falsafa
La filosofia: trascrizione araba del greco. Il fatto che sia un prestito la colloca fra le «scienze degli antichi», distinte da quelle indigene e religiose.
Compare in volume II
Dove viene aperta
Volume II · 14. La città rotonda
È la parola araba per filosofia, e non è una parola araba: è la trascrizione del greco philosophía. Chi la usa lo sa, e la cosa ha conseguenze. Nel mondo islamico le discipline si dividevano in due gruppi. Da una parte le scienze «indigene» o religiose: la grammatica araba, il diritto, l'esegesi coranica, la scienza delle tradizioni del Profeta, e il kalām, che significa alla lettera «discorso» ed è la teologia dialettica — l'arte di difendere la dottrina con argomenti. Dall'altra le scienze «degli antichi», cioè dei greci: matematica, astronomia, medicina, logica, e la* falsafa*. Chi pratica la seconda si chiama faylasūf, plurale falāsifa, ed è sempre, in qualche misura, uno che si occupa di roba straniera. Non è un'accusa automatica — molti califfi li protessero — ma è una posizione strutturalmente esposta. Da qui una differenza importante rispetto all'Occidente latino, dove la filosofia finirà per essere insegnata dentro l'università accanto alla teologia, con statuti e stipendi. Nel mondo islamico la filosofia resta in gran parte un'attività di corte, di medici, di privati; le grandi istituzioni di insegnamento che nasceranno, le madrase, sono dedicate al diritto. Quando alla fine dell'undicesimo secolo un teologo di enorme autorità scriverà un libro per demolire le tesi dei falāsifa, colpirà una comunità che non ha una cittadella da difendere. È il capitolo diciannovesimo.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume II · 14. La città rotonda
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La filosofia: trascrizione araba del greco. Il fatto che sia un prestito la colloca fra le «scienze degli antichi», distinte da quelle indigene e religiose.