La crepa

ipostasi

«Ciò che sta sotto»: un grado di consistenza dell'essere. Le tre di Plotino — Uno, Intelletto, Anima — sono ordinate per gerarchia, non pari fra loro.

Compare in volume II

Dove viene aperta

Volume II · 1. L'Uno che trabocca

Alla lettera significa ciò che sta sotto: da hypó, sotto, e stásis, lo stare. In greco corrente indicava il sedimento di un liquido, il fondo che si deposita — e per estensione la consistenza, la sostanza di una cosa, ciò che regge. Plotino la usa per i tre livelli della realtà: l'Uno, l'Intelletto, l'Anima sono tre ipostasi, tre gradi di consistenza dell'essere, ordinati per dignità decrescente. Il primo è superiore al secondo, il secondo al terzo. La gerarchia è il punto: senza di essa il sistema non sta in piedi, perché il di più deve sempre venire da chi ne ha di più. Meno di un secolo dopo, la stessa parola viene requisita dai teologi cristiani per dire tutt'altro: le tre persone della Trinità, che devono essere pari. E qui comincia un guaio, perché una parola costruita per esprimere una scala viene usata per esprimere un'uguaglianza, e per farlo bisogna smontarla e rimontarla pezzo per pezzo. Quel lavoro di smontaggio occuperà due concili, un secolo di risse e un numero notevole di esili. È il capitolo quinto.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume II · 1. L'Uno che trabocca

«Ciò che sta sotto»: un grado di consistenza dell'essere. Le tre di Plotino — Uno, Intelletto, Anima — sono ordinate per gerarchia, non pari fra loro.