cuore
Non il sentimento: la facoltà che coglie senza dimostrare i primi princìpi — spazio, tempo, movimento, numero — su cui ogni dimostrazione si appoggia.
Compare in volume IV
Dove viene aperta
Volume IV · 11. Il cuore e l'abisso
Coeur traduce il latino cor, e nella tradizione biblica e agostiniana — che è quella di Pascal — indica il centro della persona: il luogo in cui si decide chi si è, e non la sede degli affetti contrapposta all'intelletto. In Pascal il termine ha un compito tecnico preciso, ed è quello di nominare la facoltà che coglie senza dimostrare. Sappiamo che esiste lo spazio, il tempo, il movimento, i numeri; e non lo sappiamo per dimostrazione, perché ogni dimostrazione li presuppone. Lo sappiamo perché li vediamo. Quella visione è il cuore. Da qui la frase sulle ragioni che la ragione non conosce, che va letta come una tesi sull'architettura del sapere e non come un elogio dell'emotività. Questa posizione ha una lunga discendenza laica. L'idea che ogni sistema deduttivo debba appoggiarsi a princìpi che al suo interno non si possono dimostrare, e che quindi nessuna costruzione razionale possa fondare interamente sé stessa, riapparirà in forme molto più tecniche nel Novecento, con i teoremi di incompletezza — che però dicono qualcosa di più preciso e più stretto, e non vanno usati come una conferma di Pascal.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume IV · 11. Il cuore e l'abisso
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Non il sentimento: la facoltà che coglie senza dimostrare i primi princìpi — spazio, tempo, movimento, numero — su cui ogni dimostrazione si appoggia.