La crepa

mondo della vita

Il mondo dato prima di ogni scienza: intuitivo, relativo alla cultura e all'epoca, approssimativo nelle misure. Non più vero di quello scientifico, ma suo fondamento.

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 8. Il mondo della vita

Il tedesco dice Lebenswelt, e il termine ha avuto una fortuna enorme fuori dalla fenomenologia — in sociologia, in antropologia, negli studi sulla medicina — spesso perdendo per strada ciò che ha di preciso. Il mondo della vita è il mondo così come è dato prima di ogni scienza: quello in cui il tavolo è duro, la giornata è lunga, la strada sale, l'amico è di malumore. È intuitivo, cioè si dà direttamente; è relativo, perché cambia con la cultura, l'epoca, il mestiere; è approssimativo, perché le sue misure sono comparative e non esatte. La tesi di Husserl non è che quel mondo sia più vero di quello della scienza. È che ne sia il fondamento, in un senso preciso e verificabile: ogni operazione scientifica, per quanto astratta, comincia e finisce lì. Lo scienziato legge uno strumento con i propri occhi, in un laboratorio, discutendo con colleghi che gli parlano; e i risultati, per contare, devono tornare al mondo comune sotto forma di previsioni che si avverano o di macchine che funzionano. Ne segue la conclusione che dà al libro la sua forza: la scienza non può fondare il mondo della vita, perché lo presuppone in ogni suo passo. E chi pretende di sostituirlo con il proprio prodotto compie un'operazione che, presa alla lettera, si sega il ramo su cui è seduta.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VII · 8. Il mondo della vita

Il mondo dato prima di ogni scienza: intuitivo, relativo alla cultura e all'epoca, approssimativo nelle misure. Non più vero di quello scientifico, ma suo fondamento.