ragione vitale
La posizione di Ortega contro il razionalismo, che tratta la ragione come atemporale, e contro il relativismo, che dalla nascita storica di un pensiero ne ricava l'equivalenza con ogni altro.
Compare in volume VII
Dove viene aperta
Volume VII · 13. Io sono io e la mia circostanza
È la formula con cui Ortega designa la propria posizione, e va letta come una rivendicazione contro due avversari insieme. Contro il razionalismo, che tratta la ragione come una facoltà atemporale e considera la vita concreta un disturbo. Contro il vitalismo e il relativismo, che dalla constatazione che ogni pensiero nasce in una vita ricavano che nessun pensiero valga più di un altro — la posizione che il capitolo terzo ha visto Husserl attaccare e che Ortega detestava altrettanto. La sua terza via passa per una nozione che chiama prospettivismo, e che è più forte di quanto il nome suggerisca. Ogni vivente vede il mondo da un punto, e ciò che vede dipende da dove sta. Questo non rende la sua visione falsa: la rende parziale e insostituibile. Il paesaggio visto da quella collina non è un'illusione, ed è l'unico modo in cui il paesaggio si dà da lì; nessun altro può vederlo al posto suo. Ne segue una conclusione che rovescia il relativismo invece di accettarlo. La verità intera è la somma delle prospettive, e non ciò che resta togliendole, che nessuno possiede e a cui ciascuno contribuisce con la propria. Una prospettiva sbagliata non è quella parziale — sono parziali tutte — ma quella che pretende di essere l'unica, o che rinuncia a essere sé stessa. Ortega ne trae anche una tesi sulla storia della filosofia: ogni epoca ha visto qualcosa che le altre non potevano vedere, e il compito non è scegliere fra i sistemi ma ricostruire da quale posizione ciascuno guardava.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VII · 13. Io sono io e la mia circostanza
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La posizione di Ortega contro il razionalismo, che tratta la ragione come atemporale, e contro il relativismo, che dalla nascita storica di un pensiero ne ricava l'equivalenza con ogni altro.