La crepa

atto

La parola ha in questa filosofia due sensi sovrapposti, e l'ambiguità è voluta. Il primo è quello aristotelico e scolastico che il volume terzo ha raccontato: atto si oppone a potenza, e indica ciò che è pienamente realizzato rispetto...

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Volume V · 22. L'atto puro

La parola ha in questa filosofia due sensi sovrapposti, e l'ambiguità è voluta. Il primo è quello aristotelico e scolastico che il volume terzo ha raccontato: atto si oppone a potenza, e indica ciò che è pienamente realizzato rispetto a ciò che potrebbe essere. In questo senso l'espressione atto puro è un termine tecnico della teologia medievale, e designa Dio: l'unico essere in cui nulla resta da attuare. Il secondo è quello corrente: un atto è un'azione, qualcosa che qualcuno fa. Gentile li usa entrambi, e li usa per dire che il pensiero pensante ha lo statuto che la tradizione riservava a Dio. La sua opera principale si intitola infatti Teoria generale dello spirito come atto puro, e chi conosce il vocabolario scolastico legge in quel titolo una dichiarazione forte: ciò che la teologia attribuiva all'essere divino appartiene all'attività del pensare. Gentile non era credente in senso confessionale, e insieme sosteneva che la religione fosse un momento necessario dello spirito. Da ministro fece introdurre l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole elementari e la definì il fondamento e il coronamento dell'istruzione popolare — una posizione che i cattolici accolsero con soddisfazione e sospetto insieme, perché la ragione che la sosteneva era filosofica e non teologica.