valore
La domanda che questa scuola non può evitare è che cosa sia un valore, e la risposta usa un verbo che l'italiano rende male. Il tedesco distingue sein, essere, da gelten, che significa valere, essere in vigore, avere corso. Una mone...
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Volume V · 8. Leggi e individui
La domanda che questa scuola non può evitare è che cosa sia un valore, e la risposta usa un verbo che l'italiano rende male. Il tedesco distingue sein, essere, da gelten, che significa valere, essere in vigore, avere corso. Una moneta gilt; una legge gilt; una regola grammaticale gilt. La parola dice che qualcosa è vincolante, senza dire che sia una cosa. La mossa risale a Hermann Lotze, che negli anni Settanta aveva sostenuto che i valori non esistono, valgono. Non stanno da nessuna parte — non nel mondo fisico, non nella testa di qualcuno — e tuttavia hanno una presa: chi promette è tenuto a mantenere anche se non ne ha voglia, e la validità di quel vincolo non dipende dalla sua voglia. È una terza regione, accanto alle cose e agli atti psichici, e il neokantismo del Baden la mette al centro. Il vantaggio è che sottrae i valori tanto alla natura quanto alla psicologia: dire che una cosa è giusta non è descrivere un fatto né riferire un sentimento. Lo svantaggio compare appena si chiede dove valgano, e per chi. Su questo la scuola non ha una risposta soddisfacente, ed è la crepa di questo capitolo.