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faustiano
Il simbolo originario dell'Occidente secondo Spengler: lo spazio infinito, da cui discendono cattedrale gotica, prospettiva, calcolo infinitesimale, sinfonia e imperialismo.
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fedeltà creatrice
Il rinnovamento di un impegno in condizioni nuove, distinto dalla testardaggine: chi promette e chi mantiene non sono la stessa persona, e il legame vale comunque.
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fenomenismo
La tesi che esistano solo le sensazioni e le loro relazioni, e che i corpi — e l'io — siano fasci stabili di qualità.
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fenomeno 3 volte
Ciò che si mostra, nel senso greco: non il velo dietro cui starebbe la realtà, ma il modo in cui la realtà si presenta. La cosa in sé è dichiarata priva di senso, non confutata.
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fenomeno / noumeno
La cosa come ci appare, ordinata dalle nostre forme, e la cosa in quanto non è oggetto della nostra intuizione sensibile: pensabile, non conoscibile. «Noumeno» in senso negativo è un concett...
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fenomeno saturo 2 volte
Il caso in cui l'intuizione eccede il concetto invece di riempirlo: l'evento, il quadro, la carne, il volto. Chi lo riceve è un assegnato, non un costituente.
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fenomenologia
Discorso sull'apparire: la scienza delle figure che il sapere assume mentre si corregge. Non è la fenomenologia novecentesca di Husserl, che è un'altra cosa.
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fenomenologia asoggettiva
Il progetto di descrivere il campo dell'apparire e le sue regole senza attribuirlo a una coscienza costituente né a un esserci: il soggetto compare dentro quel campo, non lo produce.
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fenomenologia genetica
La direzione che dal 1917 chiede non com'è fatto un vissuto ma come sia arrivato a essere così. Occupa vent'anni di corsi, pubblicati nel 1966.
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fenómenon φαινόμενον
Ciò che appare. Lo scettico non nega le apparenze: le segue come guida pratica, rifiutando soltanto di dichiararle vere per natura.
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feticismo della merce 2 volte
L'apparire dei rapporti fra persone come proprietà delle cose: un prezzo sembra appartenere a un oggetto come il peso, e una condizione storica sembra una legge di natura.
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fides quaerens intellectum
«La fede che cerca l'intelligenza»: il titolo originario del Proslogion e il programma dell'intera scolastica.
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figura e sfondo
Il minimo dell'esperienza percettiva secondo la psicologia della forma: non esiste una sensazione isolata, e il valore di una macchia cambia col contesto.
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filologia
La tecnica che stabilisce se un testo è quello che dice di essere: lingua, datazione, contesto, interesse di chi scrive. Nasce operativamente con Valla.
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filosofia del medesimo
L'intera tradizione occidentale secondo Lévinas: conoscere riconduce l'altro a categorie già possedute, e ciò che ne risulta è una variante di sé.
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filosofia della praxis
Formula di Antonio Labriola: il materialismo storico non è una filosofia della storia né una dottrina economica, ma un metodo per studiare come gli uomini producono le proprie condizioni e l...
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filosofia positiva
L'ultimo Schelling: contro una filosofia che deduce l'essenza delle cose, una che parte dal fatto bruto che qualcosa esista. Berlino, 1841.
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filosofo naturale
Il nome del mestiere prima della divisione: chi indagava la natura e chi rifletteva sul metodo erano la stessa figura. Il titolo del capolavoro di Newton lo conserva.
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fisicalismo
La tesi che ogni enunciato scientifico sia traducibile in un linguaggio che parla di corpi e di eventi spazio-temporali, e quindi controllabile da chiunque.
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flusso di coscienza
La descrizione jamesiana della vita mentale come corrente continua senza giunture, in cui nulla si ripete identico e in cui contano quanto gli oggetti anche le transizioni.
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fondo
Bestand: il modo d'essere di ciò che compare come riserva a disposizione, misurabile e sostituibile. Vi compaiono anche le persone.
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fondo dell'anima
In Eckhart il punto in cui non entra alcuna immagine né differenza. La formula «increato e increabile» sarà uno degli articoli condannati.
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forchetta di Hume
Relazioni fra idee (dimostrabili, il cui contrario è contraddittorio) e questioni di fatto (il cui contrario è sempre concepibile). L'esistenza non si dimostra mai a priori.
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forma 2 volte
Il modo in cui gli uomini si legano, distinto dal contenuto — lo scopo per cui lo fanno. Le stesse forme (conflitto, segreto, subordinazione, concorrenza) ricorrono con contenuti diversissim...
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forma / materia
La forma è ciò che rende questa materia questa cosa; la materia è ciò che può riceverne diverse. Esiste il composto: le due si distinguono con il pensiero, non con le mani.
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forma logica
La struttura di una proposizione una volta tradotta in notazione, che può differire dalla sua forma grammaticale. L'esempio del re di Francia è il caso classico.
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forma simbolica
Ogni modo in cui un materiale sensibile viene fatto valere per un senso: lingua, mito, arte, religione, tecnica, scienza. Ciascuna costituisce un proprio tipo di oggettività.
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forma sostanziale
Non la sagoma: il principio per cui una materia costituisce un vivente unitario invece di un mucchio di materiali.
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forma sussistente
L'anima umana in quanto ha un'operazione che non impiega organi corporei, e perciò può esistere separata — ma in stato innaturale e incompleto.
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formale 2 volte
Che dipende solo dalla configurazione dei segni e non dal loro contenuto. È la proprietà che rende le regole applicabili da una macchina.
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fortuna
Tutto ciò che non dipende da noi. Paragonata a un fiume in piena: incontenibile quando straripa, arginabile prima.
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fortuna testuale
Un'opera sopravvive se qualcuno ha interesse a copiarla. Gli autori senza scuola scompaiono, e la loro assenza viene poi scambiata per un dato sull'epoca.
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forza
L'esercizio organizzato e permanente con cui uno Stato impone e mantiene un ordine, dall'esercito all'arbitrato obbligatorio nelle vertenze.
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forza-lavoro
La merce che il capitalista compra: non il lavoro, ma la capacità di lavorare, che ha la proprietà di produrre più valore di quanto costi mantenerla.
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frammenti / testimonianze
Le parole che una fonte dichiara di citare testualmente e ciò che invece le fonti dicono su un autore senza citarlo. Di Talete restano solo testimonianze; il frammento di Anassimandro è l'un...
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fraternità-terrore
Il legame che tiene insieme un gruppo che teme di dissolversi: giuramento, sanzione, sospetto. Spiega perché le rivoluzioni divorino i propri figli.
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freccia del tempo
L'asimmetria fra passato e futuro. Non discende dalle equazioni fondamentali, che sono reversibili, ma dal secondo principio e dallo stato iniziale dell'universo.
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frequentismo
L'interpretazione per cui la probabilità è il limite di una frequenza in una serie di prove ripetibili. Vale per le monete e non per le teorie.
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funzione d'onda
L'oggetto matematico che evolve in modo continuo e deterministico e assegna a ogni punto la probabilità di trovarvi la particella. Il suo rapporto con la realtà è la questione aperta.
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funzione di verità
Il rapporto per cui il valore di una proposizione composta è determinato dai valori delle componenti. Le tavole di verità ne sono la notazione.
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funzione eziologica
La definizione per cui la funzione di un tratto è l'effetto che spiega perché quel tratto sia ancora presente: il cuore c'è perché pompava, non perché faceva rumore.
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fusione degli orizzonti
L'esito della comprensione riuscita: l'orizzonte del testo e quello del lettore si allargano l'uno verso l'altro invece di sostituirsi. Nozione centrale e notoriamente non verificabile.
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futuri contingenti
Proposizioni su eventi futuri che potrebbero accadere o non accadere. Il problema è come Dio possa conoscerli senza renderli necessari.
G
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geist
È il termine che dà il titolo alla Fenomenologia e nomina un terzo del sistema, e l'italiano lo rende con spirito perdendo per strada qualcosa. In tedesco Geist copre insieme due aree che le...
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Geisteswissenschaften
Scienze dello spirito: il termine entra in tedesco come traduzione delle moral sciences di Mill. Comprende storia, diritto, filologia, economia, studio dell'arte e della religione.
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gelassenheit
Alla domanda su che cosa si possa fare, Heidegger risponde con una parola presa dalla mistica renana che il volume terzo ha raccontato: Gelassenheit, che Eckhart usava per l'abbandono in Dio...
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genere
La distinzione fra il dato corporeo e il ruolo sociale che vi si costruisce sopra: non è un termine di Beauvoir, e nasce vent'anni dopo dalla sua frase.
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genere interattivo
Categoria che, applicata a persone, ne modifica il comportamento e quindi il fenomeno stesso che dovrebbe descrivere.
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gerarchia 2 volte
Neologismo composto da «sacro» e «principio»: un ordinamento di gradi in cui ciascuno riceve dall'alto e trasmette al basso, e il vertice non agisce mai direttamente sulla base.
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gioco
Il tedesco Spiel copre un campo più largo dell'italiano «gioco»: indica il gioco dei bambini, la partita, la recitazione di un attore, l'esecuzione di un brano musicale, e anche il margine d...
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gioco dell'imitazione
La prova proposta da Turing: un interrogante deve distinguere per iscritto una persona da una macchina. Sostituisce una domanda indecidibile con una decidibile.
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gioco linguistico
Un'attività in cui il parlare è intrecciato ad azioni: ordinare, descrivere, ringraziare. Le regole si apprendono partecipando e non esistono fuori dalla pratica.
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Giovanni XXI
Il papa che apre il caso: prima di essere papa, con ogni probabilità l'autore del manuale di logica su cui studiavano i ragazzi condannati.
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giustizia
Nella Repubblica, che ciascuna parte — dell'anima e della città — faccia la propria funzione senza invaderne altre. Non è distribuzione di beni ma ordine funzionale.
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giustizia ambientale
Il campo aperto dalla constatazione che impianti inquinanti e discariche siano collocati in modo sproporzionato in aree povere e abitate da minoranze.
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governamentalità
L'insieme delle tecniche con cui si conduce la condotta altrui strutturando il campo delle sue azioni possibili, invece di comandare o reprimere.
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gradi dell'amore
I quattro di Bernardo: amare sé per sé, Dio per sé, Dio per Dio, e infine sé stessi per Dio.
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gradi di libertà del ricercatore
Le molte scelte difendibili che si compiono in un'analisi; effettuate dopo aver visto i dati, moltiplicano i falsi positivi senza che vi sia frode.
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grande commento
Il commento che riporta il testo lemma per lemma e lo spiega. È la forma con cui l'Europa leggerà Aristotele per tre secoli.
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Grande Essere
L'Umanità considerata come un solo essere collettivo attraverso le generazioni: l'oggetto del culto della religione positivista, con calendario, catechismo e clero.
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grande internamento
La reclusione amministrativa, dal 1656, di folli, poveri, oziosi e devianti sotto un'unica categoria morale ed economica che Foucault chiama sragione.
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grande rifiuto
La protesta di chi sta fuori dal circuito — esclusi, minoranze, popoli colonizzati, studenti — la cui esistenza contraddice la pretesa del sistema di aver soddisfatto tutti.
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grazia preveniente
La grazia che precede ogni merito, perché un dono concesso al merito non sarebbe un dono.
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gruppi bivalenti
Quelli che subiscono insieme cattiva distribuzione e misconoscimento — genere e razza — e per i quali i due rimedi hanno logiche opposte.
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gruppo in fusione
La forma che la serie assume quando un pericolo comune la rovescia: ciascuno vede negli altri sé stesso, e il gruppo agisce senza capi né organizzazione.
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guerra di posizione
La strategia adatta a una società civile sviluppata: lunga, molecolare, culturale, condotta prima e non dopo la conquista del governo.
H
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habitus 2 volte
Sistema di disposizioni durevoli depositate nel corpo da una posizione sociale, che genera improvvisazioni adeguate senza seguire regole: un senso pratico del gioco.
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heimarméne / ekpýrosis
Il destino come catena ininterrotta di cause; la conflagrazione periodica in cui il cosmo si risolve nel fuoco e poi ricomincia identico.
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héteron
Il diverso. Nel Sofista il non essere di cui il discorso ha bisogno non è il nulla assoluto ma l'alterità: dire che il moto non è quiete significa dire che è altro da essa.
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Historia calamitatum
L'autobiografia di Abelardo, scritta come lettera di consolazione a un amico: un genere che richiede di accumulare sventure.
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homo faber
L'uomo definito dalla capacità di fabbricare, prima che dal sapere: l'intelligenza si è formata per agire sulla materia solida, e da lì vengono i suoi pregi e i suoi limiti.
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homo mensura
«L'uomo è misura di tutte le cose»: la formula di Protagora, letta da Platone come relativismo dell'apparire individuale.
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homo sacer
Figura del diritto romano arcaico: uccidibile impunemente e non sacrificabile. Per Agamben è il paradigma di chi è escluso da entrambi gli ordinamenti.
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homooúsios
«Della stessa sostanza»: il termine imposto a Nicea. Non è biblico, era stato respinto in precedenza, ed è ambiguo — ed è per questo che la controversia dura sessant'anni.
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hors-texte
Termine editoriale che designa la tavola inserita fuori numerazione. Nella frase famosa dice che non esista accesso a un passato se non attraverso testi da interpretare.
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humanista
Nel gergo universitario del Quattrocento, il docente di quelle materie — come iurista era il docente di diritto. «Umanesimo» in senso storiografico è parola dell'Ottocento.
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humanitas 2 volte
Natura umana e insieme ciò che la rende compiuta: cultura, educazione, civiltà dei modi. Termine ciceroniano, ripreso insieme al programma di studi.
I
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i cinque discorsi
Dimostrativo, dialettico, retorico, poetico, sofistico: classificati secondo il tipo di premesse e quindi secondo il grado di certezza raggiungibile.
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i cinque predicabili
Genere, specie, differenza, proprio, accidente: i modi in cui un termine si dice di un soggetto.
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i tre gradi
Emergere del vissuto altrui in blocco; esplicitazione, in cui se ne seguono le articolazioni; oggettivazione, in cui lo si ha davanti come un fatto.
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i tre movimenti
Ancoraggio (essere accolti), difesa e prolungamento della vita (il lavoro, il Giorno), scuotimento (la cura dell'anima). Non tre fasi ma tre modi che convivono.
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i tre presenti
Presente del passato, del presente e del futuro: memoria, attenzione, attesa. È il modo in cui i tre tempi possono esistere tutti insieme.
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icona, indice, simbolo
I tre modi in cui un segno rimanda al proprio oggetto: per somiglianza (mappa), per connessione reale (fumo e fuoco), per convenzione (quasi tutte le parole).
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idéa
ἰδέα e εἶδος vengono entrambe dalla radice del verbo idein, vedere: alla lettera significano l'aspetto con cui una cosa si mostra, la sua figura. È un'origine che dice molto. Per Platone l'I...
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idea 2 volte
In Locke: qualunque cosa sia oggetto dell'intelletto quando si pensa. Contenuto mentale, non realtà oggettiva come in Platone. Il cambiamento di significato è decisivo.
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idéa / eîdos
Da un verbo che significa vedere: l'aspetto sotto cui una cosa si presenta. In Platone diventa il modello unico, eterno e immutabile di cui le cose sensibili sono copie.
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Idea del Bene
Ciò che rende le cose conoscibili e la mente capace di conoscerle, come il sole rende visibili le cose. Platone la colloca «oltre l'essenza per dignità e potenza».
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ideale 2 volte
Il modo d'essere di ciò che è identicamente ripetibile: il teorema pensato da milioni di persone in atti tutti diversi resta lo stesso. Non indica un mondo separato di enti.
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idealismo
È l'etichetta più fuorviante che si possa attaccare a Husserl, e la si attacca costantemente. Nell'uso corrente, e nel volume quarto, idealismo indica la dottrina per cui la realtà è pensier...
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idealismo / dogmatismo
I due sistemi possibili: partire dall'Io o dalla cosa. Nessuno confuta l'altro, e la scelta dipende — dice Fichte — da che genere di uomo si è.
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idealizzazione
L'operazione con cui dalle forme approssimative dell'esperienza si ricavano figure esatte, portando al limite ciò che è variabile e togliendo le qualità sensibili.
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idee astratte
Berkeley le nega: non si può formare l'idea di un triangolo né equilatero né scaleno, ed è l'arma contro l'astrazione lockiana e contro la «materia in generale».
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idee chiare e distinte
Il criterio di verità: chiaro ciò che è presente alla mente attenta, distinto ciò che è separato da tutto il resto. Vale solo perché Dio non inganna.
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idee involontarie
Il criterio del reale: vivacità, costanza, coerenza e soprattutto indipendenza dalla nostra volontà. Da qui l'inferenza a uno spirito che le produce.
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idee semplici / complesse
Rispetto alle prime la mente è passiva e non può inventarle; sulle seconde è attiva e opera per composizione, confronto e astrazione.
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idem / ipse
Le due identità: la medesimezza di ciò che non cambia e l'ipseità di chi mantiene la parola data pur essendo cambiato. Fra le due sta la vita morale.
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identità degli indiscernibili
Non esistono due cose realmente distinte e in tutto identiche: se lo fossero, non ci sarebbe ragione sufficiente perché siano due.
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identità narrativa
Il sé come risultato delle storie che di lui si raccontano, intrecciate a quelle altrui. Non è un dato di partenza: arriva ultimo e va rifatto a ogni evento nuovo.
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idiografico
Dell'interesse che vuole cogliere una configurazione unica e irripetibile. Anche qui il criterio è la domanda che si pone, non la materia di cui si parla.
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idola εἴδωλα
Immagini che si interpongono fra noi e le cose, e insieme oggetti di culto: chiamare idolatria il pregiudizio significa dire che difendiamo le nostre distorsioni per affezione.
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idoli del foro
I più insidiosi: il linguaggio, imposto dal volgo secondo la comprensione del volgo, che fa violenza all'intelletto di chi lo usa.
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idoli della tribù
Errori radicati nella natura umana: eccesso di ordine supposto, attenzione alle conferme e cecità alle smentite. Descrizione anticipata del pregiudizio di conferma.
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idolo
εἴδωλον in greco è l'immagine, il simulacro, la figura che rappresenta qualcosa senza esserlo. Chi ha letto il volume primo l'ha già incontrata: erano gli éidola di Democrito, le sottili pel...
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ignorabimus 2 volte
Futuro latino: «non sapremo». La forza della formula sta nel tempo verbale: non constata un'ignoranza presente, prevede un limite definitivo.
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il c'è
L'essere anonimo e impersonale che resterebbe togliendo ogni cosa e ogni persona. Si mostra nell'insonnia, ed è ciò da cui un soggetto si stacca prendendo posizione.
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il diritto ad avere diritti
La terza sezione della seconda parte contiene l'analisi che ha avuto più conseguenze pratiche di tutto il libro, ed è quella in cui Arendt scrive di ciò che le era accaduto. Fra le due guerr...
