La crepa

non identico

Ciò che, di una cosa, non entra nel concetto sotto cui la si colloca: lo scarto che ogni categoria produce e di cui una società deve decidere che fare.

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Volume VIII · 14. Il non identico

È il termine che regge tutto e conviene fissarlo, perché suona astratto e indica cose molto concrete. Il non identico è ciò che, di una cosa, non entra nel concetto sotto cui la si colloca. La sofferenza di questa persona, che non è un caso di sofferenza in generale. La qualità di questo suono, che non è un valore in una scala. Ciò che di un individuo non si lascia registrare in nessuna scheda. Perché sia una nozione politica e non un preziosismo lo si vede dal rovescio. Ogni amministrazione lavora su categorie: pazienti, richiedenti, utenti, categorie di reddito, profili di rischio. È necessario, e non c'è alternativa. Ma ogni categoria produce uno scarto — la parte di ciascun caso che non vi rientra — e la questione politica è che cosa una società faccia di quello scarto: se lo tratti come rumore da eliminare, oppure come il segno che la categoria è uno strumento e non la cosa. Da qui la formulazione che nel libro fa da fondamento, e che è la risposta di Adorno all'obiezione mossa al capitolo precedente: che il bisogno di dare voce alla sofferenza sia condizione di ogni verità. È un criterio materiale, non formale: non dice quale ordinamento sia giusto, ma dice che una teoria la quale non registri il dolore di chi non rientra nelle sue categorie è, per ciò stesso, falsa. È il minimo indispensabile, ed è tutto ciò che Adorno si concede. E da qui il nuovo imperativo categorico che formula nella stessa opera: pensare e agire in modo che Auschwitz non si ripeta. Osserva che non lo si possa fondare — ogni tentativo di dimostrarlo lo indebolirebbe — e che si imponga come si impone l'evidenza di un corpo che si ritrae dal fuoco.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VIII · 14. Il non identico

Ciò che, di una cosa, non entra nel concetto sotto cui la si colloca: lo scarto che ogni categoria produce e di cui una società deve decidere che fare.