sapienza
Il latino distingue due parole dove l'italiano corrente ne usa una sola in modo confuso. Scientia è la conoscenza per cause: si sa una cosa quando si sa perché è così e non può essere altrimenti. È dimostrativa, si insegna, si verific...
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Volume III · 24. L'ultimo platonico
Il latino distingue due parole dove l'italiano corrente ne usa una sola in modo confuso. Scientia è la conoscenza per cause: si sa una cosa quando si sa perché è così e non può essere altrimenti. È dimostrativa, si insegna, si verifica, e chi la possiede può trasmetterla a chiunque abbia la pazienza di seguirlo. Sapientia è un'altra cosa, e la parola lo dice: viene da sapere nel senso di avere sapore, percepire il gusto. Riguarda i principi primi, non si dimostra e non si trasmette per intero: si acquisisce vivendo, e chi la possiede la riconosce in un altro senza poterlo provare. Tutta la scolastica ha discusso il rapporto fra le due. Per alcuni la sapienza è la scienza più alta, quella dei principi; per Bertoldo è un ordine diverso, e la scienza vi si subordina. Il destino moderno delle due parole racconta il resto. Scientia ha dato scienza, e ha ristretto il significato fino a coprire un metodo e le sue istituzioni. Sapientia ha dato sapienza, che è uscita dalle università e si è rifugiata nel linguaggio comune, dove indica qualcosa che si attribuisce ai vecchi e non si insegna da nessuna parte. Che la seconda non abbia più un luogo istituzionale è un fatto sul quale ogni epoca ha detto la sua. Questo libro si limita a registrare quando è successo: comincia proprio qui, nel secolo in cui la filosofia diventa una tecnica e chi la pratica altrimenti smette di essere letto.