La crepa
Copertina del volume I de «La crepa»: Dai presocratici allo stoicismo romano

Una storia della filosofia antica

Dai presocratici allo stoicismo romano

VI secolo a.C. – II secolo d.C.

Il 28 maggio del 585 avanti Cristo il sole si spegne in pieno giorno e due eserciti smettono di combattere. In un porto dell'Asia Minore un uomo aveva annunciato che sarebbe successo — e quasi certamente non era vero, perché allora nessuno sapeva prevedere un'eclissi. La notizia è un'altra: che qualcuno abbia trovato la cosa credibile.

Non è un catalogo di filosofi. È la storia di una domanda che cambia forma tre volte e ogni volta cambia città: a Mileto è una domanda sul mondo, ad Atene diventa una domanda sull'uomo, e quando le città smettono di decidere di sé si stringe fino a diventare personale. Da Talete a Marco Aurelio.

Sotto tutto corre la prima delle grandi crepe: chi spiega il cambiamento perde la permanenza, e chi spiega la permanenza perde il cambiamento.

Capitoli
20
Parole
65.240
Autore
Gabriele Carboni
Acquista il volume

Di che cosa parla

Il 28 maggio del 585 avanti Cristo il sole si spegne in pieno giorno e due eserciti smettono di combattere. In un porto dell'Asia Minore un uomo aveva annunciato che sarebbe successo — e quasi certamente non era vero, perché allora nessuno sapeva prevedere un'eclissi. La notizia è un'altra: che qualcuno abbia trovato la cosa credibile. Settecento anni dopo, in una tenda al confine del Danubio, l'uomo più potente del mondo scrive di notte un quaderno per sé solo, e ammette di non sapere se il cosmo abbia un senso.

Fra quel cielo e quel quaderno sta il primo volume di La crepa. Ma non è un catalogo di filosofi: è la storia di una sola domanda, che cambia forma tre volte e ogni volta cambia città.

A Mileto è una domanda sul mondo: di che cosa è fatto? Talete, Anassimandro e Anassimene; i numeri di Pitagora; Eraclito, che scriveva per non essere capito; Parmenide, che si fida della logica invece che degli occhi e cancella il movimento; i paradossi di Zenone; le riparazioni di Empedocle e Anassagora; gli atomi di Leucippo e Democrito.

Ad Atene, dove le decisioni si prendono parlando, diventa una domanda sull'uomo: che cos'è giusto, e chi lo stabilisce? I sofisti rispondono che dipende. Socrate risponde che non dipende, e ci lascia la pelle. Platone costruisce un secondo mondo per dare a quella risposta un fondamento; Aristotele lo smonta e rimette le forme dentro le cose.

Quando le città smettono di decidere di sé, la domanda si stringe fino a diventare personale: come si sta al mondo? Il Giardino di Epicuro, il Portico di Zenone di Cizio, lo scetticismo di Pirrone e di Sesto Empirico. Poi Roma traduce — Cicerone, Lucrezio — e alla fine ne resta una sola risposta, ridotta all'osso da un ex schiavo e da un imperatore: Epitteto e Marco Aurelio.

Ogni risposta risolve un problema e ne apre un altro. Talete ha ragione a cercare una sostanza unica, e proprio per questo lascia scoperta la forma. Parmenide ha ragione a fidarsi della logica, e proprio per questo cancella il mondo. Per salvare il movimento, Democrito deve sostenere che il nulla esiste, e chiamarlo vuoto. Sotto tutto corre la prima delle grandi crepe: chi spiega il cambiamento perde la permanenza, e chi spiega la permanenza perde il cambiamento.

Quel guasto lasciato aperto — non un crollo, ma la linea sottile che compare proprio dove la costruzione ha retto — è la crepa.

Una storia della filosofia da leggere come una storia, seguendo il filo che unisce un pensiero al successivo: non soltanto che cosa hanno pensato i filosofi, ma perché hanno dovuto pensarlo.

Ogni capitolo ha due riquadri. «Come lo sappiamo» dice su che cosa poggia ciò che si è appena letto, e qui è decisivo: di Talete non esiste una riga scritta di suo pugno, e di Eraclito restano un centinaio di frasi, fra cui non c'è quella per cui è famoso: «tutto scorre» non l'ha mai scritta. L'altro apre una parola greca — arché, lógos, psyché, aretè — e la tiene aperta il tempo di vedere che cosa contiene. In chiusura, una scheda a mappa per chi la materia non deve solo leggerla, ma studiarla.

Settecento anni in cui l'Occidente impara a fare domande — e scopre che ogni risposta si paga.

Indice

Prologo — Il giorno in cui il sole si spense · Epilogo — La lingua · Per andare avanti

  1. 1 Il porto
  2. 2 La setta dei numeri
  3. 3 L'uomo che scriveva per non essere capito
  4. 4 Il colpo di mano
  5. 5 Le guardie del corpo
  6. 6 Come si ripara un mondo
  7. 7 Il vuoto
  8. 8 La città rumorosa
  9. 9 L'uomo che non scrisse niente
  10. 10 Il mondo di sopra
  11. 11 Che cosa se ne fa
  12. 12 Il discepolo che smonta
  13. 13 Lo strumento e la vita buona
  14. 14 Il mondo si allarga
  15. 15 Il Giardino
  16. 16 Il portico
  17. 17 Il segno e il condizionale
  18. 18 Smettere di rispondere
  19. 19 Roma traduce
  20. 20 Uno schiavo e un imperatore

Gli altri volumi