autonomia
Dal greco autós, sé stesso, e nómos, legge: darsi la propria legge. In greco il termine esisteva ed era esclusivamente politico: si diceva autonoma la città che si reggeva con leggi proprie invece di riceverle da una potenza esterna...
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Volume IV · 26. Il cielo stellato e la legge morale
Dal greco autós, sé stesso, e nómos, legge: darsi la propria legge. In greco il termine esisteva ed era esclusivamente politico: si diceva autonoma la città che si reggeva con leggi proprie invece di riceverle da una potenza esterna. Kant lo trasferisce alla volontà individuale, ed è una delle operazioni più feconde della storia del pensiero. Autonoma è la volontà che obbedisce a una legge di cui è essa stessa autrice; eteronoma quella che obbedisce a qualcosa d'altro — un desiderio, una minaccia, un'autorità, una promessa di premio. Da questa idea discende la nozione moderna di dignità, che Kant definisce in un passo memorabile: nel regno dei fini tutto ha o un prezzo o una dignità; ciò che ha un prezzo può essere sostituito da un equivalente, ciò che è al di sopra di ogni prezzo e non ammette equivalenti ha una dignità. Le persone non hanno prezzo perché sono legislatrici, non merci. La parola ha poi avuto una carriera che Kant non poteva prevedere. È diventata il termine chiave della bioetica — l'autonomia del paziente, il consenso informato —, del diritto internazionale, della pedagogia. Chi oggi dice che una decisione va rispettata perché è autonoma sta ripetendo una struttura concettuale costruita in Prussia orientale negli anni Ottanta del Settecento.