La crepa

iterabilità

La proprietà per cui un segno esiste solo se ripetibile, e ogni ripetizione lo altera perché avviene in un contesto nuovo. Ripetizione e alterazione sono lo stesso movimento.

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 31. La lite

Il termine viene dal latino iter, di nuovo, e Derrida vi aggiunge un'etimologia che a molti è parsa fantasiosa e che serve a fissare un'idea: la radice sanscrita itara significa altro. L'idea è che ripetere e alterare siano lo stesso movimento. Un segno esiste soltanto se può essere ripetuto — una parola che valesse una volta sola non significherebbe niente, e neppure una firma, che vale proprio perché è riconoscibile come la stessa. Ma ogni ripetizione avviene in un contesto diverso dal precedente, e nessun contesto è mai identico a un altro: la stessa frase detta in tribunale, in un film, in una lettera d'amore e in un manuale non fa la stessa cosa. Dunque ciò che rende un segno identico a sé stesso è ciò che lo rende ogni volta un po' altro. Ne discende una conseguenza che i suoi avversari hanno trovato scandalosa. Nessun contesto è saturabile: non si può elencare tutto ciò che occorrerebbe sapere per fissare definitivamente il senso di una frase, perché la lista sarebbe infinita e perché il futuro può sempre produrre un contesto che nessuno aveva previsto. Ciò non significa che una frase voglia dire qualsiasi cosa — significa che l'intenzione di chi parla, per quanto chiara, non basta a chiuderne il senso, e che il senso resta esposto a ciò che verrà. È l'ultima versione della logica del supplemento: il rischio del malinteso non è un incidente che una comunicazione ben fatta eviterebbe. È la condizione perché ci sia comunicazione.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VII · 31. La lite

La proprietà per cui un segno esiste solo se ripetibile, e ogni ripetizione lo altera perché avviene in un contesto nuovo. Ripetizione e alterazione sono lo stesso movimento.