intersezionalità
La condizione di chi subisce una discriminazione che nessuna singola categoria di tutela descrive, perché ciascuna è modellata sul membro meno svantaggiato del gruppo che protegge.
Compare in volume VIII
Dove viene aperta
Volume VIII · 27. L'intersezione
Kimberlé Crenshaw introduce la parola nel 1989 con un'immagine stradale, e conviene tenere l'immagine perché rende la nozione precisa invece che generica. Si immagini un incrocio in cui il traffico arriva da quattro direzioni. Se qualcuno viene investito nel punto in cui le corsie si incontrano, il danno può essere stato causato da veicoli che venivano da una strada, dall'altra, o da entrambe. Un sistema di responsabilità che chieda alla vittima di indicare una sola direzione non la lascerà senza risarcimento per cattiveria: non ha la categoria per registrare ciò che le è successo. Applicato alla discriminazione, significa questo. Le tutele contro la discriminazione sono state costruite prendendo, per ciascun gruppo, il caso più tipico: per il sesso, la donna bianca; per la razza, l'uomo nero. Ciascuna categoria è stata quindi modellata sull'esperienza dei membri meno svantaggiati del gruppo che protegge. Chi si trova all'incrocio non è semplicemente più discriminato: è discriminato in un modo che nessuna delle due categorie descrive, e proprio per questo non compare né nelle statistiche né nelle cause. Due precisazioni tolgono di mezzo gli usi sbagliati. L'intersezionalità non è una somma: non dice che chi appartiene a due gruppi subisca il doppio, dice che subisce qualcosa di qualitativamente diverso, che nessuno dei due gruppi conosce. E non è una gerarchia delle sofferenze: non serve a stabilire chi stia peggio, e mostra invece che una categoria costruita su un caso tipico rende invisibili i casi che non lo sono. Il concetto nasce come uno strumento tecnico di analisi giuridica. La sua fortuna successiva, che lo ha trasformato in un termine d'uso generale e talvolta in una lista di attributi da spuntare, è un caso da manuale di ciò che il capitolo secondo aveva descritto a proposito di un'altra parola.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
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La condizione di chi subisce una discriminazione che nessuna singola categoria di tutela descrive, perché ciascuna è modellata sul membro meno svantaggiato del gruppo che protegge.