umanismo
In senso tecnico heideggeriano: ogni pensiero che determini l'essenza dell'uomo a partire da una nozione già data di essere. In questo senso lo sono anche il marxismo e il cristianesimo.
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Volume VII · 18. La lettera sull'umanismo
Il termine ha in questo volume tre sensi che è indispensabile separare, perché la loro confusione ha prodotto un ventennio di equivoci. Il primo è storico: l'umanesimo è il movimento culturale che il volume quarto racconta, nato dal recupero dei testi antichi e dalla convinzione che la formazione classica renda l'uomo pienamente uomo. Heidegger lo cita come esempio e non è di questo che discute. Il secondo è etico-politico: umanismo come dottrina che pone al centro la dignità dell'uomo, i suoi diritti, la sua libertà. È il senso in cui Sartre usa la parola nel 1945, in un momento in cui l'Europa aveva appena visto che cosa succede quando quella dignità viene negata. Chi legge la lettera di Heidegger senza tenere presente questa data legge male una polemica. Il terzo è tecnico ed è quello di Heidegger: umanismo come ogni pensiero che determini l'essenza dell'uomo a partire da una nozione già data di essere. In questo senso sono umanismi anche il marxismo e il cristianesimo, che nel secondo senso sono in conflitto. La rottura fra i tre sensi ha una conseguenza storica precisa. Dalla lettera del 1946 discende, per una linea diretta, l'antiumanismo teorico che vent'anni dopo diventerà la posizione dominante in Francia: la tesi per cui l'uomo è un effetto di strutture — linguistiche, sociali, inconsce — e non il loro autore. Il volume ottavo racconta quella stagione, e la sua origine sta in questo testo.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VII · 18. La lettera sull'umanismo
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In senso tecnico heideggeriano: ogni pensiero che determini l'essenza dell'uomo a partire da una nozione già data di essere. In questo senso lo sono anche il marxismo e il cristianesimo.