La crepa

ecceità

Astratto costruito sul dimostrativo «questa»: la qualità di essere questo. Termine raro in Scoto — una dozzina di occorrenze, quasi tutte fuori dalla redazione d'autore — e diffuso dalla sua scuola.

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Dove viene aperta

Volume III · 16. Questo qui

La parola è costruita sul dimostrativo latino haec, «questa», con la desinenza che serve a formare i nomi astratti: alla lettera, la questità. La qualità di essere questo. È un mostro linguistico, ed è fatto apposta. In latino l'astratto si forma normalmente da un aggettivo: da humanus si ricava l'umanità, la qualità di essere umano. Fare un astratto da un pronome dimostrativo significa trattare come una proprietà ciò che, per definizione, non è una proprietà — perché nessuna descrizione, per quanto dettagliata, arriva mai a dire questo. Il punto è precisamente questo. Si possono elencare tutte le caratteristiche di una persona e non si sarà detto che è lei; si può descrivere un quadro fin nei pigmenti e non si sarà detto che è quello. C'è un resto che il linguaggio universale non cattura, e a cui si arriva solo indicando. La filosofia contemporanea ci è tornata sopra da almeno tre lati: nella logica, con lo studio dei termini che si riferiscono senza descrivere; nell'etica, con la domanda se una persona sia sostituibile da un'altra con le stesse proprietà; nell'estetica, con la questione di che cosa manchi a una copia perfetta. Le risposte cambiano. La domanda è quella che un frate scozzese ha formulato per primo con questa nettezza, e nessuno l'ha più chiusa.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

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Astratto costruito sul dimostrativo «questa»: la qualità di essere questo. Termine raro in Scoto — una dozzina di occorrenze, quasi tutte fuori dalla redazione d'autore — e diffuso dalla sua scuola.