ratio
È la terza tappa di un filo che questo libro ha aperto con Eraclito e ripreso con gli stoici, e qui il filo si spezza. Il greco lógos teneva insieme, in una parola sola, il discorso, la ragione, il rapporto matematico, il resoconto e la l...
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Volume I · 19. Roma traduce
È la terza tappa di un filo che questo libro ha aperto con Eraclito e ripreso con gli stoici, e qui il filo si spezza. Il greco lógos teneva insieme, in una parola sola, il discorso, la ragione, il rapporto matematico, il resoconto e la legge. Il latino non ha nulla di simile, e i traduttori sono costretti a dividere. Per il versante del calcolo, del conto, della proporzione e della facoltà che ragiona usano ratio — da cui vengono la nostra «ragione», il «raziocinio», la «razionalità», e anche la «razione», che è una quantità calcolata. Per il versante del dire usano oratio, sermo, verbum. Da quel momento, in Occidente, la ragione e la parola sono due cose. È una separazione che i Greci non avevano e che noi diamo per ovvia, e che ha conseguenze lunghe: quando la Vulgata deve tradurre l'inizio del Vangelo di Giovanni — in principio era il lógos — sceglie Verbum, la parola detta, e lascia fuori tutto il resto. Erasmo, quindici secoli dopo, proporrà di correggere in Sermo, e susciterà uno scandalo. Tradurre è il modo in cui una civiltà decide che cosa ricorderà, e non è mai un'operazione neutrale.