modernismo
Il nome che Pascendi dà a un insieme di posizioni sulla storicità del dogma e sull'esperienza religiosa, ricostruite come sistema unitario che quasi nessuno dei condannati sosteneva per intero.
Compare in volume V
Dove viene aperta
Volume V · 20. Il regno e la Chiesa
È un caso raro: il nome di un movimento coniato da chi lo condannava, e applicato a persone che non si consideravano parte di nulla. Prima del 1907 la parola circolava di rado. L'enciclica Pascendi la usa per designare un sistema unitario, che ricostruisce con cura: un agnosticismo filosofico alla base, per cui la ragione non raggiunge il soprannaturale; l'immanenza vitale come sorgente della religione, per cui la fede nasce da un bisogno interiore; l'evoluzione applicata a dogmi, culto e istituzioni. Il testo procede poi mostrando come ciascuna tesi implichi le altre. Il guaio è che quel sistema non era di nessuno. Loisy era uno storico dei testi biblici e non condivideva la filosofia di Blondel; Blondel rifiutò esplicitamente l'immanentismo che gli veniva attribuito; Tyrrell si occupava di esperienza religiosa e non di critica testuale; nessuno dei tre sottoscriveva l'insieme. La costruzione dell'avversario come sistema coerente è un'operazione retorica antica, e ha un effetto pratico: rende ogni singola tesi sospetta in quanto sintomo di tutte le altre. Ne segue l'uso che la parola ha avuto per mezzo secolo: bastava a squalificare chiunque proponesse di applicare metodi storici ai documenti cristiani, e a bloccare la ricerca ben oltre le posizioni condannate.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume V · 20. Il regno e la Chiesa
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Il nome che Pascendi dà a un insieme di posizioni sulla storicità del dogma e sull'esperienza religiosa, ricostruite come sistema unitario che quasi nessuno dei condannati sosteneva per intero.