La crepa

relazionismo

La tesi che ciò che esiste siano eventi in relazione e non sostanze con relazioni. Ne segue che nessun assetto sia definitivo per natura.

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 34. Il caso italiano

È il termine con cui Paci designa la propria posizione, ed è la sua idea più originale. La domanda è vecchia: che cosa c'è veramente? Le due risposte tradizionali sono le sostanze — cose che stanno da sé e hanno relazioni fra loro — oppure una sostanza sola, di cui tutto il resto è modificazione. In entrambi i casi le relazioni vengono dopo: prima ci sono le cose, poi si mettono in rapporto. Paci rovescia l'ordine. Ciò che c'è, dice, sono eventi in relazione: processi che durano, si intrecciano, si condizionano, e che non hanno un nocciolo permanente sotto di sé. Una persona è un nodo di rapporti che si trasforma, e non una sostanza che entra in rapporto con altre sostanze. Un'istituzione, una lingua, un corpo, un'abitudine sono la stessa cosa a scale diverse. L'idea gli viene da un filosofo inglese di cui il volume sesto ha parlato, Alfred North Whitehead, che aveva costruito una metafisica dei processi a partire dalla fisica del suo tempo, e Paci la incrocia con la descrizione husserliana del tempo del capitolo sesto: se ogni presente trattiene ciò che passa e anticipa ciò che viene, allora il presente non è mai una sostanza, è già una relazione. La conseguenza che gli interessa è morale e politica. Se le cose sono nodi di relazioni, allora nessun assetto è definitivo per natura; e le formazioni che si presentano come dati immodificabili — un mercato, un'istituzione, un ruolo sociale — sono processi irrigiditi di cui si può ricostruire la formazione. Il relazionismo è, in questo senso, il nome tecnico della speranza.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VII · 34. Il caso italiano

La tesi che ciò che esiste siano eventi in relazione e non sostanze con relazioni. Ne segue che nessun assetto sia definitivo per natura.