ipotesi
Il greco hypóthesis significa ciò che sta sotto: il supporto, la base che si pone per costruirvi sopra. Nell'uso matematico antico indicava ciò che si assume all'inizio di una dimostrazione senza provarlo — e il volume primo ha visto che...
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Volume VI · 9. Nessun esperimento è mai solo
Il greco hypóthesis significa ciò che sta sotto: il supporto, la base che si pone per costruirvi sopra. Nell'uso matematico antico indicava ciò che si assume all'inizio di una dimostrazione senza provarlo — e il volume primo ha visto che per Platone era il gradino sotto la dialettica, proprio perché non discute i propri punti di partenza. In astronomia la parola prese un senso tecnico che ha attraversato tutta la storia raccontata dai volumi precedenti: un'ipotesi è un espediente di calcolo che salva i fenomeni, senza pretendere di descrivere come si muovano davvero i cieli. È la formula con cui la teoria copernicana fu presentata in una prefazione che Copernico non aveva scritto, ed è la distinzione su cui si gioca il processo raccontato dal volume quarto. Il verso di Newton — ipotesi non fingo — usa la parola in un terzo senso ancora: lì significa congettura arbitraria sulla causa nascosta, e Newton dichiara di rifiutarsi di inventarne per spiegare come agisca la gravità. Il senso moderno, quello di questo capitolo, è più modesto: una proposizione assunta provvisoriamente per vedere che cosa ne segua, e da confrontare con l'esperienza. Ma proprio il confronto, come si è visto, non è mai fra un'ipotesi sola e il mondo — è sempre fra un blocco e il mondo. Il che riporta la parola vicino al suo senso originario: ciò che sta sotto, insieme a tutto il resto che sta sotto.