caos
Il greco cháos viene da una radice che significa aprirsi, spalancarsi, ed è il primo essere che compare nella Teogonia di Esiodo: non il disordine, ma la voragine, lo spazio vuoto che si spalanca prima che ci sia qualcosa. Il volume...
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Volume VI · 32. Ordine dal disordine
Il greco cháos viene da una radice che significa aprirsi, spalancarsi, ed è il primo essere che compare nella Teogonia di Esiodo: non il disordine, ma la voragine, lo spazio vuoto che si spalanca prima che ci sia qualcosa. Il volume primo ha visto i milesii sostituirlo con l'ápeiron. Il senso di disordine confuso arriva con la traduzione latina e con Ovidio, che descrive il caos come una massa informe in cui gli elementi sono mescolati; ed è quello passato nell'uso comune. Il senso tecnico del Novecento è ancora diverso, ed è l'esatto contrario di ciò che la parola suggerisce. Un sistema caotico non è disordinato e non è casuale: è rigorosamente deterministico, governato da equazioni semplici, e le sue traiettorie hanno una struttura geometrica precisa — quella che si chiama attrattore, e che nel caso di Lorenz ha la forma di due ali di farfalla. Ciò che il caos rende impossibile non è la spiegazione ma la previsione a lungo termine, e solo perché richiederebbe una precisione infinita nella misura iniziale. È forse l'esempio più efficace di quanto una parola mal scelta possa danneggiare un'idea. Dire che il tempo atmosferico è caotico non significa che sia arbitrario o incomprensibile: significa che è governato da leggi che si conoscono, e che chi le conosce può dire con precisione per quanti giorni la previsione reggerà.