idea
In Locke: qualunque cosa sia oggetto dell'intelletto quando si pensa. Contenuto mentale, non realtà oggettiva come in Platone. Il cambiamento di significato è decisivo.
Compare in volume IV
Dove viene aperta
Volume IV · 17. Il foglio bianco
Chi ha letto il volume primo ricorderà che ἰδέα, in Platone, indicava una realtà oggettiva, eterna e indipendente da noi: l'aspetto con cui una cosa si mostra all'occhio della mente. In Locke la parola ha cambiato completamente padrone. Idea, dichiara all'inizio del Saggio, è qualunque cosa sia oggetto dell'intelletto quando un uomo pensa: un'immagine, una sensazione, un concetto, un ricordo. Sta dentro la mente, appartiene a chi la ha, e nasce e muore con lui. È lo stesso passaggio che il capitolo decimo aveva già segnalato in Cartesio, e da lì in avanti sarà definitivo: quando in un testo moderno si legge «idea», si intende un contenuto mentale. Il cambiamento sembra lessicale e non lo è. Se le idee sono ciò di cui la mente è immediatamente consapevole, allora tutto ciò che conosciamo direttamente sono le nostre idee — e il mondo, se c'è, sta dall'altra parte di quel diaframma. Locke non trae questa conseguenza; ma l'ha resa disponibile, e nel prossimo capitolo qualcuno la raccoglierà.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume IV · 17. Il foglio bianco
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In Locke: qualunque cosa sia oggetto dell'intelletto quando si pensa. Contenuto mentale, non realtà oggettiva come in Platone. Il cambiamento di significato è decisivo.