La crepa

aretè

ἀρετή

Eccellenza nel proprio compito, non «virtù» in senso moralistico. I sofisti sostengono di poterla insegnare: prima era considerata una dote di nascita.

Compare in volume I

Dove viene aperta

Volume I · 8. La città rumorosa

ἀρετή si traduce di solito con «virtù», e la traduzione è quasi sempre fuorviante, perché in italiano «virtù» suona morale e un po' sacrificale. In greco aretè significa eccellenza nel proprio compito: la qualità che fa sì che una cosa faccia bene ciò che deve fare. L'aretè di un coltello è tagliare, quella di un cavallo è correre, quella di un occhio è vedere bene. Applicata all'uomo, indica ciò che lo rende un uomo riuscito. E qui sta il punto politico. Nella Grecia aristocratica l'aretè era una dote di nascita: si nasceva nobili e quindi capaci. I sofisti sostengono di poterla insegnare, e di insegnarla a chiunque paghi. Se hai in mente che cosa significasse, capisci perché la loro comparsa fu un terremoto. Stavano dicendo che l'eccellenza umana è una tecnica trasmissibile, e stavano mettendo in vendita la chiave della classe dirigente.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume I · 8. La città rumorosa

Eccellenza nel proprio compito, non «virtù» in senso moralistico. I sofisti sostengono di poterla insegnare: prima era considerata una dote di nascita.