coscienza
Il latino conscientia è il calco del greco syneídēsis, e la struttura di entrambe le parole è la stessa: con più sapere, sapere insieme. In origine indica il sapere condiviso con altri — l'essere testimone insieme a qualcuno — e...
Compare in volume VI
Dove viene aperta
Volume VI · 33. Può pensare una macchina
Il latino conscientia è il calco del greco syneídēsis, e la struttura di entrambe le parole è la stessa: con più sapere, sapere insieme. In origine indica il sapere condiviso con altri — l'essere testimone insieme a qualcuno — e da lì passa al sapere che si condivide con sé stessi. Da questa seconda accezione la parola prende due strade che le lingue romanze non separano e che l'inglese distingue con due termini. La prima è la coscienza morale: il testimone interno che approva o condanna. È il senso in cui la parola compare nei volumi precedenti, ed è quello che ha dominato fino al Seicento. La seconda è la coscienza psicologica: la consapevolezza dei propri stati. Il volume quarto ha visto Locke fare l'operazione decisiva, definendo l'identità personale attraverso la continuità della coscienza invece che attraverso la sostanza — ed è da lì che la parola comincia a designare ciò di cui parla questo capitolo. Il fatto che l'italiano usi un solo termine per entrambe le cose ha effetti concreti: nelle traduzioni dei testi analitici consciousness e conscience diventano la stessa parola, e chi legge deve ricostruire dal contesto quale delle due si intenda. Il volume settimo tratterà lo stesso oggetto con un terzo vocabolario ancora — quello dell'intenzionalità e del vissuto — e chi legge i due volumi insieme farà bene a non dare per scontato che si stia parlando della stessa cosa.