La crepa

causa

Il latino causa traduce il greco aitía, che in origine è un termine giudiziario: significa imputazione, l'accusa che si rivolge a qualcuno. Chiedere la aitía di un evento è chiedere di che cosa vada incolpato. Il volume primo ha r...

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Volume VI · 25. Che cosa spiega una spiegazione

Il latino causa traduce il greco aitía, che in origine è un termine giudiziario: significa imputazione, l'accusa che si rivolge a qualcuno. Chiedere la aitía di un evento è chiedere di che cosa vada incolpato. Il volume primo ha raccontato che cosa Aristotele ne fece: quattro sensi diversi della domanda «perché», di cui la causa efficiente — ciò che produce — è solo uno. Il volume quarto ha raccontato come tre di quei sensi siano stati abbandonati e la scienza moderna abbia tenuto il quarto; e come poi Hume abbia mostrato che nell'esperienza non si trova mai il produrre, ma soltanto una successione regolare. Il Novecento eredita questa situazione. Gli empiristi, in linea con Hume, cercano di fare a meno del concetto: il modello del 1948 parla di leggi e non di cause proprio per questo, e Russell scrisse nel 1913 che la parola «causa» non compare nella fisica avanzata e sopravvive come una monarchia, perché la si suppone innocua. I controesempi di questo capitolo mostrano che l'eliminazione non riesce: senza distinguere la causa dall'effetto e dalla concomitanza, non si distingue una spiegazione da un calcolo. E dagli anni Ottanta la nozione è tornata al centro, con un apparato tecnico che Hume non avrebbe riconosciuto e con la sua intuizione fondamentale intatta: la differenza fra causa e correlazione non sta in ciò che si osserva, sta in ciò che accadrebbe se si intervenisse. Il capitolo seguente mostra un mestiere in cui questa distinzione si esercita ogni giorno e sbagliarla costa.