verificazione
Il latino verificare è tardo e composto: verum facere, fare vero, rendere vero. Nell'uso medievale significava accertare, stabilire come stanno le cose; è imparentato con il verificare dei notai, che è un controllo su un documento....
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Volume VI · 14. Il Circolo
Il latino verificare è tardo e composto: verum facere, fare vero, rendere vero. Nell'uso medievale significava accertare, stabilire come stanno le cose; è imparentato con il verificare dei notai, che è un controllo su un documento. Il senso tecnico che il Circolo le dà è più stretto, ed è insieme una tesi sul significato e un programma. Verificare, qui, non vuol dire accertare che una proposizione sia vera: vuol dire indicare le esperienze possibili che ne deciderebbero il valore. Una proposizione può avere senso senza essere mai stata verificata — che sulla faccia nascosta della Luna ci sia una montagna alta mille metri era sensato ben prima che qualcuno andasse a vedere — perché si sa che cosa bisognerebbe fare per deciderlo. La distinzione fra verificabilità in linea di principio e verificabilità in pratica è dunque essenziale al criterio, ed è anche il punto in cui comincia a sfaldarsi: perché «in linea di principio» va definito, e ogni definizione stretta esclude qualcosa che si voleva tenere. Il capitolo sedicesimo racconta un uomo che rovescia il criterio nel suo contrario — non ciò che si può confermare, ma ciò che si può smentire — e sostiene di aver così risolto insieme il problema del significato e quello del metodo. Vale la pena arrivarci sapendo che il suo bersaglio erano queste riunioni del giovedì, e che lui non fu mai invitato.