saeculum
L'intervallo fra la creazione e il giudizio, in cui le due città stanno mescolate. Da qui «secolare» e, per una lunga strada, «secolarizzazione».
Compare in volume II
Dove viene aperta
Volume II · 9. Due città
In latino significa generazione, e per estensione l'arco di tempo che intercorre fra le generazioni: circa un secolo, da cui la parola italiana. In Agostino prende un senso tecnico che non aveva: indica il tempo presente, l'intervallo che va dalla creazione al giudizio, nel quale le due città stanno mescolate e nessuno può separarle. Il saeculum è la condizione in cui viviamo: provvisoria, ambigua, e da attraversare. Da qui, in latino cristiano, saecularis comincia a indicare ciò che appartiene a questo intervallo e non a ciò che verrà: i preti che vivono nel mondo e non in monastero si chiamano ancora oggi «secolari». E da qui, per una strada lunghissima, viene la nostra parola secolarizzazione. Che nel Seicento indicava un fatto giuridico — il passaggio di un bene ecclesiastico a proprietà civile — e che dall'Ottocento indica un processo storico: la perdita di rilevanza pubblica della religione. C'è un'ironia che va registrata. Il concetto di un ambito «mondano», autonomo, retto da regole proprie e distinto da ciò che è ultimo, nasce dentro il pensiero cristiano, come conseguenza della tesi che le due città non coincidano con nessuna istituzione. Chi lo ha usato contro la religione stava usando uno strumento che quella aveva costruito.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume II · 9. Due città
-
L'intervallo fra la creazione e il giudizio, in cui le due città stanno mescolate. Da qui «secolare» e, per una lunga strada, «secolarizzazione».