enazione
La cognizione come far emergere un mondo attraverso l'accoppiamento fra un corpo che agisce e un ambiente, contro l'idea che debba rappresentare un mondo già dato.
Compare in volume VII
Dove viene aperta
Volume VII · 37. Il laboratorio
Il termine traduce l'inglese enaction, coniato da Varela su un verbo che significa mettere in atto, promulgare, recitare una parte, e che in italiano non ha un equivalente unico. L'idea si capisce meglio con un esempio che Varela usava spesso. Un pilota che vola in condizioni di scarsa visibilità e uno che vola a vista non stanno percependo lo stesso mondo in due modi diversi: hanno strumenti diversi, e ciò che per l'uno è un dato per l'altro non esiste. La stessa cosa vale per un organismo rispetto al proprio ambiente: gli organi di senso non sono finestre su un mondo neutro, sono ciò che determina che cosa possa contare come mondo. La conseguenza più discussa è che non abbia senso chiedersi se una percezione sia accurata rispetto a come le cose stanno di per sé. Non perché tutto sia soggettivo — le regolarità sono ferree, e chi sbaglia muore — ma perché la domanda presuppone un punto di vista da nessun luogo che nessun vivente occupa. Il capitolo ventiduesimo aveva raccontato la stessa tesi in un vocabolario diverso, e il capitolo nono l'aveva vista discutere come problema metafisico. La differenza è che qui la tesi è ricavata dalla biologia dei sistemi viventi, e che chi la sostiene si è preso la briga di verificarla in laboratorio.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VII · 37. Il laboratorio
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La cognizione come far emergere un mondo attraverso l'accoppiamento fra un corpo che agisce e un ambiente, contro l'idea che debba rappresentare un mondo già dato.