La crepa

carne

Il tessuto comune di vedente e visibile, da intendersi nel senso in cui i primi greci parlavano di elementi: non sostanza, non materia, non spirito.

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 23. La carne del mondo

Vale la pena aggiungere perché Merleau-Ponty abbia scelto una parola così carica, e quali problemi gli abbia creato. Il francese chair e l'italiano carne hanno alle spalle un uso teologico enorme: la carne come opposto dello spirito, la carne come debolezza, e soprattutto — nel cristianesimo — l'incarnazione, cioè un Dio che si fa corpo. Merleau-Ponty non era credente e sapeva benissimo di prendere quella parola con la sua storia. La ragione della scelta è che nessun altro termine disponibile fa il lavoro. Materia implica l'opposto spirito; corpo implica un soggetto che lo ha; natura implica una cultura da cui si distingue; essere è troppo generico e porta con sé Heidegger. Il costo si è visto nella ricezione. Il termine è stato usato per farne un principio mistico, una sostanza cosmica, un'anima del mondo — tutte cose che i testi escludono esplicitamente, perché la carne non è una sostanza e Merleau-Ponty lo ripete. E d'altra parte, chi ha voluto ripulire la nozione dalle sue risonanze ha finito per svuotarla, riducendola a un'altra parola per dire corpo vivente. Il lettore prudente terrà a mente due frasi dei testi. La prima: la carne non è materia, non è spirito, non è sostanza. La seconda: per designarla occorrerebbe il vecchio termine di elemento.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VII · 23. La carne del mondo

Il tessuto comune di vedente e visibile, da intendersi nel senso in cui i primi greci parlavano di elementi: non sostanza, non materia, non spirito.