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il migliore di una cattiva partita
L'obiezione per cui la regola sceglie soltanto fra le ipotesi che sono venute in mente, senza garanzia che la vera sia fra esse.
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il personale è politico
Non un invito a politicizzare la vita privata, ma la tesi che classificare come personali problemi strutturali sia esso stesso un atto politico.
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il Si
Das Man: il soggetto impersonale della quotidianità. Non la massa né la maggioranza, ma la struttura per cui, facendo ciò che si fa, nessuno risponde di nulla.
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il terzo
La figura che introduce la pluralità e il conflitto fra pretese, e da cui nascono giustizia, istituzioni e politica: necessarie, derivate, e sempre a rischio di dimenticare l'origine.
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il tutto è il falso
Formula costruita contro Hegel: una totalità che si presenta come riconciliata ottiene la propria coerenza espellendo ciò che non vi rientra.
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ilemorfismo universale
La tesi di ibn Gabirol per cui ogni creatura, anche spirituale, è composta di materia e forma. Diventerà la posizione francescana contro Tommaso.
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illuminazione
La dottrina secondo cui la mente vede le verità eterne grazie a una luce superiore a sé. Sarà la posizione dominante in Occidente fino all'arrivo di Aristotele.
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illusione
In senso tecnico, una credenza la cui motivazione principale è il desiderio che sia vera. Non coincide con l'errore: un'illusione può anche avverarsi.
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immagine
In latino imago, e il suo campo semantico medievale è più stretto e più tecnico del nostro. Non indica una raffigurazione qualunque. Indica un rapporto in cui una cosa deriva da un'altra e l...
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immanenza
La coppia che regge il libro è presa da Sartre e riorganizzata: trascendenza e immanenza. Trascendenza è il movimento di chi progetta, costruisce, si spinge verso qualcosa che non c'è ancora...
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immaterialismo
Non negazione del mondo ma eliminazione della sostanza materiale come ipotesi inutile: le cose restano, come collezioni ordinate di idee.
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imperativo categorico
Comando incondizionato, opposto a quelli ipotetici («se vuoi X, fai Y»). Non potendo avere contenuto, ha per criterio la sola forma: l'universalità.
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impeto
Dal latino impetus, da un verbo che significa avventarsi: l'assalto, lo slancio. È una parola del linguaggio comune promossa a termine tecnico, e la promozione ha funzionato così bene che è...
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impetus 2 volte
La forza impressa che resta nel proiettile e si esaurisce da sé. Idea di Filopono contro Aristotele, ripresa dagli arabi e poi a Parigi nel Trecento.
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impianto
Ge-stell: la disposizione generale per cui tutto ciò che è si presenta come disponibile e ordinabile. Non una scelta, e non un insieme di macchine.
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impressione / idea
Differiscono per grado di forza e vivacità, non per contenuto. Ogni idea semplice deriva da un'impressione corrispondente.
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impressione originaria
Il darsi di ciò che è presente adesso, il centro del campo temporale. Non è un istante isolabile: esiste soltanto come punto di una zona che comprende un appena-stato e un sta-per.
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in sé
Il modo d'essere delle cose: pieno, senza distanza da sé, senza possibilità e senza mancanza. L'essere è ciò che è.
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inceptor
Colui che sta per cominciare: chi ha completato i requisiti del magistero senza mai insediarsi come maestro reggente. È il titolo che resta a Ockham per tutta la vita.
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incommensurabile
Detto di due grandezze prive di misura comune: nessun segmento, per piccolo che sia, sta un numero intero di volte in entrambe.
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incommensurabilità 3 volte
Rapporto non esprimibile con numeri interi. Oresme la usa per mostrare che le configurazioni celesti non si ripetono e l'astrologia non può funzionare.
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incompatibilità dei criteri di equità
Il risultato dimostrato per cui, se le frequenze di base differiscono fra due gruppi, nessun sistema può essere insieme calibrato e paritario nei tassi di errore.
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incompletezza
La proprietà di un sistema coerente e abbastanza potente di contenere proposizioni vere che non dimostra, e di non poter dimostrare la propria coerenza.
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inconscio
Nel senso tecnico non è ciò a cui non si sta pensando, ma un insieme di contenuti trattenuti da una forza, che producono effetti proprio perché inaccessibili.
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indagine
La trasformazione controllata di una situazione indeterminata in una determinata. Il suo esito non è la verità ma l'asseribilità garantita.
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indebolimento dell'essere
La lettura vattimiana della storia della metafisica: non un decadimento, ma un progressivo alleggerirsi delle strutture forti che autorizzavano il comando.
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indimostrabile
Uno dei cinque schemi di inferenza che Crisippo pone alla base, evidenti di per sé; quattro regole di trasformazione riconducono a essi ogni altra inferenza valida.
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indistinto
Il fondo indifferenziato da cui, secondo Roberto Ardigò, tutto ciò che esiste emerge per differenziazione progressiva. È la versione italiana del positivismo, insegnata a Padova per trent'an...
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individualismo
Parola nuova, annota Tocqueville: non l'egoismo, che è un vizio antico, ma il ritirarsi tranquillo in una piccola cerchia, che lascia il campo a un potere immenso e tutelare.
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individuazione 2 volte
Il problema complementare: che cosa faccia di questo uomo questo uomo. Tornerà con Duns Scoto, che lo risolve con un'«entità individuale» — l'ecceità di cui parlerà la sua scuola.
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individuo psicofisico
Il proprio essere un corpo visibile con un carattere riconoscibile, che secondo Stein si costituisce attraverso lo sguardo altrui e non prima di esso.
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individuum
Resa latina di átomon, non tagliabile — usata da Cicerone, ma non annunciata da lui come conio proprio. Il senso moderno di «persona singola» passa poi per Boezio e per la scolastica.
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indizio
Segno che rimanda a qualcos'altro senza volerlo dire: il fumo per il fuoco, le macchie per il morbillo. Il legame è di fatto e va constatato dall'esterno.
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industria culturale 2 volte
Termine scelto contro «cultura di massa»: prodotti fabbricati industrialmente e distribuiti a un pubblico che non li produce, standardizzati e pseudoindividualizzati.
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induzione
Il passaggio da un numero finito di casi osservati a una conclusione generale. Hume mostra che non è né deduttivo né giustificabile dall'esperienza senza circolo.
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induzione pessimistica
L'argomento di Laudan: poiché le teorie di successo del passato hanno postulato entità inesistenti, per induzione anche le nostre lo fanno.
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inesistenza intenzionale
L'espressione scolastica ripresa da Brentano: in-existentia, l'esistere-dentro. L'oggetto è nell'atto come suo termine. Non significa che l'oggetto non esista.
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inferenza alla spiegazione migliore
La versione novecentesca dell'abduzione: si accetta provvisoriamente l'ipotesi che spiegherebbe meglio i dati. L'espressione è di Harman, 1965.
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inferenza inconscia
Il lavoro con cui, secondo Helmholtz, il sistema nervoso ricava dai dati ambigui dei sensi la loro causa probabile. Ha la forma di un ragionamento e non è accessibile alla volontà.
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infinito
Il latino infinitus traduce il greco ápeiron, senza limite, che il volume primo ha incontrato al primo capitolo come principio di Anassimandro. Da allora la parola porta un problema. Aristot...
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ingegneria a spizzico 2 volte
Riforme limitate, osservabili e reversibili, che partono da un male concreto da ridurre invece che da un ideale da realizzare.
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ingiustizia epistemica
Il torto fatto a qualcuno in quanto soggetto che sa: nozione introdotta da Miranda Fricker e applicata alla medicina, dove i malati sono trattati come testimoni inaffidabili sulla propria co...
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insolubilia
I paradossi di autoriferimento, il mentitore in testa. Il Trecento ne produce almeno una dozzina di soluzioni distinte.
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instauratio magna
La «grande instaurazione» del sapere in sei parti, progetto complessivo rimasto incompiuto di cui il Novum Organum è il pezzo centrale.
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intelletto agente 4 volte
Il decimo intelletto cosmico, che dà le forme al mondo sublunare e illumina le menti. Nasce da venti righe oscure del De anima e produrrà tre secoli di conflitti.
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intellettuali organici
Quelli che ogni gruppo sociale genera insieme a sé e che gli danno omogeneità e consapevolezza della propria funzione, contro i tradizionali, residui di assetti precedenti che si credono aut...
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intelligenza senziente
In Zubiri, l'unico atto in cui qualcosa è presente come reale: le cose si dànno de suyo, per proprio conto, e la realtà è una formalità del darsi e non una regione di enti.
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intelligere
Il programma di Anselmo si formula in una riga: fides quaerens intellectum, la fede che cerca l'intelligenza. E in una frase più nota, ripresa da Agostino: non cerco di capire per credere, m...
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intensione e remissione
L'aumento e la diminuzione di una qualità. Problema nato in teologia sulla crescita della carità e diventato metodo per quantificare il variabile.
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intenzionale
È la parola che questo volume userà mille volte, e in italiano è una trappola. Intenzionale, qui, non significa intenzionato, deliberato, voluto. Un atto intenzionale può essere del tutto in...
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intenzionalità
La proprietà per cui ogni atto psichico è diretto verso un oggetto. Non ha nulla a che vedere con l'intenzione come proposito: una paura involontaria è intenzionale, perché è paura di qualco...
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intenzionalità motoria
Il dirigersi del corpo verso ciò che gli si offre, senza passare per una rappresentazione. Il caso Schneider mostra che sopravvive quando l'esecuzione su comando si perde.
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intenzione 2 volte
Da intendere, tendere verso. Sposta il giudizio morale dall'atto compiuto alla direzione di chi lo compie.
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intenzione dei filosofi
Formula con cui i maestri d'arti dichiarano di esporre che cosa Aristotele ha sostenuto, non che cosa è vero. Per i teologi suonò come un alibi.
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interiorità
«Non andare fuori, rientra in te stesso: nell'uomo interiore abita la verità». È il consiglio dei platonici, ed è il programma di tutta l'opera successiva.
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interpellazione
Nel 1970 Althusser pubblica un saggio breve destinato a diventare, per numero di citazioni, il testo marxista più usato del secondo Novecento fuori dalla filosofia — in sociologia, in studi...
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intersezionalità 2 volte
La condizione di chi subisce una discriminazione che nessuna singola categoria di tutela descrive, perché ciascuna è modellata sul membro meno svantaggiato del gruppo che protegge.
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intervento
Il criterio per cui una spiegazione è buona se dice che cosa cambierebbe manipolando i fattori in gioco. È il ragionamento dell'esperimento controllato.
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intervista di esplicitazione
Le tecniche che riportano una persona a un episodio singolo evitando le sue spiegazioni, per ottenere descrizioni utilizzabili come dati.
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introspezione
La parola indica due pratiche molto diverse, e la confusione fra le due ha prodotto un disastro metodologico. La prima è il resoconto ingenuo: qualcuno racconta che cosa gli passa per la tes...
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intuizione 2 volte
Il metodo proprio della filosofia: l'istinto divenuto disinteressato e consapevole di sé. È faticoso, va contro le abitudini del pensiero e richiede un lungo lavoro preparatorio di analisi.
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intuizione categoriale
L'atto di secondo livello in cui viene colto non un oggetto ma uno stato di cose. Non si vede l'essere come si vede il rosso, e tuttavia constatare che il foglio è bianco non è un'invenzione...
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intuizione intellettuale
L'atto con cui si coglie l'identità di soggetto e oggetto. Kant l'aveva dichiarata impossibile all'uomo; Schelling la rivendica, ed è il punto su cui Hegel lo attacca.
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intuizione-espressione
L'identificazione su cui poggia l'estetica: un'intuizione esiste soltanto in quanto espressa, e non c'è alcuna perdita nel passaggio dall'idea all'opera.
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intuizionismo
La posizione di Brouwer: un oggetto matematico esiste solo se se ne sa esibire la costruzione in un numero finito di passi. Ne segue il rifiuto del terzo escluso sugli insiemi infiniti.
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investitura laica
L'uso per cui i sovrani nominavano vescovi e abati consegnandone i simboli. Non un abuso marginale: l'ossatura amministrativa dei regni.
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invisibile
La profondità e la latenza del visibile: i lati non visti, lo spessore delle superfici, il margine del campo. Non un visibile nascosto che si potrebbe scoprire.
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Io assoluto
Il principio impersonale dell'attività, non l'individuo empirico. È l'equivoco più diffuso su Fichte.
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io puro
Il polo da cui ogni atto parte e a cui è riferito. Non ha proprietà e non si può descrivere, e tuttavia è ciò che rende un vissuto mio invece che semplicemente esistente.
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Io trascendentale
Il soggetto dell'atto, distinto da qualunque individuo empirico — che vi compare come oggetto insieme a tutto il resto, l'autore compreso.
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ipostasi 2 volte
«Ciò che sta sotto»: un grado di consistenza dell'essere. Le tre di Plotino — Uno, Intelletto, Anima — sono ordinate per gerarchia, non pari fra loro.
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ipotesi
Il greco hypóthesis significa ciò che sta sotto: il supporto, la base che si pone per costruirvi sopra. Nell'uso matematico antico indicava ciò che si assume all'inizio di una dimostrazione...
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ipotesi ad hoc
La modifica introdotta soltanto per salvare una teoria da una smentita. Popper la vieta a meno che non sia controllabile indipendentemente.
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ipotesi ausiliaria
Ogni assunzione — leggi accessorie, teoria degli strumenti, condizioni iniziali — necessaria per ricavare una previsione. Modificarne una permette di salvare l'ipotesi principale.
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ipotesi del continuo
La congettura che fra l'infinito degli interi e quello dei reali non ci sia nulla. È il primo dei ventitré problemi di Hilbert del 1900.
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ipotesi del sistema di simboli fisici
La tesi di Newell e Simon: manipolare simboli è condizione necessaria e sufficiente dell'azione intelligente. È la formulazione esatta della congettura di Dartmouth, ed è dichiarata dai suoi...
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ipotesi repressiva
La convinzione che la modernità abbia imposto il silenzio sul sesso e che ci si stia liberando da quella repressione. Foucault la contesta con i fatti e ne spiega la funzione.
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ipse
Nel 1990 Ricœur pubblica il libro che porta il titolo di questo capitolo, e vi fa una distinzione che da sola vale la lettura. Identità, in latino, si dice in due modi. C'è l'idem: l'identic...
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ipsum esse subsistens
L'essere stesso sussistente: ciò che non ha l'essere ma lo è. Il termine dell'argomento, e non un ente fra gli enti.
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Isagoge
«Introduzione»: il manualetto di Porfirio alle Categorie di Aristotele. Tradotto da Boezio, resterà per cinque secoli uno dei pochissimi testi di logica disponibili in Occidente.
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iscrizione
In Latour e Woolgar, il tracciato o il tabulato prodotto dagli strumenti. È su di essi, non sulle cose, che il laboratorio discute.
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isosthéneia
Equipollenza: la parità di forza fra argomenti contrapposti, condizione che rende impossibile — e inutile — decidere.
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istinto / intelligenza
Due soluzioni divergenti dello stesso slancio: la prima usa strumenti organici, è per simpatia e non esce dal proprio campo; la seconda fabbrica strumenti inorganici, si applica a tutto e no...
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istituto per la ricerca sociale
Fondato a Francoforte nel 1923 con denaro privato, diretto da Horkheimer dal 1930, chiuso nel 1933 e ricostituito in esilio a New York e in California.
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istituzione totale 2 volte
Luogo in cui molte persone tagliate fuori dalla società conducono una vita amministrata in ogni dettaglio: manicomi, carceri, caserme, collegi, conventi, navi, case di riposo.
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iterabilità 2 volte
La proprietà per cui un segno esiste solo se ripetibile, e ogni ripetizione lo altera perché avviene in un contesto nuovo. Ripetizione e alterazione sono lo stesso movimento.
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ius gentium
Il diritto comune ai popoli, ricavato per conclusioni prossime dalla natura: sarà il ponte verso il diritto internazionale del Cinquecento.
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ius in bello
Ciò che è lecito fare una volta cominciata la guerra, indipendentemente da chi abbia ragione. Grozio lo separa dalle condizioni che rendono lecito muovere guerra.
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ius naturale
Diritto valido per tutti gli uomini in quanto uomini, elaborato a Salamanca davanti alla questione dei popoli americani. Alla radice del diritto internazionale.
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ius naturale / lex naturalis
Il diritto di natura è la libertà di fare tutto per conservarsi; le leggi di natura sono teoremi di convenienza che indicano come uscirne.
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iuxta propria principia
«Secondo i suoi principi propri»: il titolo-programma di Telesio. Non nega il creatore, sospende la domanda — una spiegazione della natura deve bastare a sé stessa.
K
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kalām
«Discorso»: la teologia dialettica islamica, che difende la dottrina con argomenti. Distinta dalla falsafa, e spesso in conflitto con essa.
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kenón κενόν 2 volte
Il vuoto. Melisso lo dichiara inesistente e per questo nega il moto: sarà l'esatto punto su cui gli atomisti lo contraddiranno.
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kenosi
Lo svuotamento con cui, nella teologia cristiana, Dio rinuncia alla trascendenza e si fa uomo. Per Vattimo la secolarizzazione non è la sconfitta del cristianesimo ma la sua attuazione.
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koiné κοινή
La lingua greca semplificata parlata in tutto il mondo ellenistico. È anche la lingua in cui sarà scritto il Nuovo Testamento.
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kosmopolítes 2 volte
«Cittadino del mondo»: parola coniata da Diogene come provocazione, ripresa dagli stoici come dottrina e arrivata fino alle dichiarazioni dei diritti.
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kósmos κόσμος 2 volte
Ordine, e insieme ornamento — da cui "cosmetica". Indica l'universo in quanto tutto ordinato, e quindi bello: le due cose vengono insieme.
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kufr
Miscredenza: la qualifica riservata alle tre tesi che al-Ghazālī giudica incompatibili con la fede, distinte dalle altre diciassette, dichiarate soltanto erronee.
L
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l'Altro
Non un altro soggetto ma l'alterità stessa: la posizione in cui la donna è definita a partire dall'uomo, che si pone come l'umano in quanto tale.
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l'evidenza naturale
Wolfgang Blankenburg lavora con una giovane paziente che non presenta i sintomi vistosi che i manuali associano alla sua diagnosi: non ha voci, non ha convinzioni bizzarre, ragiona bene. Ha...
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l'uomo come invenzione recente
La figura, comparsa attorno al 1800, che è insieme oggetto dei saperi empirici e soggetto che li produce, e che nell'episteme classica non era necessaria.
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la lingua parla
La tesi per cui chi parla si muove dentro un articolato che non ha costruito, e che decide che cosa possa presentarsi come una cosa distinta.
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la parte dei senza parte
Nel 1995 Rancière applica la stessa struttura alla politica, e propone una distinzione fra due cose che di solito si confondono. Chiama polizia — in un senso tecnico e non spregiativo — l'or...
