cultura
Nel dibattito del 1914 due parole tedesche si fronteggiano, e la loro opposizione spiega più di molti manifesti. Kultur indica ciò che un popolo produce di spirituale: la lingua, la musica, la filosofia, la religione, l'idea che una comun...
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Volume V · 24. Agosto 1914
Nel dibattito del 1914 due parole tedesche si fronteggiano, e la loro opposizione spiega più di molti manifesti. Kultur indica ciò che un popolo produce di spirituale: la lingua, la musica, la filosofia, la religione, l'idea che una comunità ha di sé. Zivilisation indica ciò che riguarda l'organizzazione esterna della vita: la tecnica, il diritto, il commercio, le buone maniere, il progresso materiale. Nella pubblicistica tedesca di guerra le due parole diventano armi. La Germania sarebbe il paese della Kultur — profondità, interiorità, comunità; Francia e Inghilterra sarebbero paesi di Zivilisation — superficie, contratto, calcolo. Thomas Mann dedicò a questa contrapposizione un intero libro scritto durante la guerra; ne ripudiò la politica pochi anni dopo, senza però rinnegare il libro come documento di quello che era stato. Vale la pena notare due cose. La prima è che la coppia non esiste nelle altre lingue europee: in francese e in inglese civilisation è il termine positivo, e culture significa altro. La seconda è che quella stessa opposizione, tolti i nomi delle nazioni, è l'asse su cui si regge il libro di Spengler raccontato dal capitolo precedente — dove Zivilisation è la fase in cui una cultura ha smesso di creare. Una polemica di guerra era diventata una categoria della storia universale.