La crepa

quodlibet

La seduta semestrale in cui chiunque può porre qualunque domanda senza preavviso. I verbali sono fra i testi medievali più vivaci.

Compare in volume II e volume III

Dove viene aperta

Volume III · 13. Correggere il maestro

Significa «qualunque cosa»: de quolibet ad voluntatem cuiuslibet, su qualsiasi argomento a volontà di chiunque. È l'unica istituzione accademica della storia in cui il pubblico stabilisce il programma, e la sua esistenza dice qualcosa sul periodo che le condanne fanno dimenticare: un'università in cui, due volte l'anno, il maestro più autorevole della facoltà si sedeva e accettava di rispondere a qualunque domanda, comprese quelle poste per metterlo in difficoltà. La parola sopravvive alla cosa. In italiano un qualsiasi di quel genere è finito a indicare l'indifferenza dell'oggetto; in musica il quodlibet è il pezzo che intreccia melodie diverse per gioco, e Bach ne mise uno alla fine delle Variazioni Goldberg. Resta, nella parola, l'idea di una forma che accoglie qualunque contenuto. Che cosa abbia significato per la filosofia, però, va registrato a parte. Le questioni disputate sono lo strumento con cui l'università costringe ogni tesi a esistere insieme alle obiezioni. Un pensiero che nasce in quella forma non può essere esposto senza il suo contrario, e chi lo studia impara l'arte di stare per qualche minuto dalla parte dell'avversario.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume II · 28. Le Sentenze e la corporazione

La seduta semestrale in cui chiunque può porre qualunque domanda senza preavviso. I verbali sono fra i testi medievali più vivaci.

Volume III · 13. Correggere il maestro

Disputa in cui l'argomento lo pone il pubblico: qualsiasi domanda, da chiunque. Le raccolte di Enrico e Goffredo sono la fotografia più nitida dei problemi realmente discussi a Parigi.