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la solidarietà degli scossi
Il testo più noto di Patočka è una raccolta di sei saggi sulla filosofia della storia, scritta nel 1975 e fatta circolare in copie dattiloscritte. L'ultimo saggio si intitola alle guerre del...
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láthe biósas
«Vivi nascosto»: il consiglio di tenersi fuori dalla vita pubblica, fonte principale di ansia e di dipendenza dal giudizio altrui.
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lavoro
L'attività ciclica che mantiene in vita e il cui prodotto viene consumato. Non lascia mondo dietro di sé e segue il ritmo del corpo.
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le due città
Le due comunità costituite da due amori opposti, compresenti in tutta la storia e separabili solo alla fine. Non coincidono con Chiesa e Stato.
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le quattro divisioni
Crea/non creata; creata/crea; creata/non crea; non crea/non creata. La prima e la quarta coincidono: il sistema è un cerchio.
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le tre età
Padre, Figlio, Spirito: la periodizzazione di Gioacchino da Fiore, che colloca dentro la storia — non alla sua fine — un'età radicalmente nuova.
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le tre potenze
In Burckhardt, stato, religione e cultura: le prime due tendono alla stabilità, la terza è mobile e critica; il loro condizionamento reciproco sostituisce la filosofia della storia.
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le tre sfere
Amore, diritto e solidarietà, che producono rispettivamente fiducia in sé, rispetto di sé e stima di sé, e le cui violazioni sono la violenza, l'esclusione e la svalutazione.
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lectio
Significa semplicemente lettura, e in questo secolo indica due pratiche che si stanno separando e che non si riuniranno più. Nel monastero la lectio divina è un esercizio lento. Si legge ad...
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lectio divina
La lettura lenta e ripetuta praticata in monastero: lo scopo non è capire il testo ma esserne trasformati. Distinta dalla lectio scolastica, che è la lezione.
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legalità della pena
Il principio per cui solo la legge può stabilire i reati e le pene, e il giudice si limita ad applicarla. Beccaria lo spinge fino a negare al giudice ogni potere di interpretazione.
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legge
Nessuna metafora ha condizionato la scienza moderna quanto quella giuridica, e nessuno ne parla mai. Chiamare legge una regolarità di natura significa immaginare che qualcuno l'abbia promulg...
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legge coattiva
Comando accompagnato da una pena in questa vita. La definizione che priva l'autorità religiosa di ogni potere di costringere.
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legge dei tre stadi
La tesi secondo cui ogni ramo del sapere passa dallo stadio teologico al metafisico al positivo. Non riguarda l'umanità in blocco: ogni disciplina la percorre per conto proprio.
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legge di Hume
Dall'«è» non segue il «deve»: il passaggio, presente in ogni sistema morale, va giustificato e in genere non lo è.
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legge di natura
La ragione stessa: insegna che nessuno deve danneggiare un altro nella vita, salute, libertà e beni. Vige prima e indipendentemente dallo Stato.
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legge di Weber-Fechner
La differenza appena percettibile è una frazione costante dello stimolo di partenza; ne segue che la sensazione cresce come il logaritmo dello stimolo.
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legge ingiusta
Contraria al bene umano, è violenza più che legge e non obbliga in coscienza, salvo ragioni prudenziali; contraria al bene divino, non si osserva in nessun caso.
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legge naturale
La partecipazione della legge eterna nella creatura razionale: non un codice inciso, ma la capacità di riconoscere ciò che è bene per una natura.
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leggi di natura come grammatica
Non nessi causali fra cose ma regolarità di un linguaggio: i fenomeni sono segni, e prevedere significa aver imparato la lingua.
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legislatore umano
L'universalità dei cittadini o la sua parte prevalente: la fonte dell'autorità della legge secondo Marsilio.
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leib
Il tedesco distingue Körper e Leib, e la distinzione è il punto di partenza di mezzo secolo di filosofia. Körper è il corpo come oggetto fisico: una cosa estesa, con un peso, una temperatura...
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Leib / Körper
Il corpo che io sono e da cui vivo, contro il corpo-cosa che il medico esamina. L'italiano ha una parola sola per due cose diverse, e le traduzioni oscillano fra corpo proprio, corpo vissuto...
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lektón
Il dicibile: ciò che una frase dice, distinto dal suono che la pronuncia e dalla cosa di cui parla. Non è corporeo, e gli stoici gli riservano la categoria di ciò che «sussiste» senza essere...
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lettura contrappuntistica
Leggere un'opera metropolitana insieme a ciò che essa presuppone e non descrive — la piantagione che finanzia la tenuta di famiglia.
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lettura sintomale
Il metodo che legge un testo per i suoi silenzi e le sue incoerenze, individuando la struttura di domande che ne governa la visibilità.
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Liber de causis
Parafrasi araba degli Elementi di Proclo, tradotta a Toledo e attribuita ad Aristotele per un secolo, finché Tommaso non ne riconobbe la vera origine.
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liberale
È una delle poche parole della filosofia politica di cui si conosce l'atto di nascita. L'aggettivo esisteva da sempre e significava generoso, da uomo libero: le arti liberali del volume terz...
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libertà degli antichi / dei moderni
Partecipazione al potere collettivo contro indipendenza nella vita privata. Constant mostra che pretendere la prima in una società grande e commerciale produce l'onnipotenza del corpo collet...
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libertà negativa
L'assenza di ostacoli posti da altri esseri umani. Non coincide con la capacità: chi non sa una lingua non è meno libero, è meno capace.
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libertà positiva
L'essere padroni di sé. Berlin ne ricostruisce il rovesciamento in quattro passi, fino alla costrizione presentata come realizzazione della libertà di chi la subisce.
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liberum arbitrium
Alla lettera «giudizio libero»: arbiter è il giudice privato scelto dalle parti. Il dissenso è se resti libero il giudicare (Erasmo) o se il problema stia nel volere (Lutero).
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libri naturales
I libri aristotelici di filosofia naturale — Fisica, Sul cielo, Meteorologici, Sull'anima, i biologici — e la Metafisica: l'oggetto preciso del divieto.
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libri platonicorum
I trattati neoplatonici letti a Milano in traduzione latina. Danno ad Agostino la possibilità di pensare l'incorporeo e l'argomento sul male.
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libro della natura
La metafora del Saggiatore: l'universo è scritto in lingua matematica, con caratteri geometrici. Bella e non dimostrata.
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licenza
Permesso revocabile concesso da chi ha il diritto. Non genera pretese e non si difende in giudizio.
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limite del comprensibile
Il punto in cui la ricostruzione del senso si arresta, usato da Jaspers come segno per distinguere ciò che si sviluppa da una vicenda da ciò che sorge senza premesse.
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linea divisa
I quattro gradi del rapporto col reale: congettura, credenza, pensiero discorsivo, dialettica. La matematica sta al terzo perché non discute le proprie ipotesi.
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linguaggio mentale
Lingua di concetti, segni naturali comuni a tutti gli uomini, dotata di sintassi e priva di sinonimi e ambiguità. Le parole parlate le sono subordinate.
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linguaggio privato
Un linguaggio i cui termini si riferiscano a esperienze accessibili a un solo parlante. Wittgenstein argomenta che non sarebbe un linguaggio, mancando ogni criterio di correttezza.
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logica nova
I libri dell'Organon riacquistati nel XII secolo, in primo luogo i Secondi analitici: la teoria della dimostrazione, assente dai tempi di Boezio. I «Secondi analitici» arrivano dal greco per...
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logica vetus
Il corpus logico disponibile in Occidente prima del XII secolo: Categorie, Sull'interpretazione, l'Isagoge e i manuali di Boezio. Manca la teoria della dimostrazione.
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logicismo
Il programma di ridurre l'aritmetica alla logica, definendo i numeri in termini puramente logici e deducendo i teoremi dagli assiomi logici.
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lógos λόγος 2 volte
Discorso, ragione, rapporto matematico, resoconto, legge — tutto insieme. In Eraclito è la regola impersonale secondo cui avviene ogni mutamento.
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lógos come pharmakon
In Gorgia la parola agisce sull'anima come il farmaco sul corpo: prima teoria della persuasione, e insieme ammissione della sua amoralità.
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lógos spermatikós
«Ragione seminale»: i semi di verità sparsi in ogni uomo, secondo Giustino. Permettono di annettere al cristianesimo i filosofi vissuti prima.
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lógos, seconda comparsa
Abbiamo incontrato il λόγος con Eraclito, dove era la misura impersonale del divenire. Gli stoici lo riprendono ed è quasi la stessa cosa — ma con due aggiunte che pesano. La prima: il lógos...
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lumi
La metafora della luce contrapposta alle tenebre è antichissima, e le tre grandi lingue del secolo la usano in modo leggermente diverso. Il francese dice lumières, al plurale: sono i lumi, c...
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luogo naturale
Il posto verso cui ogni elemento tende: la pietra cade perché torna a casa. In uno spazio omogeneo la nozione perde senso.
M
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macchina di Turing
Nastro illimitato, testina, stati interni finiti e tabella di istruzioni. Il modello astratto di ogni calcolo eseguibile senza intelligenza.
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macchina universale
La macchina che, ricevendo la descrizione di un'altra macchina e i suoi dati, ne simula il comportamento. È l'antenato teorico del calcolatore programmabile.
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macchinazione
Il termine tedesco è Machenschaft, e viene da machen, fare. Heidegger lo usa a partire dalla fine degli anni Trenta e ne fa il nome di ciò che, secondo lui, governa l'epoca. Non significa co...
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maestri del sospetto
Marx, Nietzsche e Freud: i tre che hanno insegnato a leggere ciò che un discorso nasconde. Per Ricœur il sospetto è obbligatorio ma non sostituisce l'ascolto.
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maieutica
L'arte della levatrice: il maestro non trasmette il sapere, assiste chi lo produce e riconosce se ciò che nasce è vitale.
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malafede
L'autoinganno che sfrutta il doppio statuto umano, facendo collassare la trascendenza sulla facticità o viceversa. Diversa dalla menzogna, che richiede due persone.
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male come privazione
Il male non è una potenza né una sostanza: è mancanza di forma e di essere, come il buio è assenza di luce. È la tesi che convertirà Agostino.
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manicheismo
La dottrina dei due principi eterni e sostanziali, Luce e Tenebra. Spiega il male senza chiamare in causa Dio, e insieme solleva l'individuo dalla responsabilità.
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manoscritto d'autore
Christine sorvegliava la copiatura dei propri libri: dei suoi testi possediamo l'edizione che voleva, cosa rarissima nel Medioevo.
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martire
Sulla morte di Edith Stein esiste una controversia che va riportata, perché riguarda il modo in cui si raccontano i morti. I fatti sono questi. Nel 1938 fu trasferita in un carmelo dei Paesi...
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massima
Il principio soggettivo dell'azione. Il valore morale sta lì, non nel risultato né nella conformità esteriore al dovere.
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massima pragmatica
Il significato di un concetto è l'insieme degli effetti concepibilmente pratici che gli si attribuiscono. Riguarda il significato, non la verità: Peirce insisterà su questo contro James.
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materia
È il caso più chiaro, in questo libro, di una parola che si svuota lentamente fino a rompersi. Nella scolastica, materia traduceva la hýle di Aristotele: il principio potenziale che riceve l...
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materialismo come metodo
La distinzione di Lange: cercare sempre spiegazioni fisiche è un'ottima regola di lavoro; affermare che esista solo materia è una metafisica che si morde la coda.
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materialismo interdisciplinare
Il programma del 1931: filosofi che pongono le domande e ricercatori empirici che portano risultati, in un andirivieni continuo sullo stesso problema.
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matrice disciplinare
Il termine che Kuhn propose nel 1969 per sostituire «paradigma» in senso largo, dopo aver ammesso che la parola era stata usata in troppi sensi.
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meccanismo cinematografico
Il procedimento con cui il pensiero ricostruisce il movimento accostando stati immobili e aggiungendovi un divenire astratto, come la pellicola aggiunge il movimento ai fotogrammi.
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mediazione
Il principio che regge la gerarchia: ogni livello esiste per trasmettere. Ha una conseguenza politica implicita — chi salta i gradi rompe l'ordine.
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medicalizzazione della politica
Il lessico che descrive la società come un corpo da risanare — igiene, parassiti, degenerazione — e che trasforma un avversario in un'infezione.
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Medioevo
«Età di mezzo»: periodizzazione inventata da chi si sentiva dall'altra parte di un intervallo. È Petrarca a chiamare «tenebre» i secoli a lui precedenti.
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memoria 2 volte
Non solo il ricordo: il deposito di tutto ciò che si ha senza averlo sotto gli occhi, compresi i concetti mai entrati dai sensi e la traccia dell'oblio.
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memoria secondaria
Il ricordo propriamente detto: un atto nuovo, che si può iniziare, interrompere, ripetere e sbagliare, e in cui il passato compare come non-presente.
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memoria-abitudine
La memoria motoria costruita per ripetizione: saper andare in bicicletta, recitare una poesia imparata a memoria. Non conserva date e non rappresenta nulla.
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memoria-ricordo
La rappresentazione di una scena unica e datata, accaduta una volta sola. Per Bergson si conserva da sé, e il cervello ne regola il richiamo invece di immagazzinarla.
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mendicanti
Gli ordini che vivono di elemosina e non possiedono beni stabili. La novità non è la povertà ma la struttura: province, capitoli, assegnazioni, mobilità.
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mentalità del biglietto
L'adesione a un pacchetto di posizioni ricevute insieme, di cui nessuna è stata pensata separatamente; da qui l'intercambiabilità del bersaglio dell'odio.
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merito di congruo
Merito che non obbliga secondo giustizia ma secondo convenienza: è appropriato che Dio ricompensi chi si è sforzato, pur non essendovi tenuto. È la casella su cui si gioca tutta la controver...
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meritum
Il latino meritum è il participio di mereri, che nell'uso comune significa guadagnare: la paga del soldato, il compenso per un servizio. La parola nasce dentro un rapporto di scambio. Applic...
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metafisica della presenza
La tradizione che chiama essere ciò che è presente in persona e senza mediazioni, e organizza le coppie — voce/scrittura, cosa/segno, origine/copia — come pieno e mancanza.
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metalinguaggio
Il linguaggio in cui si parla di un altro linguaggio. Separarlo dal linguaggio oggetto rende impossibile formulare il mentitore, e permette di definire la verità.
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metamatematica
La disciplina che studia matematicamente le dimostrazioni come oggetti concreti, usando solo ragionamenti finiti e indiscutibili.
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metempsicosi
La trasmigrazione dell'anima di corpo in corpo. Spiega i divieti alimentari e il valore salvifico attribuito allo studio.
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metodo
Il greco méthodos è composto di metá, dietro o verso, e hodós, strada: è l'andare dietro a una via, il seguire un percorso. La parola non indica in origine un insieme di regole ma un cammino...
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metodo di immanenza
La strategia di Blondel: partire da ciò che ogni uomo fa comunque — agire — e mostrare che l'azione implica un compimento che non può prodursi da sé.
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metodo trasformativo
L'inversione di soggetto e predicato con cui Feuerbach converte ogni proposizione teologica in una proposizione sull'uomo.
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minuscola carolina
La scrittura che si afferma negli scriptoria carolingi: lettere separate e distinzione fra maiuscole e minuscole. Non è l'invenzione di un uomo, e la separazione delle parole viene dalla tra...
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misconoscimento 2 volte
La negazione dello status di interlocutore: non un'offesa con un autore, non un pregiudizio nella testa altrui, ma una condizione durevole inscritta in regole e automatismi.
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misère et grandeur
La coppia che struttura i Pensieri: l'uomo è miserabile perché senza misura fra due infiniti, ed è grande perché lo sa.
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mistero
Questione in cui chi la pone è implicato, tanto che la distinzione fra ciò che è in lui e ciò che gli sta davanti perde senso. Non un enigma oscuro: qualcosa che non si può mettere davanti a...
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mito 2 volte
Insieme di immagini che evoca in blocco i sentimenti di una lotta e organizza una volontà. Non descrive né prevede: perciò non è confutabile e si giudica dai suoi effetti.
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mito politico
Il mito prodotto artificialmente nel Novecento da tecnici della propaganda, distinto dal mito arcaico per il fatto di essere fabbricato con i mezzi del progresso.
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modello nomologico-deduttivo
La spiegazione come argomento deduttivo con almeno una legge fra le premesse. Rende simmetriche spiegazione e previsione, ed evita di nominare le cause.
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modernismo 2 volte
Il nome che Pascendi dà a un insieme di posizioni sulla storicità del dogma e sull'esperienza religiosa, ricostruite come sistema unitario che quasi nessuno dei condannati sosteneva per inte...
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modo intrinseco
Grado interno di una perfezione, non differenza aggiunta dall'esterno. Infinito e finito stanno all'ente come l'intensità sta al colore.
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moltiplicazione delle specie
Il processo per cui la specie si riproduce di punto in punto lungo linee: rende geometrizzabile qualunque causa.
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monade
Dal greco monás, unità. Elemento semplice, senza parti e quindi non esteso: punto di forza e di percezione, non frammento di materia.
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mondi di morte
Spazi — occupazioni prolungate, economie estrattive sorvegliate, rotte migratorie — in cui la morte non è inflitta da nessuno ed è resa statisticamente certa dall'assetto delle regole.
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mondi infiniti
La tesi di Bruno: infinite stelle-soli con infinite terre. Deriva dall'infinità della potenza divina, non da osservazioni.
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mondo civile
L'insieme di lingue, leggi, religioni, istituzioni: fatto dagli uomini, e perciò l'unico di cui gli uomini possano avere scienza.
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mondo della vita 2 volte
Il mondo dato prima di ogni scienza: intuitivo, relativo alla cultura e all'epoca, approssimativo nelle misure. Non più vero di quello scientifico, ma suo fondamento.
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mondo della vita in Italia
Il modo in cui il lessico fenomenologico è entrato in architettura, psichiatria e scienze umane, diventando senso comune e perdendo il proprio nome.
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mondo e terra
I due movimenti dell'opera d'arte: l'apertura di una rete di rapporti in cui le cose hanno un posto, e l'emergere della materia che non si consuma nella funzione.
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mondo naturale
Il mondo in cui si vive prima di ogni scienza, tema della tesi del 1936, elaborato indipendentemente dalla «Crisi» husserliana che era ancora inedita.
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monismo
La posizione di Haeckel: una sola sostanza, materiale e insieme dotata fin dai gradi più bassi di una sensibilità elementare, di cui la coscienza umana è il vertice evolutivo.
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morale dell'ambiguità
L'etica del 1947: la libertà non è solitaria, e volere la propria implica volere quella degli altri, perché un progetto ha bisogno di essere ripreso da qualcuno.
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moralis
Conio ciceroniano per ethikós, costruito su mos come il greco su ethos. Da qui l'intero lessico europeo della morale.
