La crepa

universale

Ciò che è atto a essere predicato di più cose. La definizione di Aristotele lascia deliberatamente aperto lo statuto: se sia una cosa, un concetto o una parola.

Compare in volume II

Dove viene aperta

Volume II · 20. Il problema dei nomi

Traduce il greco kathólou, che significa alla lettera secondo il tutto, per opposizione a kath'hékaston, secondo il singolo. Il latino universalis viene da universus, «volto in uno», cioè l'insieme; i maestri medievali però lo glossavano come unum versus alia, uno rivolto verso molti, e quella glossa dice bene che cosa cercassero nel termine. Aristotele ne aveva dato una definizione operativa che il Medioevo cita sempre: universale è ciò che è atto a essere predicato di più cose. Notare la cautela: non «ciò che sta in più cose», ma ciò che si può dire di più cose. Aristotele lascia aperto lo statuto. Sulle posizioni medievali circola una tripartizione da manuale — realismo, nominalismo, concettualismo — che conviene usare con prudenza. Le etichette sono in gran parte ottocentesche, e appiattiscono un dibattito in cui le posizioni effettive erano almeno sei o sette, spesso incrociate, e nessuno si definiva così. «Nominalista», in particolare, nel Medioevo indicava chi apparteneva a una corrente scolastica precisa, e non necessariamente chi negava ogni realtà agli universali. C'è infine una cosa da dire sul perché la questione non sia mai morta. Sotto la disputa sui nomi comuni c'è una domanda che non ha età: il mondo è già diviso in generi, oppure siamo noi a dividerlo? Un botanico che stabilisce dove finisce una specie e ne comincia un'altra sta scoprendo un confine o tracciandolo? Nel Novecento la stessa domanda si è riproposta sulle classificazioni scientifiche, sulle categorie sociali, sulle diagnosi. Non è antiquariato.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume II · 20. Il problema dei nomi

Ciò che è atto a essere predicato di più cose. La definizione di Aristotele lascia deliberatamente aperto lo statuto: se sia una cosa, un concetto o una parola.