convenzione
Il latino conventio viene da convenire, venire insieme: è l'accordo, il patto. La parola porta con sé, fin dall'origine, l'idea che qualcosa valga perché si è deciso che valga, e non perché sia così. La contrapposizione che regge questo...
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Volume VI · 8. L'economia del pensiero
Il latino conventio viene da convenire, venire insieme: è l'accordo, il patto. La parola porta con sé, fin dall'origine, l'idea che qualcosa valga perché si è deciso che valga, e non perché sia così. La contrapposizione che regge questo capitolo è antichissima, e il volume primo l'ha raccontata: i sofisti opponevano ciò che è per natura, phýsis, a ciò che è per convenzione, nómos, e ne ricavavano che le leggi delle città potessero essere altrimenti. Che quella coppia riemerga venticinque secoli dopo dentro la geometria dice quanto sia stabile il bivio. Il punto delicato è che «convenzionale» non significa «arbitrario». Nessuno sostiene che si possa decidere a piacere quanto misuri un tavolo. La tesi è più stretta: quando due descrizioni complete prevedono esattamente le stesse osservazioni, ciò che le separa non è un fatto, e la scelta si fa su altri criteri — semplicità, comodità, eleganza. Il resto della fisica resta vincolato dai dati quanto prima. Il capitolo seguente mostrerà che quel margine di scelta è più largo di quanto Poincaré stesso immaginasse, e che tocca ogni esperimento senza eccezione. E il capitolo diciassettesimo lo porterà fino in fondo, sostenendo che perfino le leggi della logica potrebbero, in linea di principio, essere riviste.