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morfologia comparata
Il metodo di Spengler: confrontare fasi omologhe di culture diverse, contemporanee non per data ma per posizione nel ciclo — Alessandro e Napoleone, il Buddha e il socialismo.
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mortalità delle civiltà
La formula di Valéry del 1919: noi civiltà sappiamo ora di essere mortali. È il modo in cui la crisi diventa una consapevolezza esplicita.
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mutaziliti
La corrente teologica che rivendicava l'uso della ragione su giustizia divina, libero arbitrio e statuto del Corano. Il loro bisogno di strumenti logici favorì le traduzioni.
N
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narcisismo delle piccole differenze
La tendenza dei gruppi vicini e simili a odiarsi con particolare intensità: una comunità tiene insieme i suoi membri fornendo loro qualcuno da detestare fuori.
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nascosto della mente
Espressione agostiniana ripresa da Teodorico: lo strato dell'anima già in rapporto col principio, che la coscienza non raggiunge.
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natalità 2 volte
Il fatto che nel mondo entrino continuamente persone nuove, ciascuna capace di cominciare. È il fondamento della libertà, ed è costruito contro l'essere-per-la-morte.
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nationes
Le quattro suddivisioni amministrative degli studenti a Parigi: francese, normanna, piccarda, inglese-tedesca. Servono a stabilire competenze e responsabilità, non a fare comunità.
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natura 4 volte
In Eriugena la totalità di ciò che è e di ciò che non è, Dio compreso. La scelta di un termine unico per creatore e creature è ciò che scandalizzò i lettori.
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natura comune
La natura presa in sé, né universale né singolare, con un'unità reale minore dell'unità numerica. È ciò che rende vera nella cosa la somiglianza fra due individui.
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natura e abitudine
La distinzione fra ciò che una cosa è e ciò che le è stato fatto. Rompere il cerchio fra divieto e prova richiede questa mossa.
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natura naturans / naturata 2 volte
La natura che fa (il principio creatore) e la natura fatta (il mondo). Bruno le identificherà, Spinoza ne farà il cuore del proprio sistema.
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natura parendo vincitur
La natura si vince solo obbedendole: si comanda ai fenomeni conoscendone le leggi, non forzandoli. Da qui il legame fra sapere e potere.
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natura, di nuovo
La parola era già comparsa al capitolo tredicesimo, dove Eriugena la usava per indicare la totalità, Dio compreso. Qui subisce uno spostamento decisivo. Nella cultura latina precedente, «nat...
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naturalismo
La posizione per cui la filosofia è continua con le scienze e non le fonda; la teoria della conoscenza diventa un'indagine empirica.
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necessario a posteriori
Verità che si scoprono con l'esperienza e che non potrebbero essere altrimenti, come l'identità fra acqua e H₂O. Il Circolo di Vienna ne negava la possibilità.
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necessario e possibile
Necessario per sé è ciò la cui essenza è il suo esistere; possibile è tutto il resto, che per esistere richiede una causa.
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necessità condizionata
Se vedo un uomo camminare è necessario che cammini, ma solo in quanto lo vedo. Distinta dalla necessità semplice, non toglie libertà.
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necropolitica
L'amministrazione della morte come modalità ordinaria di governo, distinta dal biopotere e originata nelle piantagioni e nelle colonie.
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negazione determinata
La negazione che conserva il contenuto di ciò che nega, e perciò produce un risultato invece del vuoto. È il motore che rende il percorso una catena.
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négritude
Termine coniato da Césaire nel 1935 su una parola spregiativa: assumere l'insulto e farne un nome, rivendicando storia e valore delle civiltà nere.
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nemico
La forza e il pericolo di questa nozione stanno nella stessa proprietà: è priva di contenuto. Schmitt insiste che il nemico non debba essere moralmente cattivo, né esteticamente brutto, né e...
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neurofenomenologia
Il programma di far lavorare come vincoli reciproci i dati in terza persona e le descrizioni addestrate del vissuto, invece di dedurre le une dagli altri.
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nichilismo
Il processo per cui i valori supremi si svalutano da sé, smontati dall'onestà che essi stessi avevano insegnato.
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nientificazione
L'atto con cui la coscienza introduce nel pieno dell'essere una mancanza. Nel mondo preso in sé non manca nulla: le assenze esistono per chi attende.
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noema
Ciò che è inteso in quanto è inteso: non l'albero, ma l'albero-percepito-così, con l'esatto modo in cui si presenta. Permette di descrivere il rapporto con gli oggetti senza decidere se esis...
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noesi
Il lato dell'atto: il percepire, il ricordare, il temere, con le sue componenti effettive — durata, intensità, materiale sensibile.
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noia
Il modo in cui la volontà si accorge di non avere nulla da volere. Con il dolore forma i due estremi fra cui la vita oscilla.
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nómoi / eteêi
«Per convenzione» contro «in realtà»: è la coppia del frammento. Colori e sapori esistono per convenzione; atomi e vuoto in realtà. Da non confondere con nómos/physis, che è dei sofisti.
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nómos / physis
Legge-convenzione contro natura. Il confronto fra i due termini apre il problema del fondamento delle regole, e non si è più chiuso.
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nomos della terra
L'ordinamento spaziale su cui poggiava il diritto europeo fra Cinquecento e 1914: guerra limitata all'interno, nessun diritto oltre le linee coloniali.
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nomotetico
Dell'interesse conoscitivo che cerca ciò che vale sempre e formula leggi. Non designa una classe di oggetti: è un modo di trattarli.
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non identico 2 volte
Ciò che, di una cosa, non entra nel concetto sotto cui la si colloca: lo scarto che ogni categoria produce e di cui una società deve decidere che fare.
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non originario
Il modo in cui è dato ciò che non vivo in prima persona: il passato nel ricordo, il futuro nell'attesa, l'immaginato nella fantasia, l'altrui nell'empatia.
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non saturabilità del contesto
L'impossibilità di elencare tutto ciò che fisserebbe definitivamente il senso di una frase: il futuro può sempre produrre un contesto imprevisto.
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non-senso
Non ciò che è falso, ma ciò che non dice nulla perché nessuna esperienza possibile ne deciderebbe il valore.
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norme mertoniane
Universalismo, comunità dei risultati, disinteresse, scetticismo organizzato: le regole non scritte che, secondo Merton, l'istituzione rende convenienti.
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notitia sui
La conoscenza immediata che l'anima ha di sé. In Campanella è l'unica indubitabile: somiglia molto a ciò che dirà Cartesio, ma la dipendenza non è provata.
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nôus
νοῦς significa mente, intelletto, intelligenza — la facoltà di vedere le cose per come stanno, con quella immediatezza che l'italiano rende con «cogliere» o «intuire». Con Anassagora il term...
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Noûs νοῦς
Mente. Con Anassagora smette di essere una facoltà individuale e diventa principio cosmico: pura, separata, avvia il vortice che ordina il mondo.
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nucleo
Le assunzioni fondamentali che i praticanti decidono di non mettere in discussione. La loro immunità è una scelta metodologica, non una prova.
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nuda vita 2 volte
Non la vita biologica in quanto tale, ma ciò che resta di una persona quando le protezioni che la qualificavano vengono ritirate.
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nuovo imperativo
Agire in modo che gli effetti della propria azione siano compatibili con la permanenza di una vita autenticamente umana sulla terra.
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nuovo spirito del capitalismo
La giustificazione organizzata attorno al progetto, alla rete e all'autonomia, che ha accolto la critica artistica del 1968 e neutralizzato quella sociale.
O
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oblio delle origini
La diagnosi husserliana per cui una formazione prodotta viene dimenticata come prodotto e si presenta come dato naturale. Paci la accosta all'alienazione di Marx.
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occasionalismo
La posizione secondo cui le cause naturali sono solo occasioni, e l'agente reale è Dio. Riemergerà in Malebranche.
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occasione
Il momento in cui la situazione si presta all'azione. La virtù senza occasione resta sterile; l'occasione senza virtù passa inutilmente.
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officium
Il dovere: la traduzione latina del kathékon stoico, e il titolo del trattato ciceroniano che veicolerà l'etica stoica in tutta la morale occidentale.
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oggettivazione
Il momento in cui ciò che gli uomini hanno prodotto si stacca da loro e acquista consistenza di fatto, compiendosi quando arriva una generazione che lo trova già fatto.
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oggettivazione non restituibile
La condizione di chi è guardato senza poter restituire lo sguardo: l'oggettivazione descritta dall'esistenzialismo, resa permanente e unilaterale.
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oggettivo
Non ciò che esiste in sé indipendentemente da chiunque, ma ciò che regge il confronto fra prospettive diverse: valido per più di uno, e posseduto da nessuno da solo.
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oggetto puramente intenzionale
Ciò che deve la propria esistenza ad atti di coscienza senza essere un atto di coscienza. L'opera letteraria ne è il caso esemplare.
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oikeíosis οἰκείωσις
«Appropriazione»: l'impulso originario di ogni vivente a prendersi cura della propria costituzione, che crescendo si estende fino al genere umano.
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olismo
La tesi che le credenze si confrontino con l'esperienza in blocco e non una per una. In Duhem riguarda la fisica matematica, in Quine l'intero sapere.
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olismo della verifica
La tesi che le previsioni discendano dall'intero corpo teorico e non da ipotesi singole; una smentita condanna il gruppo senza indicare il responsabile.
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oltreuomo
Il tedesco è Übermensch, e la traduzione italiana corrente — superuomo — è responsabile di buona parte dei fraintendimenti. Il prefisso über significa sopra ma anche oltre, al di là: indica...
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omeomerie
Termine con cui Aristotele designa i «semi» di Anassagora. Anassagora parlava di spérmata, semi, o semplicemente di «cose».
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ontologia formale
La teoria husserliana delle parti e dei tutti, sviluppata oggi in sistemi applicati che organizzano le basi di dati biomediche.
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opera
La fabbricazione di oggetti durevoli, che costruisce il mondo comune. La sua logica è quella del mezzo e del fine, ed è pericolosa quando viene applicata agli uomini.
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opposizione binaria
La coppia di tratti — sonoro/sordo, crudo/cotto, alto/basso — la cui combinazione genera un sistema. Modello preso dalla fonologia e applicato ai fatti culturali.
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opzione preferenziale per i poveri
La formula dei documenti di Medellín: i poveri come soggetti che agiscono e dal cui punto di vista la realtà si vede diversamente.
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opzione viva, forzata, rilevante
Le tre condizioni sotto cui, per James, è legittimo credere senza prove sufficienti: entrambe le alternative reali, nessuna terza via, decisione non ripetibile.
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Oracoli caldaici
Raccolta di versi oracolari del II secolo, assunta dai platonici tardi come testo rivelato. Con Omero allegorizzato forma il canone sacro della scuola.
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ordine spontaneo
Assetto complesso risultante dall'azione di molti senza il disegno di nessuno: il linguaggio, il diritto consuetudinario, il mercato.
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organismo
Dal greco órganon, strumento — la stessa parola del titolo aristotelico che Bacone aveva sfidato nel capitolo nono. Un organismo, alla lettera, è un insieme di strumenti. Il termine diventa...
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organo della filosofia
L'arte, in quanto unico prodotto in cui il cosciente e l'incosciente coincidono e l'identità diventa visibile.
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Organon
«Strumento»: il nome con cui gli scritti di logica furono raccolti. Non è di Aristotele né dei suoi allievi immediati: si fissa a Bisanzio fra l'undicesimo e il dodicesimo secolo.
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orientalismo 2 volte
Non un pregiudizio né una falsità, ma una struttura di autorità: la posizione da cui si può dire che cosa un'altra società sia, sapendo che essa non dispone dei mezzi per contraddire.
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origine
In Cohen, l'atto con cui il pensiero genera un contenuto invece di riceverlo. Il modello è l'infinitesimo: non un oggetto che si trovi, ma la generazione di una grandezza dalla sua tendenza.
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orizzonte
Il margine di indeterminato che accompagna ogni cosa data e di cui si conosce in anticipo il genere. Interno, i lati non visti; esterno, ciò che sta attorno; ultimo, il mondo.
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osservabile
Ciò che un essere umano potrebbe percepire con i propri organi in circostanze appropriate. Non dipende dagli strumenti, ed è una nozione vaga e antropocentrica.
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osservazione
Il latino observare significa custodire, tenere d'occhio, e nella tradizione scientifica ha sempre indicato un'attività che non modifica il proprio oggetto. Guardare una pietra la lascia com...
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otium / tempus
In Seneca il tempo è l'unico bene realmente posseduto, e l'unico di cui si è generosi senza accorgersene.
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ousía 2 volte
La sostanza: nell'uso comune il patrimonio, ciò che uno ha davvero. Nelle Categorie è l'individuo, nella Metafisica la forma — e la tensione fra le due risposte non si scioglie.
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ousía / hypóstasis
Sinonimi nel greco corrente, separati dai Cappadoci: la prima indica ciò che si ha in comune, la seconda il modo particolare in cui una natura sussiste.
P
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pace
Non l'assenza di guerra ma la tranquillità dell'ordine: una questione di architettura istituzionale, non di buone intenzioni.
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palinsesto
Manoscritto raschiato e riscritto. Sotto la scrittura nuova la vecchia resta leggibile: così è tornato alla luce il De re publica di Cicerone nel 1819.
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palíntropos / palíntonos
L'armonia «che si volge all'indietro» o «ritesa all'indietro» dell'arco e della lira: le fonti antiche discordano sull'aggettivo. Una compattezza fatta di due forze che si oppongono.
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panopticon
Il progetto di Bentham, usato da Foucault come diagramma: la visibilità permanente e la non verificabilità dello sguardo fanno del sorvegliato il principio del proprio assoggettamento.
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paradigma 2 volte
In senso largo, l'insieme di credenze, valori e tecniche di una comunità; in senso stretto — per Kuhn il più importante — l'esempio risolto per analogia con il quale si affrontano i problemi...
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paradosso 2 volte
Argomento apparentemente valido, con premesse apparentemente vere, che porta a una contraddizione. Non è un fallimento ma uno strumento diagnostico: segnala che qualcosa di ovvio non lo è.
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paradosso dei gemelli
L'effetto per cui il gemello che parte e torna risulta più giovane. Non è reciproco, perché uno dei due accelera; è verificato con orologi atomici dal 1971.
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paradosso della tolleranza
La tolleranza illimitata distrugge la tolleranza; ma il criterio di Popper non è il contenuto delle opinioni, bensì la disponibilità di chi le sostiene a discuterle.
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parafrasi
La riformulazione continua di un testo nel proprio ordine, distinta dal commento lemma per lemma. È la forma scelta da Alberto per l'intero corpus.
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parallelismo
«L'ordine e la connessione delle idee è lo stesso che l'ordine e la connessione delle cose»: mente e corpo sono lo stesso individuo letto sotto due attributi.
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parassitario
Il termine con cui Austin mette da parte gli usi non seri del linguaggio — teatro, poesia, monologo — per occuparsi dell'uso ordinario.
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pari scommessa
Argomento decisionale rivolto a chi ritiene la questione indecidibile: poiché non scegliere è scegliere, si confrontino le poste.
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parte prevalente
Misurata per numero e per peso, secondo la consuetudine di ciascuna comunità. L'indeterminatezza ha permesso letture democratiche e autoritarie.
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partecipazione
Il modo in cui le creature hanno l'essere: lo ricevono senza contenerne una porzione. Evita insieme il dualismo e il panteismo.
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passivo
È un aggettivo che in filosofia si porta dietro secoli di svalutazione: passivo è chi subisce, contrapposto ad attivo, che è chi fa. Qui la contrapposizione non regge, e conviene disinnescar...
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pastore dell'essere
La formula che sostituisce le definizioni dell'uomo: non produce e non possiede, custodisce e conduce; e il suo compito è necessario, perché senza destinatario non c'è manifestazione.
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patto 2 volte
L'impegno con cui Dio lega effetti a condizioni senza esservi costretto. Il mondo funziona per promessa mantenuta e non per natura delle cose.
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peccato originale
La condizione ereditata, non imitata, che spiega perché il volere sia indebolito prima di ogni scelta. L'argomento decisivo per Agostino è la prassi del battesimo dei bambini.
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pecia
Il sistema che scompone un esemplare in fascicoli affittati singolarmente: consente a molti copisti di lavorare in parallelo sullo stesso libro.
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pelagiani moderni
L'accusa di Bradwardine ai teologi del suo tempo: ammettono la necessità della grazia e poi fanno compiere all'uomo il primo passo, che è l'errore di Pelagio sotto altro nome.
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pena
L'italiano pena viene dal latino poena, che a sua volta traduce il greco poinḗ: e poinḗ, in Omero, non significa castigo. Significa prezzo del sangue, il risarcimento che l'uccisore paga all...
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pennacchio
L'elemento architettonico usato da Gould e Lewontin per illustrare i tratti che sono sottoprodotti strutturali e non risposte adattative.
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pensiero debole
Titolo di un volume collettivo del 1983 diventato l'etichetta di una posizione: rinuncia alle affermazioni fondative e alle pretese di verità ultima, in nome della riduzione della loro viole...
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pensiero identificante
La pretesa che il concetto esaurisca la cosa. Per Adorno è la forma mentale del dominio, perché trattare qualcosa come un caso è ciò che permette di amministrarlo.
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pensiero pensante / pensato
La distinzione centrale: il primo è l'attività in corso e non si lascia afferrare come oggetto; il secondo è ciò che l'attività ha fissato, e su cui verte ogni distinzione.
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pensiero selvaggio
Non un pensiero prelogico ma una scienza del concreto, che ordina il mondo con qualità sensibili invece che con proprietà misurabili.
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pensiero senza immagini
Il risultato della scuola di Würzburg: i soggetti riferiscono processi di pensiero privi di materiale sensibile. Contraddice la teoria di Wundt e apre la crisi dell'auto-osservazione.
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per sé
Il modo d'essere della coscienza, che non coincide mai con sé stessa: è ciò che non è — i propri progetti — e non è ciò che è — il proprio passato.
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péras / ápeiron
Limite e illimitato: la coppia di principi da cui nasce il numero, e con il numero il mondo determinato.
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percezione interna
La consapevolezza che accompagna ogni atto psichico dall'interno. Per Brentano è l'unica conoscenza evidente. Va distinta dall'osservazione interna, che è un secondo atto e altera il primo.
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perdita dell'evidenza naturale
La condizione descritta da Blankenburg: le regole si sanno ma non sono più ovvie, e ogni situazione va decifrata. Una riduzione fenomenologica subita.
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perfettibilità
La capacità di modificarsi, che distingue l'uomo dall'animale ed è insieme la facoltà che lo trae fuori dalla sua condizione tranquilla.
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performatività 2 volte
La produzione del genere attraverso una ripetizione obbligatoria e sanzionata di atti, che genera l'apparenza di una sostanza dietro di essi. Non una recita scelta da un soggetto.
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performativo
Espressione che non descrive uno stato di cose ma compie un'azione: prometto, scommetto, la seduta è aperta. Non è vera o falsa: riesce o fallisce.
