esserci
Dasein: l'ente per il quale il proprio essere è in questione. Il «ci» non è un luogo in cui si sta, ma l'apertura entro cui le cose possono comparire.
Compare in volume VII
Dove viene aperta
Volume VII · 14. La domanda dimenticata
Il tedesco Dasein è una parola del linguaggio corrente: significa esistenza, e la si usa per qualunque cosa, comprese le pietre. Heidegger la prende e la riserva a noi, sfruttandone la composizione: da significa qui oppure là, e sein significa essere. L'italiano Esserci è una buona traduzione e va letta con attenzione, perché il ci non è un luogo. Non significa che stiamo dentro il mondo come l'acqua sta nel bicchiere: significa che siamo l'apertura entro cui le cose possono comparire. Un sasso è in una valle e non ha un intorno: non gli si presenta nulla. A noi le cose si presentano, e questo presentarsi ha bisogno di uno spazio che noi non occupiamo — siamo noi. Da qui l'insistenza di Heidegger sul fatto che Dasein non traduca uomo. La parola uomo porta con sé un che-cosa: animale razionale, immagine di Dio, soggetto di diritti, prodotto dell'evoluzione. Tutte risposte già date a una domanda che lui vuole tenere aperta. Va aggiunto che questa scelta lessicale ha un costo, e i suoi lettori lo pagano da un secolo. Il tedesco di Essere e tempo è costruito con parole comuni ricomposte e trattini, e produce un effetto che in tedesco è di straniamento controllato e in traduzione diventa spesso gergo. Un lettore italiano che si trovi davanti «essere-nel-mondo», «poter-essere», «esser-gettato» farà bene a ricordare che nell'originale sono espressioni domestiche, non formule iniziatiche.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VII · 14. La domanda dimenticata
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Dasein: l'ente per il quale il proprio essere è in questione. Il «ci» non è un luogo in cui si sta, ma l'apertura entro cui le cose possono comparire.