teoria critica
Quella che sa di studiare un oggetto prodotto da attività umane, di esserne parte, e che dichiara il proprio interesse invece di tacerlo.
Compare in volume VIII
Dove viene aperta
Volume VIII · 11. Perché non è successo
L'espressione compare nel 1937 in un saggio di Horkheimer, e designa una distinzione fra due modi di fare scienza sociale. La teoria tradizionale prende il proprio oggetto come dato e si modella sulle scienze della natura: osserva regolarità, costruisce ipotesi, le controlla. Chi la pratica considera sé stesso un osservatore esterno, il cui compito è descrivere ciò che c'è; e la società, in questo quadro, è trattata come un pezzo di natura con leggi proprie da scoprire. La teoria critica parte da un'osservazione che la prima non può fare. Il suo oggetto — la società — non è un dato di natura: è il risultato di attività umane, e continua a essere prodotto ogni giorno da persone che potrebbero fare diversamente. Ne segue che descriverlo come un sistema di leggi significhi contribuire a farlo apparire immodificabile, che è precisamente la funzione che il capitolo quinto ha chiamato reificazione. Ne seguono tre differenze. La teoria critica sa che il teorico è dentro ciò che studia, e che la sua stessa posizione — un istituto finanziato in un certo modo, in un certo paese — fa parte dell'oggetto. Non separa la constatazione dall'interesse: dichiara che il proprio interesse è la fine di una condizione ingiusta, e sostiene che una teoria che dichiari di non averne ne abbia comunque uno, taciuto. E non ha un criterio di successo pratico immediato, perché il suo compito non è produrre applicazioni ma rendere pensabile che le cose potrebbero stare altrimenti. Va aggiunto un dato di storia editoriale che spiega il termine. Nel 1937 gli autori erano rifugiati in un paese ospitale, dipendenti da un'università americana e da fondazioni, in una fase in cui la parola marxismo poteva costare l'ospitalità. «Teoria critica» funzionò anche come un travestimento — e il travestimento, come accade, finì per diventare la cosa stessa.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VIII · 11. Perché non è successo
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Quella che sa di studiare un oggetto prodotto da attività umane, di esserne parte, e che dichiara il proprio interesse invece di tacerlo.