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permanenza, processione, conversione
Il ritmo a tre tempi di Proclo: ogni cosa resta nella propria causa, ne esce e vi ritorna. Passerà, tramite Dionigi, a tutto il Medioevo latino.
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persona 5 volte
In latino la maschera dell'attore, poi il ruolo giuridico. Requisita per la Trinità, riceverà da Boezio la definizione — sostanza individuale di natura razionale — che regge fino a Locke.
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persona ficta
Il soggetto giuridico che non è un uomo — comune, università, capitolo — e che può possedere, contrattare e non muore. Strumento dei canonisti bolognesi.
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personae
I ruoli che ciascuno sostiene insieme: la natura umana, il carattere proprio, le circostanze, la professione. La teoria si legge in Cicerone e si fa risalire a Panezio, nei cui frammenti per...
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phantasmata
Le immagini sensibili su cui, secondo Aristotele, il pensiero umano lavora sempre. Da qui l'argomento per la mortalità dell'anima.
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Philótes / Neîkos
Amore e Contesa: forza di unione e forza di separazione. Il loro alternarsi produce il ciclo cosmico e le fasi intermedie in cui esiste il nostro mondo.
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phrónesis
La saggezza pratica: deliberare bene su ciò che è buono per l'uomo in situazioni che potrebbero andare altrimenti. Non è scienza né tecnica, e non si impara dai libri.
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physis φύσις
La natura, intesa come ciò che nasce e cresce da sé — e come oggetto autonomo di indagine.
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piacere catastematico
Il piacere stabile di chi non ha dolore né inquietudine, opposto a quello in movimento che accompagna il soddisfare un bisogno. È il primo a essere il fine.
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pienezza di potere
La pretesa papale che Marsilio indica come causa singolare delle guerre italiane.
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pietà
La ripugnanza istintiva a vedere soffrire un simile: sentimento naturale anteriore a ogni riflessione, che tempera l'amore di sé.
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pietas
La cura verso ciò che resta dei morti. Il modo in cui il pensiero debole tratta la tradizione: senza obbedienza e senza disprezzo.
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pluralismo
La posizione per cui criteri di prova, spiegazione e classificazione variano legittimamente da disciplina a disciplina, senza un modello unico.
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pluralismo dei valori 2 volte
La tesi che i beni ultimi siano oggettivi, comprensibili e incompatibili fra loro, sicché ogni scelta politica comporta una perdita reale e non un errore di calcolo.
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plusrepressione
La quota di rinuncia che eccede quanto serve a una civiltà e che serve invece a mantenere una determinata forma di dominio.
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plusvalore
La differenza fra il valore prodotto e il costo della forza-lavoro. Nasce da uno scambio in cui entrambe le parti ricevono l'equivalente.
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pneuma πνεῦμα
Soffio: il principio attivo, corporeo, che percorre la materia e la organizza. Gli stoici sono materialisti integrali — anche dio e l'anima sono corpi.
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poesia e struttura
Il criterio con cui Croce separa in un'opera le parti di espressione riuscita da quelle costruite e argomentate. Applicato alla Commedia, fece infuriare i dantisti.
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poinḗ
L'antenato greco di «pena»: in Omero significa prezzo del sangue, cioè risarcimento per fermare la vendetta. La parola nasce dentro una logica di scambio, non di giustizia.
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polarità
L'opposizione di due forze come struttura di ogni fenomeno naturale. Magnetismo, elettricità, chimismo, vita sono i suoi gradi.
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pólemos πόλεμος
Guerra, contrasto. Nomina la tensione fra opposti che tiene insieme il reale, e non fa l'apologia della violenza.
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pólis
La pólis non è la città e non è lo Stato, e tradurla con l'una o con l'altro produce due equivoci opposti. Non è la città, perché non indica un abitato: indica la comunità dei cittadini, che...
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politeismo dei valori
La condizione per cui i valori ultimi sono molti, non si deducono l'uno dall'altro e sono in conflitto; nessun argomento stabilisce quale debba prevalere.
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politica dell'identità
Nel senso originario: fare politica a partire dalla propria condizione invece che per conto di altri. Il senso corrente è quasi l'opposto.
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polizia / politica
La prima è la distribuzione dei posti e di ciò che è visibile e udibile; la seconda è l'atto raro con cui chi non ha parte in quella distribuzione si fa contare.
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popolo
Insieme di esseri razionali unito dall'accordo sulle cose che ama. La definizione sostituisce il criterio della giustizia con uno descrittivo.
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porre setzen 2 volte
Costituire mediante un atto, non supporre né immaginare. L'Io ponendosi non si trova già lì: si fa essere.
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positivo 2 volte
Nel francese di Comte significa posto, dato, effettivo. Comprende cinque opposizioni: reale/chimerico, utile/ozioso, certo/indeciso, preciso/vago, costruttivo/demolitorio. L'ultima è la più...
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possibile 2 volte
Ciò che non implica contraddizione. Da qui i «mondi possibili», concetto teologico diventato nel Novecento lo strumento standard della logica modale.
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posso
La formula che riassume tutto il libro è una parola sola, e Merleau-Ponty la prende da un manoscritto di Husserl che il capitolo quinto ha raccontato. La coscienza, scrive, è originariamente...
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potentia absoluta in morale
Il possibile: ciò che Dio avrebbe potuto stabilire. Non riguarda l'ordine vigente, dove i precetti sono immutabili.
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potenza
La possibilità di far valere la propria volontà dentro una relazione anche contro una resistenza, su qualunque base. Concetto sociologicamente amorfo: chiunque, in una situazione, può averne...
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potenza / atto
Dýnamis ed enérgeia: il modo di essere di ciò che può diventare, e quello di ciò che è compiuto. La distinzione scioglie il divieto di Parmenide sul divenire.
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potenza assoluta 2 volte
Ciò che Dio può fare, cioè tutto il non contraddittorio. Non significa arbitrio: è la misura del possibile.
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potenza ordinata
L'ordine che Dio ha effettivamente stabilito e a cui si è vincolato. È il mondo che c'è, riconosciuto come uno dei possibili.
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potere esecutivo della legge di natura
Il diritto di ciascuno, nello stato di natura, di punire chi la viola. La «dottrina strana» che rende quello stato scomodo ma non bellico.
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potere/sapere
La tesi che ogni dispositivo di potere produca conoscenza — registri, dossier, statistiche — e che ogni conoscenza di quel tipo renda possibili interventi.
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pragmatismo
Peirce introdusse il termine nei suoi corsi degli anni Settanta e non lo pubblicò per vent'anni. Quando finalmente comparve a stampa, nel 1898, a metterlo in circolazione fu William James, c...
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pratico-inerte
L'insieme delle azioni umane sedimentate nella materia lavorata, che continuano ad agire per conto proprio e appaiono come natura a chi le trova.
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preamboli della fede
Le verità sulla realtà divina raggiungibili con la ragione naturale: che Dio esista, che sia uno, che sia causa. Stanno prima della fede e la preparano.
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predestinazione
La conseguenza estrema: se la grazia è efficace e non tutti si salvano, la scelta è anteriore. Il concilio del 529 l'accoglierà a metà, escludendo una predestinazione al male.
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preferenze adattive
L'adattamento dei desideri a ciò che si può ottenere, per cui le misure di soddisfazione registrano come contente le persone più private.
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preferire 2 volte
L'atto immediato in cui la gerarchia dei valori si dà. Non presuppone una scala già nota: è il luogo in cui la scala compare.
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pregiudizio
Giudizio anticipato: l'insieme di lingua, storia e domande da cui si arriva a un testo. Per Gadamer è la condizione della comprensione, non il suo ostacolo — e va messo a rischio, non elimin...
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pregnanza simbolica
Il fatto che il senso non si aggiunga al sensibile ma vi sia già dentro: chi conosce una lingua sente parole, non rumori da interpretare.
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presa di coscienza
Il metodo dei piccoli gruppi in cui si racconta la propria esperienza senza interpreti: un dispositivo conoscitivo prima che politico.
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prescrizione
Il titolo che una cosa acquista per il fatto di durare. Per Burke i diritti degli inglesi non sono dedotti da una premessa: sono un'eredità, e per questo si difendono meglio.
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presenza
La parola che Derrida usa per nominare il suo bersaglio è metafisica della presenza, e conviene fissarne il senso, perché viene ripetuta ovunque con approssimazione. Non significa che i filo...
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presuntivo
Il modo d'essere del mondo secondo Husserl: sempre esposto per principio a una smentita, perché dato attraverso verifiche che potrebbero non tornare.
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pretesa e obbligo
Le entità che nascono da un atto sociale: né cose fisiche né stati psichici, rette da leggi a priori che il legislatore può riconoscere o ignorare ma non creare.
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pretese di validità 2 volte
Verità, correttezza normativa e sincerità: le tre pretese che ogni atto linguistico serio avanza insieme e che possono essere contestate separatamente.
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primo conservante
L'argomento che Ockham preferisce: in una serie di cause simultaneamente attive il regresso infinito è impossibile. Dalla produzione, invece, non si conclude.
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princìpi relativi
I nove modi in cui due cose stanno fra loro: differenza, concordanza, contrarietà, principio, mezzo, fine, maggioranza, uguaglianza, minoranza.
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principio del danno
L'unico motivo legittimo per esercitare il potere su qualcuno contro la sua volontà è impedire un danno ad altri. Il suo bene non basta.
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principio di equivalenza
L'indistinguibilità locale fra gravità e accelerazione. Trasforma in principio la coincidenza fra massa gravitazionale e massa inerziale.
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principio di non contraddizione
Una cosa non può insieme essere e non essere sotto lo stesso rispetto. Parmenide è il primo a farne un uso argomentativo consapevole; a enunciarlo come principio sarà Aristotele.
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principio di prestazione
La forma storica assunta dal principio di realtà nelle società moderne: si vale in quanto si rende, e il corpo viene organizzato attorno al lavoro.
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principio di relatività
Nessun esperimento permette a un laboratorio in moto uniforme di stabilire che si muove. Vale già in Galileo per la meccanica; Einstein lo estende a tutta la fisica.
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principio di uniformità
L'assunto che il futuro somigli al passato. È l'anello mancante dell'inferenza induttiva, e non si lascia fondare né logicamente né empiricamente.
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principio di verificazione
Il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica: capirla significa sapere quali esperienze deciderebbero se è vera.
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principium individuationis
Ciò che rende molteplici gli individui, cioè spazio e tempo. Appartiene al fenomeno: la volontà, che ne è fuori, è una sola.
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privazione 2 volte
L'assenza di un bene che a un soggetto compete — distinta dalla semplice negazione. Concetto aristotelico, applicato qui al male.
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probabile
Il latino probabilis viene da probare, che significa insieme provare, saggiare e approvare — la stessa radice di probo, l'uomo dabbene. Nell'uso classico probabilis non indicava affatto una...
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probabilità iniziale
Il valore da cui l'aggiornamento parte. La regola non dice come sceglierlo, e scelte diverse portano a conclusioni diverse dagli stessi dati.
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probabilità pre-test
La probabilità che il paziente abbia la malattia prima di eseguire l'esame. Trascurarla è l'errore più frequente nell'interpretare un risultato.
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problema della fermata
La questione se esista un metodo generale per stabilire se un calcolo termina. La risposta è negativa, e si dimostra con un argomento autoreferenziale.
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problema della misura
Il salto fra evoluzione continua e risultato discreto e casuale. La teoria contiene due leggi diverse e non dice che cosa distingua una misura da un'altra interazione.
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problema difficile 2 volte
La domanda su perché i processi cognitivi siano accompagnati da esperienza, distinta dai problemi «facili» che riguardano funzioni e meccanismi.
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problema senza nome
L'infelicità diffusa fra le casalinghe istruite del dopoguerra americano, vissuta da ciascuna come fallimento personale e riconosciuta come effetto di un ruolo assegnato.
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problematica
L'insieme di domande che un testo può porre, e che determina che cosa vi possa comparire e che cosa resti invisibile.
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processione e conversione
Il doppio movimento: tutto procede dalla fonte senza che essa perda nulla, e tutto si volta a guardarla. Il secondo movimento costituisce ciò che il primo ha prodotto.
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profezia
La ricezione dell'illuminazione in forma immaginativa invece che intellettuale. Rende il profeta e il filosofo destinatari dello stesso contenuto.
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programma di Erfurt
Il programma della socialdemocrazia tedesca del 1891, in due parti scollegate: una teoria del crollo scritta da Kautsky e un elenco di riforme scritto da Bernstein.
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programma di ricerca
La successione di teorie legate da un nucleo comune. È l'unità che va valutata, secondo Lakatos, al posto della singola teoria.
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programma forte
Il progetto di spiegare le credenze scientifiche con cause sociali, in modo causale, imparziale, simmetrico e riflessivo.
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progressivo / degenerante
Un programma progredisce se le sue riparazioni producono previsioni nuove che si avverano; degenera se servono solo a incassare ciò che era già noto.
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prohaíresis προαίρεσις 2 volte
La «scelta anteriore»: la facoltà di dare o negare l'assenso. Per Epitteto è l'unica cosa che nessuno può incatenare, nemmeno Zeus.
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property
In Locke comprende «la vita, la libertà e i beni»: non solo il patrimonio. Deriva tutta dalla proprietà originaria e non trasferibile che ciascuno ha su sé stesso.
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proporzione
La misura della pena è il danno arrecato alla società, non la gravità del peccato né l'intenzione dell'agente: la separazione fra delitto e colpa morale.
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proposizione elementare
La configurazione di nomi che rappresenta una configurazione di oggetti semplici. Il libro ne postula l'esistenza per ragioni logiche e non ne fornisce esempi.
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prosoché
L'attenzione continua a sé stessi, e l'esame serale della giornata: la filosofia come esercizio quotidiano, non come dottrina.
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prospettivismo
La tesi per cui ogni punto di vista è parziale e insostituibile, e la verità intera è la somma delle prospettive: sbagliata è quella che pretende di essere l'unica.
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protenzione
L'attesa vuota di ciò che sta per venire, che non è una previsione formulata ma la struttura stessa del presente. Si manifesta nella delusione quando qualcosa si interrompe.
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protocollo
Il greco prōtókollon indicava il primo foglio incollato a un rotolo di papiro, quello che portava i dati di autenticazione: la data, lo scriba, l'ufficio. Da lì la parola passa alla burocraz...
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prova a carico
Il modo praticabile di usare la biografia: non come confutazione degli argomenti, ma come dimostrazione di che cosa una lacuna teorica consenta.
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prova ontologica
Il nome dato da Kant all'argomento del Proslogion: dal concetto di un essere all'esistenza di quell'essere.
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pseudepigrafia
L'attribuzione di un'opera a un autore autorevole che non l'ha scritta. Pratica diffusa, che in questo caso comprende dettagli biografici inventati.
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pseudoconcetti
I concetti delle scienze naturali secondo Croce: costruzioni utili per contare e prevedere, prive di valore conoscitivo, appartenenti alla sfera pratica.
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psicofisica
Lo studio quantitativo del rapporto fra grandezza dello stimolo e intensità della sensazione. Nata nel 1860 con Fechner, ha lasciato in eredità soprattutto i metodi per costruire una soglia.
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psicologia descrittiva
Lo studio di che cosa sia un atto e di quali parti abbia, distinto dalla psicologia genetica, che ne cerca le cause. La prima può essere esatta; la seconda resta approssimativa.
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psicologismo 3 volte
La tesi che le leggi logiche descrivano come la mente funziona. Frege obietta che descrivono come si deve pensare, e che confonderle significa confondere il vero con il ritenuto vero.
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psyché ψυχή 2 volte
Da «soffio vitale» omerico a sede dell'intelligenza e del carattere: ciò che una persona veramente è. Con Socrate questo significato diventa centrale, benché non sia solo suo.
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pulsione di morte
L'ipotesi che accanto alle pulsioni di vita operi una spinta alla scarica completa della tensione. Freud la presentò come speculazione e disse che avrebbe accettato la smentita.
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punteggio di rischio
La probabilità stimata che una persona appartenga a una categoria, calcolata da un modello addestrato su esiti passati e usata per decidere.
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punto di indeterminazione
La domanda a cui il testo non risponde e che per il personaggio non ha risposta. Riempirli è ciò che il lettore fa, e ogni riempimento è una concretizzazione.
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punto di vista scolastico
L'errore di chi, avendo il tempo e la distanza per guardare il gioco da fuori, proietta nella pratica il modello che gli serve per descriverla.
Q
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quaderni neri
I trentaquattro taccuini privati scritti fra il 1931 e il 1970, che Heidegger volle pubblicati per ultimi nella propria edizione completa; escono dal 2014.
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quadrivio
Aritmetica, musica, geometria, astronomia: la «quadruplice via» al sapere. La parola è coniata da Boezio; con il trivio forma le sette arti liberali.
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quaestio
La forma dell'insegnamento che nasce da qui: si pone una domanda, si allineano gli argomenti contrari e favorevoli, si risponde, si replica alle obiezioni.
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qualia
I caratteri qualitativi dell'esperienza: che effetto fa vedere il rosso. Sono ciò che gli argomenti del pipistrello e della scienziata pretendono di isolare.
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qualità di forma
La scoperta di Ehrenfels (1890): una melodia trasposta resta la stessa pur non condividendo una nota con l'originale. Si percepisce dunque qualcosa che non sta in nessun elemento.
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qualità primarie / secondarie
Le prime sono inseparabili dal corpo e le nostre idee vi somigliano; le seconde sono poteri di produrre sensazioni, e le idee non somigliano a nulla.
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qualità primarie e secondarie
Figura, moto, numero appartengono al corpo; sapori, odori, colori risiedono nel corpo senziente. I termini circolano già in Boyle; sarà Locke a renderli canonici.
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qualitas
Conio ciceroniano per rendere poiótes. Cicerone lo annuncia esplicitamente, invitando chi lo trova sgradevole a ricordare che anche i Greci dovettero inventarselo.
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quantificatore
Il segno che dice «per ogni» o «esiste almeno un». La sua invenzione permette di annidare le due parole e di distinguere letture che la logica dei termini confondeva.
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quanto
Il pacchetto minimo di energia, proporzionale alla frequenza. Introdotto da Planck come artificio di calcolo e preso sul serio da Einstein nel 1905.
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Que sais-je?
Il motto della medaglia con la bilancia in equilibrio. Forma interrogativa, non affermativa: non «non so nulla», ma «che cosa so, in effetti?».
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querelle
La disputa pubblica sul Roman de la Rose, che Christine documenta e diffonde curando in proprio il dossier.
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qui assoluto
La posizione del mio corpo, da cui si misurano tutte le distanze e da cui non posso allontanarmi. Il corpo altrui è un là, e io so per esperienza che i là possono diventare qui.
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quinta essenza
La materia incorruttibile di cui, per Aristotele, sarebbero fatti i cieli. Cade appena la Terra diventa un pianeta come gli altri.
