La crepa

wirkungsgeschichte

La parola tedesca che regge tutto il libro si traduce a fatica: storia degli effetti, o storia dell'efficacia. L'idea è questa. Un'opera importante non arriva mai nuda: arriva dentro la storia di ciò che ha prodotto. Chi legge oggi un d...

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Volume VII · 28. Il pregiudizio

La parola tedesca che regge tutto il libro si traduce a fatica: storia degli effetti, o storia dell'efficacia. L'idea è questa. Un'opera importante non arriva mai nuda: arriva dentro la storia di ciò che ha prodotto. Chi legge oggi un dialogo di Platone lo legge attraverso venticinque secoli di platonismi, di traduzioni, di polemiche, di scuole, di manuali — e li legge anche senza saperne niente, perché quelle stratificazioni hanno formato la lingua e le domande con cui ci si accosta. Non c'è nessun punto da cui vedere il testo come era prima di avere avuto effetti. Gadamer chiama coscienza della storia degli effetti la consapevolezza di trovarsi in questa condizione, e ne fa una virtù dell'interprete. Chi crede di leggere senza mediazioni sta semplicemente subendo le mediazioni che non conosce; chi sa di essere collocato può almeno chiedersi dove si trovi. La conseguenza è una nozione notoriamente ambigua: la fusione degli orizzonti. Un orizzonte è tutto ciò che si vede da un punto; il testo ne ha uno, il lettore un altro, e capire non significa saltare nel primo abbandonando il secondo — cosa che nessuno può fare — né tirare il testo dentro il proprio. Significa che i due si allargano fino a comprendersi, e che ne esce un terzo orizzonte più ampio di entrambi. Ambigua, perché non è mai chiaro chi verifichi che la fusione sia avvenuta invece che una semplice assimilazione.