memoria
Non solo il ricordo: il deposito di tutto ciò che si ha senza averlo sotto gli occhi, compresi i concetti mai entrati dai sensi e la traccia dell'oblio.
Compare in volume II
Dove viene aperta
Volume II · 7. Che cos'è dunque il tempo
In latino significava già, come in italiano, la facoltà di ricordare. Agostino le fa fare un salto. Nella sua analisi la memoria non custodisce soltanto il passato: contiene i concetti che non hanno mai avuto una data, le regole del pensiero, il desiderio della felicità, e persino la traccia di ciò che si è dimenticato. È il nome di tutto ciò che si ha senza averlo sotto gli occhi: il deposito di sé. Da qui deriva l'uso che ne farà nel Trinità, dove cerca nell'uomo un'immagine della struttura divina e la trova in una terna: memoria, intelligenza, volontà. La mente ricorda sé stessa, si conosce, si vuole — e i tre atti sono distinti e sono un'unica mente. Nulla di simile a un gioco di analogie: è il primo tentativo occidentale di descrivere la vita mentale come una struttura, con parti che si rimandano l'una all'altra, invece che come un elenco di facoltà. Da lì passa a tutta la psicologia medievale. E la parola tiene ancora. Quando nell'Ottocento e nel Novecento si comincerà a sostenere che ciascuno è fatto di ciò che ricorda e di ciò che ha rimosso, si starà lavorando su un terreno che questo libro aveva dissodato.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume II · 7. Che cos'è dunque il tempo
-
Non solo il ricordo: il deposito di tutto ciò che si ha senza averlo sotto gli occhi, compresi i concetti mai entrati dai sensi e la traccia dell'oblio.