La crepa

meritum

Il latino meritum è il participio di mereri, che nell'uso comune significa guadagnare: la paga del soldato, il compenso per un servizio. La parola nasce dentro un rapporto di scambio. Applicarla al rapporto con Dio crea perciò un pr...

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Volume III · 20. La grazia e il merito

Il latino meritum è il participio di mereri, che nell'uso comune significa guadagnare: la paga del soldato, il compenso per un servizio. La parola nasce dentro un rapporto di scambio. Applicarla al rapporto con Dio crea perciò un problema immediato, che i teologi videro benissimo: se l'uomo merita, Dio deve; e un Dio che deve qualcosa a una creatura non è più il Dio di cui si sta parlando. La soluzione elaborata nel Duecento consiste in una distinzione fra due gradi. Il merito di condegno è quello proporzionato al premio, secondo giustizia: e per averlo occorre già essere in grazia, cioè aver ricevuto ciò che permette di meritare. Il merito di congruo obbliga soltanto secondo convenienza: è appropriato che Dio, essendo generoso, ricompensi chi si è sforzato — pur non essendovi tenuto. Tutta la controversia di questo capitolo si gioca dentro quella seconda casella. Se l'uomo può, senza grazia, produrre un merito di congruo, allora il primo passo è suo. Se non può, allora anche il primo passo è dato. Il volume quarto racconterà che cosa succede quando qualcuno decide che la parola vada tolta del tutto dal vocabolario teologico, e sostituita con un'altra presa dal linguaggio dei tribunali: imputazione, cioè l'attribuzione di una qualità che il soggetto non possiede.