misconoscimento
La negazione dello status di interlocutore: non un'offesa con un autore, non un pregiudizio nella testa altrui, ma una condizione durevole inscritta in regole e automatismi.
Compare in volume VIII
Dove viene aperta
Volume VIII · 33. Essere qualcuno
Il termine traduce un tedesco che significa disattenzione o mancanza di riguardo, e conviene distinguerlo da tre cose che gli assomigliano. Non è offesa: un'offesa è un atto, ha un autore e si può ritirare. Il misconoscimento è una condizione che dura, prodotta da moltissimi atti minuti di cui nessuno è responsabile in particolare. Non è pregiudizio: un pregiudizio sta nella testa di chi lo nutre. Il misconoscimento riguarda la posizione di chi lo subisce, ed è insieme un fatto istituzionale — quali forme di vita sono previste dai moduli, quali competenze sono riconosciute, quali nomi si sanno pronunciare. E non è oppressione in senso materiale: si può essere ben pagati e misconosciuti, e si può essere sfruttati da persone che stimano sinceramente ciò che si è. La distinzione fra i due assi è la ragione per cui questo capitolo esiste. Ciò che il termine designa correttamente è la negazione dello status di interlocutore: la condizione di chi partecipa a una società che, nelle sue regole e nei suoi automatismi, non lo prevede come qualcuno le cui ragioni contino. Ed è, in tre parole, la stessa cosa che il capitolo nono chiamava il diritto ad avere diritti e il capitolo ventisettesimo l'impossibilità di essere ricevuti come parola.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VIII · 33. Essere qualcuno
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La negazione dello status di interlocutore: non un'offesa con un autore, non un pregiudizio nella testa altrui, ma una condizione durevole inscritta in regole e automatismi.