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quodlibet 3 volte
La seduta semestrale in cui chiunque può porre qualunque domanda senza preavviso. I verbali sono fra i testi medievali più vivaci.
R
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ragion sufficiente
Nulla accade senza una ragione per cui è così e non altrimenti. Governa le verità di fatto, come la non contraddizione governa quelle di ragione.
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ragione strumentale
La razionalità che ottimizza i mezzi senza discutere i fini, e che risulta perciò compatibile con qualunque fine.
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ragione vitale 2 volte
La posizione di Ortega contro il razionalismo, che tratta la ragione come atemporale, e contro il relativismo, che dalla nascita storica di un pensiero ne ricava l'equivalenza con ogni altro...
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ragioni necessarie
La pretesa di dimostrare anche Trinità e Incarnazione. È il punto in cui Lullo esce dai binari scolastici e la ragione principale delle sue difficoltà.
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ragioni seminali
Le potenzialità inserite nella materia alla creazione, che si attualizzano nel tempo. Dottrina agostiniana, mantenuta dai francescani e rifiutata da Tommaso.
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randomizzazione
L'assegnazione casuale del trattamento. È il modo pratico di intervenire invece di osservare, e per questo distingue la causa dalla correlazione.
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rappresentazione catalettica
L'impressione così nitida da poter provenire solo dall'oggetto reale che l'ha causata. È il criterio di verità stoico, e il bersaglio degli scettici.
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rarefazione / condensazione
Il meccanismo di Anassimene: unico processo che, variando la densità dell'aria, produce ogni differenza qualitativa.
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rasoio 2 volte
Regola sull'onere della prova: chi postula un'entità deve mostrare che senza di essa qualcosa resta inspiegato. Non afferma che il mondo sia semplice.
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ratio
È la terza tappa di un filo che questo libro ha aperto con Eraclito e ripreso con gli stoici, e qui il filo si spezza. Il greco lógos teneva insieme, in una parola sola, il discorso, la ragi...
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ratio contro auctoritas
L'alternativa che Adelardo formula esplicitamente: seguire un ragionamento o seguire un nome autorevole.
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razionalismo critico
La posizione di Banfi: la filosofia non fonda né sistematizza, ma analizza le strutture con cui i diversi campi dell'esperienza si organizzano, senza gerarchie fra loro.
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razzismo di Stato
Il meccanismo che permette a un potere legittimato dalla cura della vita di uccidere, dividendo la popolazione e facendo della morte di una parte la condizione di salute del tutto.
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reale wirklich 2 volte
Non tutto ciò che esiste, ma ciò che ha consistenza ed esprime la propria natura. La distinzione regge l'intera frase sul razionale e il reale.
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realismo / nominalismo
Le etichette con cui si riassume la disputa. Sono in gran parte ottocentesche e appiattiscono un dibattito con molte più posizioni.
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realismo degli enti
La posizione di Hacking: si crede all'esistenza di ciò che si manipola in laboratorio, indipendentemente dalla verità delle teorie che lo descrivono.
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realismo fenomenologico
La posizione degli allievi di Gottinga e Monaco: il metodo descrittivo delle Ricerche logiche non implica alcuna dipendenza del mondo dalla coscienza.
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realismo selettivo
La posizione per cui va creduta solo la parte di una teoria che fa il lavoro predittivo, e che tende a essere conservata nei cambiamenti.
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realismo strutturale 2 volte
La tesi che ciò che una teoria coglie di reale siano le relazioni fra i fenomeni, non la natura degli oggetti: le equazioni sopravvivono, le immagini no.
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reditus
Il ritorno di tutte le cose al principio, con l'uomo come punto di svolta. Riprende, per via greca, l'apocatastasi di Origene.
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registrazione preventiva
Il rimedio principale: dichiarare protocollo e analisi prima di raccogliere i dati, così che le scelte non dipendano dai risultati.
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registro nascosto
Ciò che i subordinati dicono e fanno quando il potente non c'è, distinto dal registro pubblico su cui si fondano quasi tutte le teorie del consenso.
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reificazione 2 volte
L'estensione lukácsiana: la forma per cui ciò che è stato prodotto da uomini si presenta come dato oggettivo con leggi proprie. Riguarda anche chi comanda, non solo chi lavora.
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relativismo specifico
La tesi per cui la verità è relativa alla costituzione di una specie o di una cultura. Husserl mostra che si nega da sé, perché chi la enuncia la enuncia come vera.
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relatività
È forse la parola più fraintesa che la scienza abbia regalato al linguaggio comune, e l'equivoco vale la pena di essere sciolto perché ricorre in ogni discussione. «Relatività» qui non signi...
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relazionismo 2 volte
La tesi che ciò che esiste siano eventi in relazione e non sostanze con relazioni. Ne segue che nessun assetto sia definitivo per natura.
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renvois
I rimandi dell'Encyclopédie: dispositivo deliberatamente sovversivo per dire, in una voce innocua, ciò che nella voce sorvegliata non si poteva scrivere.
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replicatore / interattore
La distinzione fra ciò che si copia fedelmente e ciò che interagisce con l'ambiente determinando il differenziale di copiatura.
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reportatio 2 volte
Il verbale di una lezione preso da un uditore. Alcune opere che leggiamo sono reportationes riviste dall'autore, altre no: distinguerle cambia il senso dei passi.
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res cogitans / res extensa
Le due sostanze: pensiero inesteso e indivisibile da una parte, estensione divisibile e priva di qualità dall'altra.
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res significata / modus significandi
La cosa significata e il modo di significarla: i nomi perfetti convengono più a Dio quanto alla prima, più a noi quanto al secondo.
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retta ragione
Il giudizio pratico corretto. Chi agisce contro il proprio giudizio pecca anche se il giudizio è erroneo: la seconda gamba dell'etica di Ockham.
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rettorato
Gli undici mesi dal 21 aprile 1933 all'aprile 1934, con il discorso di insediamento, i discorsi pubblici a sostegno del regime e l'introduzione del principio gerarchico nell'ateneo.
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reversibilità 2 volte
La proprietà per cui la mano che tocca è anche toccata, senza che le due cose accadano nello stesso istante: il passaggio è sempre imminente e mai compiuto.
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revisione
L'aggiustamento del sistema di credenze di fronte a un'esperienza recalcitrante. Può in linea di principio colpire qualunque punto, comprese le leggi logiche.
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revisionismo 2 volte
La proposta di correggere il programma alla luce dei fatti. La parola nasce come accusa, diventa categoria disciplinare e finisce come capo d'imputazione nei processi.
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revoca del 1325
Stefano di Bourret annulla la condanna nella misura in cui tocca la dottrina di Tommaso, senza approvare né disapprovare gli articoli. Il resto della lista resta in vigore.
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rhizómata ῥιζώματα
«Radici»: così Empedocle chiama fuoco, aria, acqua e terra. Il termine stoicheîon, «elemento», compare per la prima volta in Platone e si fissa con Aristotele.
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riattivazione
Il compito della filosofia storica: rifare il gesto che ha prodotto un concetto, per capire che cosa si stia usando.
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riconoscimento 2 volte
L'essere certi di sé non basta a sé stesso: richiede che un'altra autocoscienza lo confermi. Da questa dipendenza nasce la lotta.
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ricorso
Vico non scrive mai «corsi e ricorsi» come formula: parla del corso che fanno le nazioni e del ricorso delle cose umane nel risorgere che fanno le nazioni. La parola latina recursus signific...
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riduzione
Dal latino reducere, ricondurre. La conversione dello sguardo che riporta ciò che si dà a colui a cui si dà e alla struttura di quel darsi.
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riduzione all'assurdo
Si assume per vera la tesi avversaria e se ne ricava una contraddizione: la tesi va allora respinta. Zenone ne fa il primo uso sistematico a fini filosofici; diventerà strumento permanente d...
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riferimento
L'italiano traduce con una sola parola due termini inglesi che la letteratura distingue — reference, la relazione fra un'espressione e ciò di cui parla, e referent, la cosa stessa — e questo...
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riferimento a valori
Il criterio con cui le scienze storiche scelgono che cosa sia rilevante. Va distinto rigorosamente dal giudizio di valore: seleziona l'oggetto, non lo approva.
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rifeudalizzazione
La trasformazione della sfera pubblica in luogo di rappresentazione davanti a spettatori, in cui il consenso viene fabbricato con tecniche invece che cercato con argomenti.
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rimedio affermativo / trasformativo
Il primo corregge gli esiti lasciando la struttura che li produce, il secondo modifica la struttura. Il primo è più facile e alimenta il risentimento verso chi ne beneficia.
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rimozione
Il meccanismo che tiene fuori dalla coscienza certi contenuti. Freud la considerava la pietra angolare dell'intera teoria.
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riproducibilità tecnica
La produzione di copie prive di originale, che stacca l'opera dalla tradizione e dal rito e sposta il suo fondamento verso la politica.
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risentimento 2 volte
Il rancore di chi non può reagire, convertito in valori: l'impotenza rinominata virtù. Da lì la valutazione che parte dal no all'altro.
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risoluzione e composizione
Scomporre il fenomeno nei suoi elementi per trovare la causa, e ricomporlo per verificare. Il nucleo del metodo di Grossatesta.
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ritardo dell'origine
La tesi che ciò che sembra un'aggiunta esterna sia la condizione interna: il presente ha bisogno della ritenzione, la parola della scrittura.
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ritenzione 2 volte
Il trattenere il passato immediato come appena passato. Non è un atto, non si può decidere né interrompere, e non è una rappresentazione: la nota è ancora là con un altro carattere temporale...
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ritorno ai princìpi
Nei Discorsi: le istituzioni si corrompono col tempo e si risanano solo riportandole periodicamente al principio che le aveva fondate.
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ritorno del colpo
La tesi che il nazionalsocialismo abbia applicato all'Europa procedure sperimentate nelle colonie senza che nessuno in Europa se ne scandalizzasse.
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rivolta
Il tenere aperti entrambi i termini: vivere senza senso dato e continuare, senza sperare e senza disperare, senza accettare consolazioni.
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routinizzazione
La trasformazione del carisma in qualcosa di trasmissibile — eredità, ufficio consacrato, dottrina, apparato — dopo la morte del portatore. Ciò che negava ogni ordine diventa un ordine.
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rovesciamento
La mossa che Heidegger imputa a Sartre: invertire l'ordine di una coppia concettuale, il che significa conservarla insieme al quadro che la sostiene.
S
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saeculum 2 volte
L'intervallo fra la creazione e il giudizio, in cui le due città stanno mescolate. Da qui «secolare» e, per una lunga strada, «secolarizzazione».
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sala d'aspetto della storia
Il dispositivo che rinvia indefinitamente l'autogoverno con la formula «non ancora, non siete pronti», e che opera anche in molte teorie dello sviluppo.
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salto
La discontinuità fra le ragioni e la fede: nessuna quantità di argomenti la colma, e il passaggio non è graduale.
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sapere aude
«Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza»: verso di Orazio ripreso da Kant nel 1784 come motto del secolo.
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sapiente
Chi guarda le cose a partire dal loro principio, contrapposto al filosofo che risale dagli effetti alle cause.
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sapienza
Il latino distingue due parole dove l'italiano corrente ne usa una sola in modo confuso. Scientia è la conoscenza per cause: si sa una cosa quando si sa perché è così e non può essere altrim...
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sapienza poetica
La forma di pensiero dei primi uomini: immaginativa e non astratta. La poesia non è ornamento della filosofia, ne è il gradino anteriore e necessario.
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scarto
La non coincidenza che rende possibile il rapporto: per vedere qualcosa bisogna esserne separati, e per esserne separati bisogna appartenergli.
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schema corporeo
La coscienza pratica della propria postura, dei propri limiti e delle proprie possibilità. Non una rappresentazione anatomica, e si estende agli strumenti abituali.
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schema epidermico
La differenza fra questa nozione e quella di pregiudizio è ciò che rende Fanon un filosofo e non un testimone, e conviene fissarla. Un pregiudizio è un giudizio anticipato: una credenza sbag...
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schema epidermico razziale
L'immagine di sé che, per un uomo nero in un paese bianco, si interpone fra il corpo e ogni gesto, sostituendo lo schema corporeo descritto dalla fenomenologia.
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schola Augustiniana moderna
La linea agostiniana rigorosa che va da Gregorio da Rimini fino al primo Cinquecento. È una categoria storiografica novecentesca, ed è discussa.
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scientia / sapientia
Conoscenza per cause, dimostrativa e trasmissibile, contro conoscenza dei principi, che si acquisisce vivendo e non si insegna per intero.
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scientia experimentalis
La disciplina che, secondo Bacone, certifica le conclusioni delle altre. Include però anche gradi di esperienza interiore che con il laboratorio non hanno rapporto.
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scientia media
La conoscenza che secondo Molina Dio ha di ciò che ogni creatura libera farebbe in qualunque circostanza possibile. Serve a conciliare efficacia della grazia e libertà.
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scientist
Parola coniata da Whewell nel 1834 sul modello di artist. Ignorata da Faraday, osteggiata da Huxley, si impone in inglese britannico solo dopo la seconda guerra mondiale.
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scienza
Il latino scientia traduce il greco epistéme e significa semplicemente sapere, conoscenza certa. Per Aristotele — il capitolo tredicesimo del volume primo — si ha epistéme di una cosa quando...
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scienza naturale
Per Alberto un ambito con principi propri, da indagare senza ricorrere alla rivelazione: non accettare ciò che ci viene detto, ma cercare le cause.
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scienza normale
L'attività ordinaria di risoluzione di rompicapi dentro una cornice non messa in discussione. È ciò che produce risultati e ciò che fa emergere le anomalie.
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sciocchezze su trampoli
La formula con cui Bentham liquida i diritti naturali imprescrittibili: un diritto esiste quando esiste una legge che lo protegge e una sanzione per chi lo viola.
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sciopero generale
Il mito centrale del sindacalismo rivoluzionario: nessuno ne ha organizzato il dettaglio, e per Sorel non serve, perché la sua funzione è rendere ogni conflitto minore un episodio di una gue...
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scolastica
Viene da schola, e alla lettera significa soltanto ciò che si fa a scuola. Non è il nome di una dottrina: è il nome di un metodo, e per giunta gli è stato dato dopo, e da chi lo detestava. F...
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scomunica latae sententiae
Scatta da sé, senza processo, per il fatto stesso di sostenere l'articolo. È la ragione per cui la lista aveva effetto immediato sull'insegnamento.
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scriptorium
La sala del monastero destinata alla copia dei manoscritti. Con Cassiodoro la trascrizione diventa un'opera religiosa, ed è questa la ragione per cui l'antichità sopravvive.
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scuola 2 volte
Insieme di tesi dichiarate proprie da un'istituzione, con avversari elencati. Prima del 1277 il tomismo non esiste; nasce come reazione a un attacco.
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scuola renana 2 volte
La tradizione neoplatonica che nasce dai commenti albertini a Dionigi e al Libro delle cause, e che produrrà Teodorico di Freiberg ed Eckhart.
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scuole cattedrali
Le scuole urbane presso le cattedrali — Chartres, Laon, Reims, Parigi — dirette da un maestro e frequentate da chierici a pagamento. Sono l'antenato dell'università.
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secolari
I maestri che non appartengono a un ordine religioso e vivono delle tasse degli studenti. Sono la parte perdente del conflitto degli anni Cinquanta.
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seconda faccia del potere
Il controllo dell'ordine del giorno: impedire che una questione arrivi a essere decisa vale più che vincere la decisione.
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secundum causas naturales
La clausola tecnica: una conclusione raggiunta restando dentro i principi di una disciplina, e valida solo lì. Non equivale a «è vero».
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secundum imaginationem
Ragionare su un caso che non si dà per reale, esaminandone le conseguenze. È la forma della fisica parigina del Trecento: immaginativa, non sperimentale.
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secundum physicam
«Secondo la fisica»: la dichiarazione di metodo con cui Teodorico apre il commento ai sei giorni della creazione.
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sedimentazione
Il deposito del senso originario dentro le formule che continuano a funzionare quando nessuno ricorda più da quale operazione siano nate.
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seguire una regola
Non un atto di interpretazione ma una prassi, appresa per addestramento e sostenuta dall'accordo di una comunità nelle reazioni.
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selezione naturale 2 volte
Il meccanismo per cui le variazioni ereditabili vantaggiose in un ambiente si diffondono. Non ha direzione né meta: produce adattamento locale, e se l'ambiente cambia l'adattamento si perde.
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séma σῆμα
«Segno»: così il poema chiama le proprietà dedotte dell'essere — ingenerato, immutabile, uno, compiuto.
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sēmeîon
Il segno, dalla medicina: la proposizione antecedente di un condizionale sano, che rivela il conseguente. Rende l'inferenza dal visibile all'invisibile un pezzo di logica.
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semplice-presenza
Il modo di essere delle cose che stanno lì da guardare. È un derivato: ciò che resta di un utilizzabile quando l'uso si interrompe.
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sensate esperienze e necessarie dimostrazioni
La formula galileiana per l'intreccio dei due versanti: l'osservazione controllata e la deduzione matematica.
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sensazione / riflessione
Le due sorgenti dell'esperienza: gli oggetti esterni e l'osservazione delle operazioni della mente. Nessuna terza porta.
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sensibilità alle condizioni iniziali
La proprietà per cui uno scarto minimo nello stato di partenza si amplifica esponenzialmente. Rende un sistema deterministico imprevedibile a lungo termine.
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senso
Il tedesco Sinn traduce il latino sensus, che a sua volta rendeva un ventaglio di termini greci, e la parola porta con sé un'ambiguità che questo capitolo sfrutta: significa insieme il signi...
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senso / riferimento
Sinn e Bedeutung: il modo in cui un oggetto è dato e l'oggetto stesso. Due nomi possono avere lo stesso riferimento e sensi diversi.
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senso comune
La concezione del mondo disgregata e ereditata che ciascuno ha senza averla scelta, contenente insieme sottomissione e ribellione. La filosofia ne è la critica.
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senso illativo
La facoltà di giudizio che, dalla convergenza di molte probabilità insufficienti prese singolarmente, produce certezza. Non è riducibile a un calcolo e si affina con l'esercizio.
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Sentenze
Il manuale di Pietro Lombardo: quattro libri che organizzano l'intera materia teologica. Dopo la Bibbia, il libro più commentato dell'Occidente.
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sentire intenzionale
Un sentire di qualcosa, con un oggetto, distinto dagli stati affettivi. Può sbagliare, correggersi, migliorare, come la percezione.
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sentirsi parlare
La struttura della voce, che torna a chi la emette senza passare per il mondo. Per Derrida è l'esperienza da cui la filosofia ha ricavato il modello della presenza a sé.
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senza perché 2 volte
Agire senza un fine ulteriore, nemmeno il premio. Chi fa il bene per qualcosa sta facendo un investimento.
