átomos
ἄτομος
«Non tagliabile» (a- privativo + témno). Indivisibile perché privo di vuoto interno: separarne le parti richiederebbe uno spazio fra loro.
Compare in volume I
Dove viene aperta
Volume I · 7. Il vuoto
ἄτομος è composta come alétheia: a- privativo più il verbo témno, tagliare. Alla lettera: ciò che non si può tagliare. La stessa radice sta nella nostra «anatomia», che è il tagliare a fondo, e in «tomo», che è la sezione di un'opera. Va detto con precisione che rapporto abbia questa parola con l'atomo della fisica moderna, perché è un punto su cui si scivola facilmente. Nel Settecento e nell'Ottocento i chimici ripresero il termine antico per indicare le unità minime degli elementi, e lo fecero consapevolmente, in omaggio a Democrito. Poi, all'inizio del Novecento, si scoprì che quegli atomi erano composti di parti e quindi divisibilissimi — il che rende il nome, oggi, storicamente motivato e letteralmente falso. L'atomo di Democrito non è dunque una previsione dell'atomo di Rutherford. È un'ipotesi filosofica sulla struttura della materia, arrivata per via deduttiva a partire da un problema di logica, e la somiglianza con la scienza moderna riguarda la forma del ragionamento — spiegare il molteplice con pochi elementi e poche regole di combinazione — assai più del contenuto.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume I · 7. Il vuoto
-
«Non tagliabile» (a- privativo + témno). Indivisibile perché privo di vuoto interno: separarne le parti richiederebbe uno spazio fra loro.