intuizione
Il metodo proprio della filosofia: l'istinto divenuto disinteressato e consapevole di sé. È faticoso, va contro le abitudini del pensiero e richiede un lungo lavoro preparatorio di analisi.
Compare in volume V
Dove viene aperta
Volume V · 12. L'evoluzione creatrice
È la parola che ha fatto più danni alla reputazione di Bergson, perché nell'uso comune indica un lampo, un presentimento, una scorciatoia — l'opposto del lavoro. Bergson intende qualcosa di quasi contrario, e lo dice ripetutamente. L'intuizione è faticosa: richiede uno sforzo contro le abitudini pratiche del pensiero, va contro la direzione naturale della mente, e non si esercita se non su un materiale preparato da un lungo lavoro di analisi. Chi vuole intuire la durata di un organismo deve prima conoscere la biologia. C'è poi una precisazione che lui stesso fece con qualche irritazione. L'intuizione non è un sentimento vago né un'estasi: produce risultati precisi, e la prova è che permette di distinguere problemi ben posti da problemi mal posti — come nel caso della libertà, o in quello del nulla, a cui dedica pagine famose. Va infine registrato l'uso che ne fecero altri. Negli anni Dieci il bergsonismo divenne una moda, e la parola intuizione servì a giustificare qualunque cosa: il rifiuto della scienza, l'irrazionalismo politico, la superiorità dell'azione sul pensiero. Georges Sorel, che il volume ottavo racconterà, costruì su un Bergson molto approssimativo la propria teoria del mito rivoluzionario. Bergson prese pubblicamente le distanze, e come capita in questi casi non servì a nulla.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume V · 12. L'evoluzione creatrice
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Il metodo proprio della filosofia: l'istinto divenuto disinteressato e consapevole di sé. È faticoso, va contro le abitudini del pensiero e richiede un lungo lavoro preparatorio di analisi.