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separazione fra scienza e Stato
La proposta politica per cui le comunità decidano che cosa insegnare e finanziare, e gli esperti consiglino senza decidere.
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serie 2 volte
Pluralità in cui ciascuno è intercambiabile e considera gli altri come concorrenti, legati da un oggetto esterno e non da un progetto: una coda, un mercato, un pubblico.
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serie per se
Una catena in cui ogni membro dipende dal precedente qui e ora, non nel tempo. È la sola serie che le cinque vie escludano possa essere infinita.
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sfera di appartenenza
Ciò che resta dopo aver sospeso tutto quanto nella mia esperienza deve il proprio senso ad altri. Contiene una natura, dei corpi, e un solo corpo che non sia soltanto una cosa.
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sfera pubblica
Lo spazio, nato nel Settecento, in cui persone private discutono in quanto pubblico di questioni comuni, sotto i tre principi dichiarati di apertura, non sottrazione e prescindenza dallo sta...
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sfondo 2 volte
L'insieme di capacità pratiche non rappresentate che rende determinato il significato di una frase o di un'azione. Nozione di Searle, coincidente con l'utilizzabile heideggeriano.
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sguardo medico
La percezione organizzata che, attorno al 1800, sposta la malattia da una tabella di specie ai tessuti del corpo, correlando ciò che il vivo riferiva con ciò che il cadavere mostra.
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si fallor, sum
«Se mi inganno, esisto»: l'osservazione con cui Agostino blocca lo scetticismo. Somiglia al cogito e non ha la stessa funzione.
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significato
Ciò che un termine vuol dire. È stabile e non dipende dalla proposizione in cui il termine compare.
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sillogismo
Un discorso in cui, poste certe cose, qualcos'altro segue necessariamente per il fatto stesso che quelle sono state poste. La validità dipende dalla disposizione dei termini, non dall'argome...
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simbolo
Nell'uso corrente un simbolo è un'immagine che sta per qualcos'altro: la bilancia per la giustizia, la colomba per la pace. In Cassirer la parola ha un senso più largo e più tecnico, e chi l...
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simmetria
Il requisito per cui lo stesso tipo di cause deve spiegare le credenze vere e quelle false. È il punto più contestato del programma.
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simultaneità relativa
Due eventi simultanei per un osservatore non lo sono per uno in moto rispetto a lui. Non è un'illusione: sono due misure entrambe corrette.
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singolo
Den Enkelte: l'individuo esistente, al singolare, con una durata limitata, che deve decidere prima di sapere come va a finire. Kierkegaard volle come unico titolo sulla tomba «quell'individu...
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sinonimia
L'identità di significato fra due espressioni. È la nozione da cui dipende l'analiticità, e non si lascia definire senza circolarità.
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sintesi passiva
Ciò che avviene nel campo esperienziale senza intervento dell'io: associazione fra simili, affezione di ciò che attira, sedimentazione dei tipi. Non è l'inconscio rimosso.
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sistema sesso/genere
L'insieme dei dispositivi con cui una società trasforma la sessualità biologica in prodotti dell'attività umana e ne organizza la divisione.
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sistemi che si incastrano
La tesi del documento del 1977: razza, sesso, classe ed eterosessualità obbligatoria non si sommano ma si sostengono a vicenda, e vanno analizzati insieme.
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situazione-limite
Situazione che non si può cambiare, aggirare né osservare dall'esterno: morte, sofferenza, lotta, colpa, caso. In essa la vita empirica fa naufragio.
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skoteinós σκοτεινός
«L'Oscuro», il soprannome antico di Eraclito. L'oscurità è deliberata: la natura ama nascondersi.
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slancio vitale 2 volte
L'impulso unico che secondo Bergson attraversa la storia della vita e procede dividendosi a ogni resistenza della materia. Non è una sostanza né una forza: è una tendenza.
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socialismo etico 2 volte
La tesi di Cohen per cui il fondamento del socialismo sta nel trattare l'umanità sempre anche come fine: fu la base filosofica del revisionismo nel movimento operaio tedesco.
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sociazione
Il farsi del legame sociale: per Simmel la società non è una cosa ma il processo continuo in cui gli uomini si legano. Il termine è un sostantivo verbale, e la scelta è deliberata.
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società aperta 2 volte
La società che ammette di non conoscere il fine della storia e si organizza perché gli errori si correggano senza violenza. È il falsificazionismo applicato alla politica.
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società civile 2 volte
Il sistema dei bisogni: la sfera in cui ciascuno persegue il proprio interesse e per ciò stesso dipende da tutti. Hegel la costruisce leggendo gli economisti.
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società di controllo
La forma descritta da Deleuze: non più recinti successivi ma controllo continuo all'aperto, modulazione invece di stampo, valutazione permanente invece di esame.
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società divisa in due
La struttura coloniale secondo Fanon: due città, due economie, due diritti, e nessuno strato intermedio che produca consenso.
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sociologia
La parola è coniata da Comte sul finire degli anni Trenta dell'Ottocento per sostituire «fisica sociale», che Quetelet aveva già occupato. Studia sistemi collettivi e regolarità che nessuno...
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soddisfazione
La teoria del Cur Deus homo: l'offesa a un onore infinito richiede una riparazione infinita, che solo Dio può dare e solo l'uomo deve. Sostituisce la teoria del riscatto al demonio.
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soggetto-oggetto identico
Il proletariato come classe che, conoscendo sé stessa, modifica il proprio oggetto, perché ciò che conosce è la propria condizione di merce.
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sola gratia / sola fide / sola scriptura
Le tre esclusive luterane: la salvezza è dono gratuito, si riceve per fede, e la norma è la sola Scrittura senza tradizione interpretante.
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sola ratione
Il vincolo che i monaci impongono al Monologio: dimostrare senza appoggiarsi ad autorità. È la vera novità del metodo anselmiano.
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solidarietà degli scossi
L'unione di coloro che hanno capito di che cosa si tratti nella vita e nella morte, e che perciò rifiutano di essere mobilitati. Non un programma: una condizione.
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solidarietà meccanica e organica
Due modi di tenere insieme una società: per somiglianza dei membri, con diritto repressivo; o per interdipendenza fra funzioni diverse, con diritto restitutivo.
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somiglianza di famiglia
La rete di somiglianze incrociate che tiene insieme gli usi di una parola senza che vi sia un tratto comune a tutti. L'esempio è la parola «gioco».
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sommo bene
Per Boezio di Dacia l'esercizio della funzione propria dell'uomo, cioè dell'intelletto: una felicità disponibile in questa vita, e per questo — agli occhi di un teologo — alternativa.
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sopravvivenza del più adatto
Formula coniata da Spencer nel 1864 dopo aver letto Darwin, e adottata da Darwin dalla quinta edizione. Suggerisce un progresso che la teoria non contiene.
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sospensione teleologica dell'etico
La condizione di Abramo: un dovere assoluto che sospende la morale universale e che, per questo, non si può spiegare in nessuna lingua condivisa.
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sospetto
Nel 1965 un filosofo francese, di cui il volume settimo racconterà l'opera, mise insieme tre autori che non avevano quasi nulla in comune e li chiamò maestri del sospetto: Marx, Nietzsche e...
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sostanza 2 volte
«Ciò che sta sotto», e per Cartesio ciò che non ha bisogno d'altro per esistere. Presa alla lettera, la definizione porterà Spinoza a una sola sostanza e Leibniz a infinite.
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sostanza e accidente
Ciò che una cosa è, e ciò che le compete senza costituirla. Un accidente non esiste separato da un soggetto: è il perno dell'obiezione di Berengario.
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sovradeterminazione
La condensazione di più determinazioni in un punto: non una contraddizione fondamentale che esplode, ma livelli autonomi le cui contraddizioni si fondono.
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sovranità 2 volte
Da superanus, che sta sopra. In Bodin cessa di indicare un grado relativo e diventa il punto oltre il quale non c'è nulla: il potere di fare la legge senza il consenso di altri.
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spagnola
L'epidemia influenzale del 1918-1920, che uccise nel mondo più persone della guerra; fra le vittime Max Weber e la figlia di Freud.
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spazializzazione 2 volte
L'operazione con cui il tempo viene proiettato su una linea per poterlo misurare. È indispensabile alla scienza e diventa un errore quando la traduzione viene scambiata per l'originale.
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spazio-tempo
La struttura quadridimensionale di cui spazio e tempo sono sezioni dipendenti dall'osservatore. La gravità ne è la curvatura, prodotta da massa ed energia.
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specialismo
L'assetto per cui la ricerca è divisa in istituti, riviste e congressi separati. Nasce nell'università tedesca dell'Ottocento e rende impraticabile la figura del sapiente universale.
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specie 2 volte
È il termine tecnico più importante della fisica medievale, e in italiano è diventato irriconoscibile. In latino species significa aspetto, immagine, ciò che si mostra. Nella tradizione dell...
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species 2 volte
«Aspetto, immagine»: ciò che ogni agente emette in tutte le direzioni e che propaga la sua azione nel mezzo. Teoria unificata dell'azione naturale, e antenata dell'idea di campo.
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speranza
Marcel dedica alla speranza un'analisi che la separa nettamente da due cose con cui la si confonde. Non è l'ottimismo, che è una previsione: chi è ottimista calcola che le cose andranno bene...
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spezzare la macchina
La tesi di «Stato e rivoluzione»: l'apparato statale non è neutro e non si può impugnare, perché la sua struttura produce dominio indipendentemente dal programma.
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Sphâiros Σφαῖρος
La sfera perfetta e omogenea in cui tutto è fuso quando l'Amore prevale del tutto. La somiglianza con l'essere di Parmenide non è casuale.
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spirito del 1914
La formula con cui in Germania si contrappose l'unità nazionale ritrovata in guerra alle idee del 1789. Fu adottata anche da autori che nulla lasciava prevedere.
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spirito delle leggi
L'insieme dei rapporti fra le leggi e le condizioni concrete di un popolo. Da qui l'idea che le istituzioni si studino nel loro contesto.
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spirito e impulso
I due principi dell'ultimo Scheler: lo spirito sa dire di no e non ha energia propria; l'impulso ha tutta l'energia e nessuna direzione.
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spirito libero
La «setta» descritta in otto errori da un decreto di Vienne. L'elenco si sovrappone strettamente alle proposizioni estratte dallo Specchio.
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spirito oggettivo
Termine preso da Hegel e privato della metafisica: le oggettivazioni della vita — lingua, diritto, usi, istituzioni, opere — in cui il senso si deposita e resta pubblicamente accessibile.
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spontaneità
Per Luxemburg il modo in cui la coscienza si forma davvero: nell'azione di massa, che nessun comitato decide e che in poche settimane insegna più di anni di propaganda.
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sragione
Il rovescio della ragione che si costituiva come sovrana negli stessi decenni: non una diagnosi ma il nome di ciò che va tenuto fuori.
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stanza cinese
L'esperimento mentale di Searle: manipolare simboli secondo regole formali produce risposte corrette senza comprensione.
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stato d'eccezione
La sospensione delle garanzie ordinarie. Per Schmitt non un'anomalia tecnica ma il punto in cui si vede su che cosa poggi un ordinamento.
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stato di natura
Non un'epoca storica ma un esperimento mentale: si toglie lo Stato come si toglie l'attrito, per vedere come si comportano i pezzi.
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stato etico
Lo Stato come volontà universale in atto e non come apparato amministrativo, senza un ambito privato che gli si possa opporre.
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stato positivo
Il terzo stadio di Comte: si rinuncia a chiedere «perché» e ci si limita a stabilire leggi costanti fra fenomeni osservabili.
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status
Ciò per cui più individui si dicono con lo stesso nome — l'essere uomini. Non è un'entità e non è un nulla: è la risposta più fine del Medioevo alla questione.
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statuti del 1339–40
Provvedimenti della facoltà delle arti contro certe pratiche d'insegnamento. Il bersaglio reale è discusso: forse non gli ockhamisti, ma chi usava gli strumenti logici contro la scolastica i...
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sterilizzazione coatta
L'intervento imposto senza consenso a persone internate o classificate. Legalizzato in più di trenta Stati americani, nei paesi nordici e in Germania dal 1933.
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storia come sistema
La tesi per cui l'uomo non ha una natura ma una storia, e per cui la disciplina adatta a conoscerlo ricostruisce la serie di esperienze che lo hanno portato a essere così.
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storia contemporanea
La formula più famosa di Croce — ogni vera storia è storia contemporanea — sembra una provocazione e non lo è. Non significa che si debba studiare solo il passato recente, né che il passato...
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storia degli effetti
La stratificazione di commenti, usi e polemiche attraverso cui un'opera arriva a chi la legge. La coscienza di esservi dentro è la virtù dell'interprete.
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storia e cronaca
La stessa materia in due stati: cronaca quando le parole sono morte, storia quando rispondono a un interesse presente. La differenza sta in chi parla, non nell'oggetto.
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storia lineare
Il tempo storico come racconto unico e irripetibile, contro l'immagine antica dei cicli. È l'antenato dell'idea di progresso.
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storicismo in senso popperiano 3 volte
Parola con tre sensi incompatibili: la comprensione di ogni fenomeno dal suo contesto (tedesco, positivo); l'eccesso di erudizione che paralizza (spregiativo); e in Popper la dottrina delle...
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storicità
Il carattere per cui l'uomo non ha una natura ma una storia, e per cui anche le categorie del conoscere si formano dentro il processo che vorrebbero giudicare.
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straniero 2 volte
Chi oggi viene e domani resta: vicino per posizione e lontano per origine. Da questa tensione derivano la sua obiettività e i ruoli di mediazione e commercio che gli vengono affidati.
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strati A, B, C
I tre stadi redazionali degli Essais (1580, 1588, postumo 1595). Montaigne non cancella: aggiunge, anche tesi contrarie. Citarlo senza indicare lo strato è fuorviante.
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strato 2 volte
Livello dotato di leggi proprie che si fonda su un altro senza ridurvisi. La nozione viene dalla terza Ricerca logica, dove si distinguono le parti indipendenti dai momenti.
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Streben
Lo sforzo, la tensione infinita verso un compito che non si conclude. Se si concludesse, l'Io resterebbe senza opposizione e cesserebbe di essere attività.
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strumentalismo
La posizione per cui una teoria è un dispositivo per classificare e prevedere, non una descrizione di ciò che c'è dietro i fenomeni.
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struttura dissipativa
Sistema aperto, lontano dall'equilibrio, che si organizza spontaneamente e mantiene la propria forma consumando un flusso di energia.
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studia humanitatis
Grammatica, retorica, poetica, storia, filosofia morale. Non vi compaiono logica, fisica, metafisica e teologia: l'umanesimo è un programma di studi, non un sistema.
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studium generale 2 volte
La scuola il cui titolo vale ovunque, grazie alla licentia ubique docendi concessa da un'autorità universale. Crea un mercato del lavoro intellettuale europeo.
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sub specie aeternitatis
«Sotto la specie dell'eternità»: guardare le cose come parti necessarie di un insieme, invece che come accidenti che ci capitano addosso.
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sufismo
La via mistica che al-Ghazālī adotta dopo la crisi e alla quale riconosce ciò che né la teologia né la filosofia possono dare: non un sapere su Dio ma uno stato.
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suicidio di classe
La richiesta di Cabral alla piccola borghesia istruita che dirige i movimenti di liberazione: rinunciare ai propri interessi di ceto per non sostituirsi al colonizzatore.
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suicidio filosofico
La mossa di chi, arrivato all'assurdo, lo risolve introducendo un ordine — divino, trascendente o essenziale — che ristabilisce il senso.
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supplemento 2 volte
Termine di Rousseau che vale insieme aggiunta e sostituto. Ciò che un testo dichiara accessorio si rivela, nel testo stesso, la condizione di ciò a cui si aggiungeva.
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supplizio
La pena come rituale pubblico che riscrive sul corpo del condannato il potere offeso. Il suo punto debole era la folla, che poteva schierarsi con il condannato.
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supposizione 2 volte
Ciò per cui un termine sta dentro una data proposizione. Personale (le cose), semplice (il concetto), materiale (il segno stesso).
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sviluppo del dogma
La tesi di Newman per cui le dottrine cristiane si articolano nel tempo come un'idea viva pensata da generazioni successive, con sette criteri per distinguere lo sviluppo dalla corruzione.
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svolta
Il rovesciamento per cui non è l'uomo a interrogare l'essere ma l'essere a darsi, in modi storicamente diversi che il pensiero può soltanto ascoltare.
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svolta teologica
La formula con cui Janicaud accusa nel 1991 una parte della fenomenologia francese di fare teologia con il lessico della fenomenologia, rendendola inverificabile.
T
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ta eis heautón
«A sé stesso»: il titolo con cui ci è giunto il quaderno di Marco Aurelio. Non fu scritto per essere pubblicato.
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tà eph' hemîn / tà ouk eph' hemîn
«Le cose che dipendono da noi» e «quelle che non dipendono»: giudizio, impulso e desiderio da una parte; corpo, beni, fama e cariche dall'altra. È la prima riga del Manuale; l'etichetta corr...
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Tahāfut
«Incoerenza», o «autodistruzione»: il titolo dell'opera contro i filosofi, e poi della risposta di Averroè, che vi aggiunge un secondo tahāfut.
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tasso di base
La frequenza dell'ipotesi nella popolazione di partenza. Trascurarlo è l'errore più comune nell'interpretare un test, e ne rovescia il risultato.
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Tathandlung
Termine coniato da Fichte unendo il fatto (Tat) e l'azione (Handlung): un agire in cui l'atto e il suo prodotto coincidono.
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tautologia
Proposizione vera per ogni combinazione di valori delle sue componenti. Non descrive il mondo: mostra la struttura del linguaggio. Le verità logiche sono tutte di questo tipo.
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tempo attribuito
In Bergson, il tempo che il fisico assegna a un sistema in moto immaginando che cosa vi misurerebbe. Vissuto, sostiene, c'è solo il tempo di chi vive.
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tempo vissuto
La struttura temporale dell'esperienza, che nelle condizioni depressive e maniacali si altera indipendentemente dal contenuto dei pensieri.
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tendenza
Ciò che si osserva realmente nella storia, e che non è una legge perché dipende da condizioni che possono cambiare. Estrapolarla è una scommessa, non una previsione.
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teofania
«Manifestazione di Dio»: le creature non sono altro da lui in senso proprio, sono il suo apparire.
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teologia affermativa / negativa
Attribuire a Dio i nomi della Scrittura, e poi toglierli tutti perché ricavati dalle cose. Le due vie non si escludono: si usano in successione.
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teologia negativa 2 volte
Il discorso su ciò che è supremo condotto per sottrazione. Nasce qui e arriva fino alla mistica del Trecento.
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teologia politica
La tesi che i concetti moderni dello Stato siano concetti teologici secolarizzati, e che l'eccezione stia alla giurisprudenza come il miracolo alla teologia.
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teorema della velocità media
La prima legge del moto accelerato formulata nella storia, dimostrata più volte dai maestri di Merton.
