alienazione
Quattro facce: dal prodotto, dall'attività, dalla natura di specie, dagli altri uomini. Ha una causa storica, e perciò una fine possibile.
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Dove viene aperta
Volume IV · 34. La classe e la scienza
È una parola che in questo capitolo cambia proprietario tre volte, e ogni passaggio la sposta. Nel linguaggio giuridico alienare significa cedere una proprietà a un altro: chi vende un terreno lo aliena. Hegel se ne serve in senso speculativo per indicare il momento in cui lo spirito si fa altro da sé — si oggettiva nella natura, nelle istituzioni, nelle opere — e in lui il movimento è necessario e non negativo: senza uscire da sé, lo spirito non si conoscerebbe. Feuerbach lo carica di negativo. Ciò che l'uomo aliena in Dio non torna indietro: resta là, e lo lascia impoverito. L'alienazione diventa una perdita da annullare. Marx conserva la struttura di Feuerbach e ne cambia il luogo: non nella coscienza religiosa, nella fabbrica. E aggiunge la mossa che la rende un concetto materiale — se l'alienazione ha una causa storica, ha anche una fine possibile, e la fine non si ottiene con una critica ma con una trasformazione dei rapporti di proprietà. Nel Novecento la parola scivola nel linguaggio comune e finisce per indicare un vago disagio esistenziale, perdendo per strada proprio ciò che la rendeva utile: l'indicazione di chi si prende quel che è stato ceduto.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume IV · 34. La classe e la scienza
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Quattro facce: dal prodotto, dall'attività, dalla natura di specie, dagli altri uomini. Ha una causa storica, e perciò una fine possibile.