La crepa

verwindung

Termine heideggeriano che vale insieme convalescenza, rassegnazione a una perdita e torsione. Si oppone al superamento, che presuppone un terreno più solido.

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 32. Il pensiero debole

Il termine è di Heidegger e Vattimo lo prende in prestito facendone la propria parola-chiave. Non ha equivalente italiano, e il modo migliore per capirlo è confrontarlo con quello che sostituisce. Überwindung significa superamento: si supera un ostacolo, un errore, una teoria falsa, e ciò che si supera resta indietro. È il gesto tipico della modernità — ogni filosofia nuova dichiara superate le precedenti, ogni rivoluzione dichiara superato l'ordine che abbatte — e ha un difetto: presuppone di trovarsi su un terreno più solido di quello che si abbandona, cioè presuppone esattamente ciò che si voleva mettere in questione. Verwindung ha invece tre sensi che il tedesco tiene insieme. Si usa per la guarigione da una malattia, quella incompleta, dopo la quale si convalesce e si resta segnati. Si usa per la rassegnazione a una perdita che non si potrà mai riparare. E, in un senso tecnico, per la torsione, la distorsione di qualcosa che resta ma cambia forma. Applicato alla metafisica, significa che non la si può superare — chi la dichiara superata sta facendo una mossa metafisica — e che se ne può guarire lentamente, restandoci dentro, torcendola, continuando a usare le sue parole in modo storto. Da qui il tono di questa filosofia, che non annuncia rotture e preferisce le formule attenuate. Vattimo vi aggiunge una parola latina: pietas. La devozione verso i morti, la cura per ciò che resta di loro. Il pensiero debole non liquida la tradizione: la tratta come si trattano le cose di famiglia, senza obbedienza e senza disprezzo.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VII · 32. Il pensiero debole

Termine heideggeriano che vale insieme convalescenza, rassegnazione a una perdita e torsione. Si oppone al superamento, che presuppone un terreno più solido.