ingegneria a spizzico
Riforme limitate, osservabili e reversibili, che partono da un male concreto da ridurre invece che da un ideale da realizzare.
Compare in volume VIII
Dove viene aperta
Volume VIII · 24. La domanda sbagliata
Da qui il concetto operativo di Popper, che contrappone due modi di intervenire su una società. L'ingegneria utopistica parte da un disegno complessivo: si stabilisce come dovrebbe essere la società, e si riorganizza il presente in vista di quel fine. Popper le muove tre obiezioni, e nessuna è ideologica. La prima è di conoscenza: un piano che riguardi la società intera comporta un numero di interazioni che nessuno può calcolare, e i suoi effetti reali saranno in gran parte imprevisti — il che si scoprirà quando sarà troppo tardi per distinguere quali parti del piano abbiano funzionato. La seconda è di metodo: se si cambia tutto insieme, non si può imparare nulla dall'errore, perché non c'è modo di sapere che cosa lo abbia causato. La terza è politica: un progetto che richiede molto tempo esige che chi lo attua resti al potere abbastanza a lungo, e che le critiche vengano zittite perché ritarderebbero il risultato. La grandezza del fine giustifica il costo del percorso, ed è precisamente il ragionamento che il ragazzo di diciassette anni aveva riconosciuto in sé. L'ingegneria a spizzico procede invece per interventi limitati, uno alla volta, di cui si osservano gli effetti e che si possono correggere o ritirare. E ha un principio che ne cambia la direzione: si parte non da un bene da realizzare ma da un male concreto da ridurre. Sull'ideale di società giusta le persone dissentono profondamente; sul fatto che la fame, la disoccupazione, una malattia curabile o l'analfabetismo siano mali si può ottenere un accordo pratico molto largo — e i risultati si vedono. Va aggiunto ciò che i suoi critici hanno sempre osservato: che alcune situazioni non si lasciano correggere a pezzi, perché il pezzo che si vorrebbe correggere è tenuto in piedi dal resto. Chi voglia abolire la servitù della gleba o la segregazione razziale un pezzo alla volta scopre che la gradualità è una posizione politica, non una precauzione metodologica.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume VIII · 24. La domanda sbagliata
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Riforme limitate, osservabili e reversibili, che partono da un male concreto da ridurre invece che da un ideale da realizzare.