La crepa

ignorabimus

Futuro latino: «non sapremo». La forza della formula sta nel tempo verbale: non constata un'ignoranza presente, prevede un limite definitivo.

Compare in volume V

Dove viene aperta

Volume V · 2. Senza fosforo non c'è pensiero

È un futuro latino: non sapremo. E la sua forza sta nel tempo verbale. Dire «non sappiamo» è una constatazione, e ogni scienziato la firmerebbe. Dire «non sapremo» è una previsione sull'intera storia futura della conoscenza, ed è per questo che il discorso del 1872 fece l'effetto che fece: un uomo che aveva passato la vita a spostare in avanti i limiti del sapere dichiarava che due di quei limiti non si sarebbero spostati mai. La parola diventa immediatamente una bandiera, e viene usata in tutte le direzioni. Chi difende la religione la cita come prova che la scienza sa di non bastare. Chi difende la scienza la denuncia come una resa. E nel 1930, in una sala di Königsberg, David Hilbert costruisce la propria frase di congedo — dobbiamo sapere, sapremo — precisamente per contraddirla, chiamando quel futuro «sciocco». Il volume sesto racconta che cosa era successo il giorno prima di quel discorso. Vale la pena tenere a mente che la fiducia di Hilbert e l'ignorabimus di du Bois-Reymond riguardano cose diverse: il primo parla di problemi matematici ben posti, il secondo del rapporto fra descrizione fisica ed esperienza vissuta. Il primo è stato smentito; il secondo, un secolo e mezzo dopo, è ancora dove stava.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume V · 2. Senza fosforo non c'è pensiero

Futuro latino: «non sapremo». La forza della formula sta nel tempo verbale: non constata un'ignoranza presente, prevede un limite definitivo.