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teorema di Bayes
La regola che lega la credenza rivista alla credenza iniziale e a quanto il dato sarebbe atteso sotto l'ipotesi rispetto a quanto sarebbe atteso comunque.
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teoria causale del riferimento
La proposta per cui un nome si lega al proprio oggetto tramite un battesimo iniziale e una catena di trasmissioni fra parlanti.
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teoria critica 2 volte
Quella che sa di studiare un oggetto prodotto da attività umane, di esserne parte, e che dichiara il proprio interesse invece di tacerlo.
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teoria dei tipi
La stratificazione dell'universo in livelli, con la regola che l'appartenenza abbia senso solo fra livelli consecutivi. Rende la domanda di Russell malformata invece che falsa.
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teoria del crollo
La tesi che la concentrazione del capitale, la scomparsa delle classi intermedie e l'aggravarsi delle crisi rendano il collasso del sistema una necessità storica.
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teoria della conoscenza
La disciplina che studia le condizioni sotto cui una conoscenza è possibile. Il termine si afferma negli anni Sessanta dell'Ottocento e restituisce alla filosofia un compito che nessuna scie...
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teoria di James e Lange
L'emozione come percezione dei cambiamenti corporei: non si trema perché si ha paura, si ha paura perché si trema. Contestata subito, e in parte tornata con le ricerche sull'interocezione.
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teoria spettatoriale
L'idea che conoscere consista nel rispecchiare una realtà già data senza intervenire. Dewey la fa risalire alla divisione sociale fra chi lavorava e chi contemplava.
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teoria tradizionale
Quella che prende il proprio oggetto come dato e si modella sulle scienze della natura, considerando il ricercatore un osservatore esterno.
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terapia dell'anima
Il modello che accomuna le tre scuole: la filosofia si descrive con il vocabolario della medicina — diagnosi, cura, salute.
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termine connotativo
Termine che significa una cosa e ne connota un'altra: «bianco» significa il soggetto e connota la qualità. È lo strumento con cui otto categorie su dieci vengono ricondotte a modi di dire.
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Terra Gemella
L'esperimento mentale con cui Putnam mostra che parlanti con stati mentali identici possono riferirsi a sostanze diverse.
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terrore totale
Non lo strumento per eliminare l'opposizione ma la forma stessa del governo: aumenta quando l'opposizione non c'è più e colpisce per categorie.
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terza faccia del potere
La formazione di percezioni e preferenze, per cui il conflitto non sorge. Richiede però di sapere quali siano gli interessi reali di qualcuno.
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terzo uomo
L'argomento con cui Platone obietta a sé stesso: se gli uomini sono tali per somiglianza all'Idea di Uomo, occorre una seconda Idea che spieghi la somiglianza, e così all'infinito.
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tesi di Church-Turing
L'affermazione che ogni procedura effettiva sia eseguibile da una macchina di Turing. Non è dimostrabile, perché lega una nozione informale a una formale; è sostenuta dall'equivalenza di tre...
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tesi di Duhem
Che il 1277 sia l'anno di nascita della scienza moderna. Formulata da un fisico all'inizio del Novecento dopo la lettura dei manoscritti parigini; oggi ridimensionata, non liquidata.
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testimonianza 2 volte
Descrizione in prima persona di una situazione che nessun osservatore esterno può occupare. Non è una teoria e non si confuta: serve da controllo.
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tetraktys τετρακτύς
La figura triangolare dei primi quattro numeri, la cui somma dà 10. Contiene tutti i rapporti musicali fondamentali.
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tetraphármakos
Il «quadrifarmaco»: le quattro righe che riassumono la cura epicurea. Il testo ci è arrivato da un papiro carbonizzato di Ercolano.
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teurgia 2 volte
«Opera divina», per opposizione a teologia, «discorso su dio». Il rito in cui l'iniziativa è del divino e l'uomo riceve invece di conquistare.
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Timeo
L'unico dialogo di Platone disponibile in latino, tradotto da Calcidio nel IV secolo fino a poco meno della metà. Il fatto che sia un racconto cosmologico determina il platonismo medievale.
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tipizzazione
Il trattare gli altri come esemplari di tipi — l'impiegato, il cliente, lo straniero — attingendo a un magazzino di conoscenza ereditato quasi interamente da altri.
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tipo ideale
Costruzione concettuale ottenuta accentuando unilateralmente alcuni tratti in un quadro coerente. Non si trova nella realtà e non deve trovarcisi: serve come metro per misurare gli scarti.
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tirannicidio
L'uccisione lecita di chi comanda contro la legge. Prima trattazione sistematica nel Policraticus, con condizioni restrittive.
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titoli di accesso
L'insieme dei modi legittimi in cui una persona può procurarsi un bene — produrlo, comprarlo, riceverlo, guadagnarlo. Le carestie moderne sono crolli di questi, non della produzione.
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tolle lege
«Prendi e leggi»: la frase udita nel giardino di Milano, nel racconto delle Confessioni. Scena costruita anni dopo, e discussa dagli studiosi.
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topica / critica
La prima è l'arte di trovare argomenti, la seconda di giudicarne la verità. Vico accusa i moderni di insegnare la critica prima della topica.
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totalità
La categoria che per Lukács distingue il marxismo: non il primato dei motivi economici, ma il guardare ogni fatto come momento di un processo storico complessivo.
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traduzione a due
Il metodo toledano: lettura ad alta voce in volgare da parte di un arabofono, stesura latina da parte di un chierico. Collaborazione fra tre religioni.
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traduzione letterale
Parola per parola, con l'ordine arabo conservato e i termini traslitterati. Produce un latino faticoso e affidabile, e un vocabolario tecnico nuovo.
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tragedia della cultura
Il conflitto fra la vita e le forme che essa produce: le forme si staccano, obbediscono a leggi proprie e si accumulano oltre ciò che un individuo può assimilare.
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tranquillitas ordinis
La pace come tranquillità dell'ordine: un bene reale che anche i malvagi cercano, e che perfino una guerra si propone come fine.
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transfinito
Il numero che misura un insieme infinito. Cantor mostra che se ne può sempre costruire uno maggiore, ottenendo una gerarchia senza fine.
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translatio studii 2 volte
Lo schema con cui i medievali si raccontavano il passaggio del sapere da Atene a Roma a Parigi. Salta quattro secoli di lingua araba.
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transustanziazione
Il cambiamento della sostanza restando le apparenze. Termine coniato nel XII secolo, dottrina ufficiale dal 1215, formulazione tecnica di Tommaso.
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trascendentale 4 volte
Non ciò che sta oltre l'esperienza (quello è trascendente) ma ciò che sta prima e la rende possibile: la conoscenza del nostro modo di conoscere.
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trascendenza e immanenza
Il movimento verso ciò che non c'è ancora, contro la ripetizione che mantiene la vita. Alle donne sarebbe stata storicamente assegnata la seconda.
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trattare come cose
Regola di metodo, non tesi ontologica: osservare i fatti sociali dall'esterno, con indicatori misurabili, invece di spiegarli con le intenzioni di chi li usa.
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tripartizione
La divisione dell'anima in razionale, irascibile e concupiscibile, dedotta dal conflitto interiore: una stessa cosa non può volere e non volere sotto lo stesso rispetto.
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tropi
Gli schemi argomentativi codificati, dieci in Enesidemo, che elencano le ragioni per cui le cose appaiono diversamente secondo il soggetto, lo stato, la distanza, l'abitudine.
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Trotula
Raccolta di tre testi sulla medicina femminile, circolata in tutta Europa. Almeno uno è opera di Trota, medico a Salerno nel XII secolo.
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trust fiducia
Il potere è affidato per uno scopo, non alienato: chi lo esercita è un fiduciario, e la violazione dello scopo lo fa decadere.
U
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ufficio
Da officium, dovere. Diventa la carica distinta da chi la occupa: la nozione senza la quale non esiste lo Stato moderno.
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umanismo 2 volte
In senso tecnico heideggeriano: ogni pensiero che determini l'essenza dell'uomo a partire da una nozione già data di essere. In questo senso lo sono anche il marxismo e il cristianesimo.
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unicità della forma
La tesi che in un individuo ci sia una sola forma sostanziale, che assume le funzioni inferiori. È la posizione più contestata di Tommaso, e la prima a essere proibita.
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unificazione
La proposta per cui si spiega riducendo il numero di schemi argomentativi necessari a rendere conto dei fenomeni.
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unità dell'intelletto
La tesi secondo cui anche l'intelletto che riceve i concetti è unico e separato per tutta la specie: dunque ciò che pensa in me non è mio.
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unità della forma sostanziale
La tesi tomista colpita a Oxford e non a Parigi. Nel 1286 Peckham la dichiara eretica; i domenicani inglesi resistono per vent'anni.
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universale 2 volte
Ciò che è atto a essere predicato di più cose. La definizione di Aristotele lascia deliberatamente aperto lo statuto: se sia una cosa, un concetto o una parola.
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universali fantastici
Caratteri concreti che funzionano come classi: prima del concetto di coraggio esisteva Achille, e serviva alla stessa funzione.
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universitas
Corporazione, totalità dei membri di un mestiere. Non ha alcun rapporto con l'universalità del sapere: l'etimologia diffusa è falsa.
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universo
«Volto verso l'uno», la totalità raccolta. Sostituisce cosmo, che prometteva ordine e bellezza, quando quella promessa non regge più.
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univocità dell'ente
Il concetto di ente si predica nello stesso senso di Dio e della creatura. L'univocità sta nel concetto, non nel modo di esistere.
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univoco
Un termine è univoco quando ha lo stesso significato in tutti i contesti in cui compare, equivoco quando ne ha di diversi senza rapporto, analogo quando ne ha di diversi ma ordinati fra loro...
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Uno
Il principio che sta prima dell'essere e del pensiero, perché entrambi implicano già una dualità. Se ne può dire solo ciò che non è.
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uno dell'anima
Il punto dell'anima al di sopra dell'intelletto, per cui essa è una invece di pensare l'uno. Eredità neoplatonica trasmessa attraverso lo Pseudo-Dionigi.
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uomo volante
L'esperimento mentale con cui Avicenna mostra che l'autocoscienza non dipende dalla percezione del corpo.
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uso
Ciò in cui consiste il significato: non l'oggetto designato ma l'insieme delle pratiche in cui l'espressione ha una funzione.
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uso di fatto
L'utilizzazione di una cosa senza alcun titolo giuridico. Attribuito ai frati nel 1279 per rendere pensabile una vita senza proprietà.
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utilizzabilità
Il modo di essere degli attrezzi, che si incontrano nell'uso e non nello sguardo. Un buon attrezzo è quello che non si nota.
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utopia
Costruzione ragionata di un ordine sociale. Proprio perché discutibile e correggibile, per Sorel finisce sempre per fornire materiale ai riformatori.
V
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validità
Il modo d'essere proprio dei valori secondo Lotze e la scuola del Baden: non esistono come cose, valgono come vincoli. Il verbo tedesco è gelten.
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validità esterna
La questione se il risultato di uno studio si applichi a un paziente che non somiglia ai partecipanti. È il problema tecnicamente più aperto della medicina basata sulle prove.
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valore
La domanda che questa scuola non può evitare è che cosa sia un valore, e la risposta usa un verbo che l'italiano rende male. Il tedesco distingue sein, essere, da gelten, che significa valer...
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valore differenziale
Il principio di Saussure per cui un elemento della lingua significa soltanto distinguendosi dagli altri, senza possedere nulla di proprio.
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valore in contanti
La metafora con cui James chiede che cosa incassi chi possiede un'idea. Gli costò le obiezioni più dure, perché suggerisce che la verità coincida con la convenienza.
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valutazione del rischio
Il modello per separare i piani: stimare la pericolosità è tecnico, decidere quale rischio sia accettabile è politico.
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variazione immaginaria
Il procedimento con cui si modifica liberamente un caso singolo fino a individuare ciò che non si può togliere senza distruggerlo: l'essenza, o eidos.
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velo di Maya
Immagine indiana per il mondo come rappresentazione: spazio, tempo e causalità fanno vedere cose separate dove la separazione non è definitiva.
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verificabilità di principio
La distinzione fra ciò che nessuno ha ancora controllato e ciò che nessuno saprebbe come controllare. È essenziale al criterio, e il punto in cui comincia a sfaldarsi.
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verificazione
Il latino verificare è tardo e composto: verum facere, fare vero, rendere vero. Nell'uso medievale significava accertare, stabilire come stanno le cose; è imparentato con il verificare dei n...
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verità effettuale
La cosa come funziona di fatto, contro la sua immagine ideale. È la dichiarazione di metodo del capitolo XV del Principe.
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verosimile
Il regno delle cose umane: né certo né falso. Educare a disprezzarlo significa rendere inetti alla medicina, al diritto e alla politica.
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versione modale
La formulazione del terzo capitolo: non solo esiste, ma non si può pensare che non esista. È quella che la logica del Novecento ha ripreso.
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verum ipsum factum 2 volte
Vero e fatto si convertono: si conosce con verità tanto quanto si è prodotto. Factum è participio — non l'accadimento, ma il prodotto.
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verwindung 2 volte
Termine heideggeriano che vale insieme convalescenza, rassegnazione a una perdita e torsione. Si oppone al superamento, che presuppone un terreno più solido.
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vestigio / immagine / somiglianza
I tre gradi in cui una creatura rinvia al principio: impronta, struttura riprodotta, conformità della volontà. Solo l'immagine può volgersi al proprio originale.
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via
Il modo in cui nel Trecento e Quattrocento ci si contrassegna: via antica e via moderna. In alcune università le cattedre saranno divise per via.
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via dell'eminenza
Il terzo movimento: negato il nome, lo si riafferma a un livello impensabile. Da qui i composti con «oltre-» che l'autore conia a decine.
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via lunga
Il metodo di Ricœur: a sé stessi si arriva solo attraverso le mediazioni — simboli, testi, racconti, azioni, istituzioni — e mai per evidenza diretta. Si oppone alla via corta di Husserl e d...
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via moderna
L'insegnamento fondato sulla logica dei termini, la diffidenza verso gli universali e la restrizione del dimostrabile. La contrapposizione con la via antica è anche amministrativa.
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violenza
La rottura operaia — sciopero, sabotaggio, rifiuto di trattare — che non mira a sostituirsi al padrone ma a rendere visibile la separazione fra le classi.
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violenza che istituisce
Quella dei fondatori e dei rivoluzionari vittoriosi, che crea un ordinamento; si distingue da quella che lo conserva, e nella polizia le due si confondono.
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violenza simbolica
Il dominio esercitato con la complicità di chi lo subisce, perché costui percepisce la propria condizione con categorie prodotte dal rapporto che lo domina.
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virtù virtus 2 volte
Non virtù morale: capacità di riuscire, energia, prontezza nel cogliere l'occasione. Sta sempre in coppia con la fortuna.
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vita indegna di essere vissuta 2 volte
Formula di un opuscolo del 1920 che propone una procedura per autorizzare la soppressione, includendovi chi non è in grado di chiederla.
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vitalismo
La dottrina secondo cui i fenomeni della vita richiedono una forza propria, non riducibile a fisica e chimica. È il bersaglio dichiarato del programma che i fisiologi berlinesi si diedero ne...
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Volksgeist
Lo spirito di un popolo: l'insieme coerente delle sue istituzioni e dei suoi costumi. Nozione destinata agli abusi peggiori dell'Ottocento.
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volontà 2 volte
Non la facoltà di deliberare: la spinta senza scopo e senza causa che costituisce l'interno di ogni cosa. Il nome è preso dall'unico caso conosciuto da dentro.
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volontà di potenza
La tendenza di ogni forma vivente a espandersi e imporre la propria forma, non il desiderio di comandare. Vale per il santo quanto per il tiranno.
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volontà divisa
Il conflitto interno descritto come lotta fra due volontà entrambe proprie, e non fra anima e corpo né fra due nature.
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volontà generale 2 volte
Ciò che ciascuno vuole in quanto cittadino, non la somma delle preferenze private (che è la volontà di tutti). Termine di origine teologica secentesca.
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volto
Non i lineamenti ma l'eccedenza dell'altro rispetto a ogni immagine che me ne faccio. Non un fenomeno che si descrive: qualcosa che si esprime e disfa la forma.
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voluntarismo
Mettere al centro la volontà, divina e umana, come difesa contro l'idea che le cose non potessero andare altrimenti. Dopo il 1277 è quasi una condizione professionale.
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voluntas 2 volte
La volontà come centro della persona: non la scelta ragionata dei greci, ma ciò che uno è quando smette di sapere e comincia a volere. Termine senza equivalente greco esatto.
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vox e sermo
Il suono fisico e la parola dotata di significato. La distinzione salva Abelardo dal ridurre l'universale a un rumore.
W
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wie es eigentlich gewesen
La formula di Ranke del 1824. Eigentlich significa effettivamente ma anche propriamente ed essenzialmente: la lettura come «fatti nudi» ne fa un positivista documentario che non fu mai.
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wirkungsgeschichte
La parola tedesca che regge tutto il libro si traduce a fatica: storia degli effetti, o storia dell'efficacia. L'idea è questa. Un'opera importante non arriva mai nuda: arriva dentro la stor...
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Wissenschaft
Il termine tedesco per «scienza» include filologia, storia e diritto — le Geisteswissenschaften. L'inglese science no: molti equivoci di traduzione nascono qui.
Z
Á
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ápeiron ἄπειρον
L'illimitato, l'indeterminato: il principio di Anassimandro, privo di qualità definite proprio per poterle generare tutte.
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ápeiron, di nuovo
La parola l'abbiamo già incontrata nel primo capitolo, e vale la pena vedere che cosa le è successo per strada. In Anassimandro, ἄπειρον era una lode: il principio è illimitato, cioè indeter...
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ápeiron, terza versione
In Melisso l'illimitato torna a essere una qualità positiva dell'essere, dopo essere stato un difetto per i pitagorici e per Parmenide.
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átomos ἄτομος 2 volte
«Non tagliabile» (a- privativo + témno). Indivisibile perché privo di vuoto interno: separarne le parti richiederebbe uno spazio fra loro.
É
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éidola εἴδωλα
Sottili pellicole di atomi che si staccano dai corpi conservandone la forma e raggiungono i sensi. Spiegano la percezione, i sogni e le visioni divine.
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élenchos ἔλεγχος
Esame e confutazione: il procedimento con cui Socrate mostra all'interlocutore che le sue risposte si contraddicono.
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éstin ἔστιν
«È». Il soggetto del verbo è deliberatamente indeterminato, ed è uno dei problemi interpretativi maggiori del testo.
Ê
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êthos
Parola greca che Heidegger riporta al significato di dimora e soggiorno abituale, per sostenere che il pensiero che pensa la verità dell'essere sia già un'etica originaria.
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êthos anthrópoi daímon
Il carattere (êthos, con eta) è, per l'uomo, il suo demone: ciò che chiamiamo destino è il modo in cui siamo fatti.