La crepa

facoltà

Da facultas, capacità. Prima indica una materia, poi il corpo delle persone competenti in essa: un'associazione professionale con statuti, decano e monopolio.

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Dove viene aperta

Volume III · 1. I libri proibiti

Dal latino facultas, che significa capacità, possibilità, potere di fare: la stessa radice di facere. In italiano ha conservato il senso originario nella lingua giuridica — chi ha facoltà di fare qualcosa può farla. Nell'università medievale il termine indica dapprima una materia, un campo di competenza: la facoltà delle arti è ciò che si è capaci di insegnare in quel ramo. Poi, per uno slittamento che si compie nel Duecento, passa a indicare il corpo delle persone che hanno quella competenza: la facoltà come collegio, con un decano, statuti, un sigillo e un bilancio. La divisione in quattro — arti, teologia, diritto, medicina — descrive una struttura corporativa e non un'idea astratta. Ciascuna facoltà è un'associazione professionale che difende un monopolio, e le loro liti sono liti fra categorie. Vale la pena notare che cosa succede alla parola nei secoli seguenti, perché racconta il resto della storia. La facoltà delle arti, che era la scuola preparatoria, diventa nel Rinascimento la facoltà di filosofia; nel Settecento un professore di Königsberg le dedicherà un opuscolo per sostenere che, essendo l'unica il cui compito è giudicare in base alla ragione e non in base a un mandato, dovrebbe essere l'unica libera — e che le altre tre servono lo Stato. Quell'opuscolo lo si incontra nel volume quarto, e la sua tesi è, alla lettera, la rivendicazione dei maestri del vicolo della paglia, cinquecentocinquant'anni dopo.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume III · 1. I libri proibiti

Da facultas, capacità. Prima indica una materia, poi il corpo delle persone competenti in essa: un'associazione professionale con statuti, decano e monopolio.