bricoleur
Chi costruisce con un repertorio finito ed ereditato, in cui ogni pezzo ha già avuto altri usi, contro l'ingegnere che parte dal progetto e fa fabbricare il pezzo.
Compare in volume VIII
Dove viene aperta
Volume VIII · 17. La struttura
Per dire in che cosa il pensiero selvaggio differisca da quello scientifico, Lévi-Strauss usa un'immagine presa dal francese quotidiano. Il bricoleur è chi aggiusta le cose in casa. Non va a comprare il pezzo giusto: apre un cassetto in cui ci sono viti spaiate, pezzi di fil di ferro, un elastico, una molla recuperata da un altro oggetto, e costruisce la soluzione con ciò che ha. Il suo repertorio è finito, eterogeneo, ereditato da lavori precedenti; e ogni pezzo, nel suo cassetto, ha già avuto un uso e ne avrà altri. L'ingegnere, invece, parte dal progetto: definisce il problema, specifica il pezzo che serve, e se non c'è lo fa fabbricare. Il suo materiale è definito dalla funzione, non dalla storia. Il pensiero mitico, dice Lévi-Strauss, lavora da bricoleur. Ha a disposizione un repertorio chiuso di elementi — gli animali, le piante, i corpi celesti, le parti del corpo, i mestieri —, ciascuno dei quali porta con sé i significati che ha già avuto in altri racconti, e li ricombina per rispondere a problemi nuovi. Il risultato è rigoroso in un altro modo e non meno, perché la coerenza si ottiene dentro un materiale che non si può cambiare. Va aggiunto che l'immagine ha avuto una fortuna enorme fuori dall'antropologia — nella biologia evolutiva, nella storia della tecnica, nello studio delle organizzazioni — e che quasi sempre chi la usa la impoverisce, trattando il bricolage come un ripiego. Nel testo originale non c'è alcuna gerarchia: sono due modi diversi di produrre ordine, e il secondo è recente e raro.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VIII · 17. La struttura
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Chi costruisce con un repertorio finito ed ereditato, in cui ogni pezzo ha già avuto altri usi, contro l'ingegnere che parte dal progetto e fa fabbricare il pezzo.