abduzione
L'inferenza che risale da un fatto sorprendente all'ipotesi che lo renderebbe naturale. Per Peirce è l'unica che introduca idee nuove, e non giustifica: propone.
Compare in volume VI
Dove viene aperta
Volume VI · 23. Il tacchino e la terza via
Il latino abductio significa il portare via, e come termine logico compare nel 1597, nella traduzione latina di Aristotele di Giulio Pace, per rendere apagōgé, che indicava un tipo particolare di sillogismo in cui la premessa minore non è certa ma solo più plausibile della conclusione. Le versioni medievali rendevano quel termine altrimenti: è a Pace che Peirce lo prende. Peirce lo riprende e lo trasforma, e la scelta della parola è deliberata: l'abduzione porta via dal fatto verso ciò che lo spiega, cioè si muove all'indietro lungo la catena causale. La deduzione va dalla causa all'effetto; l'abduzione dall'effetto alla causa. Ed è per questo che è insicura per costruzione. La stessa strada percorsa in avanti è obbligata — se A allora C — e percorsa all'indietro non lo è, perché C potrebbe avere altre cause. La forma logica dell'abduzione è quella che i manuali chiamano affermazione del conseguente, ed è, come inferenza deduttiva, un errore: da «se piove la strada è bagnata» e «la strada è bagnata» non segue «piove». È il punto che rende la questione interessante. La forma di ragionamento con cui la scienza scopre quasi tutto ciò che non si vede è, dal punto di vista deduttivo, una fallacia. Che sia una fallacia utile è evidente; che sia giustificata è la domanda dei quattro capitoli che seguono.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VI · 23. Il tacchino e la terza via
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L'inferenza che risale da un fatto sorprendente all'ipotesi che lo renderebbe naturale. Per Peirce è l'unica che introduca idee nuove, e non giustifica: propone.