La crepa

facticità

L'insieme di ciò che si è senza averlo scelto: corpo, data, lingua, classe, passato. Non determina, perché da solo non significa: una roccia è ostacolo o parete secondo il progetto.

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 19. L'uomo è ciò che fa

Il francese dice facticité, ed è il termine che impedisce di leggere Sartre come un profeta della libertà illimitata — che è il modo in cui lo si legge di solito. La facticità è l'insieme di ciò che sono senza averlo scelto: il corpo che ho, la data in cui sono nato, la lingua che parlo, la classe da cui vengo, il paese in cui mi trovo, il passato che ho già vissuto. Sartre non lo nega mai, e vi dedica un intero capitolo. La sua tesi è che quei dati non determinano perché da soli non significano nulla. Una roccia è un ostacolo insormontabile o una parete da scalare a seconda del progetto di chi la guarda; una menomazione è una tragedia, un fatto amministrativo o una condizione entro cui si costruisce una vita, e nessuna di queste letture è nella menomazione. Il coefficiente di avversità delle cose, come lo chiama, esiste solo in rapporto a un fine. Da qui la formula più fraintesa del libro: siamo condannati a essere liberi. La parola condanna dice che la libertà non è un premio e non si può rifiutare — non si può scegliere di non scegliere, perché anche non scegliere è una scelta, e chi obbedisce ha deciso di obbedire. E da qui la sua tesi più dura, che dopo la guerra gli sarà rinfacciata: non ci sono situazioni in cui non si può fare nulla; ci sono situazioni in cui tutto ciò che si può fare costa moltissimo. È una tesi discutibile — il capitolo ventunesimo e il volume ottavo la discuteranno — e non è la sciocchezza che le viene attribuita.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VII · 19. L'uomo è ciò che fa

L'insieme di ciò che si è senza averlo scelto: corpo, data, lingua, classe, passato. Non determina, perché da solo non significa: una roccia è ostacolo o parete secondo il progetto.